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La caffettiera e l’arte di preparare il caffè

10 minuti
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Caffettiera, moka, chi la trova insostituibile e la preferisce al caffè espresso

Moka

Il caffè espresso è una realtà disponibile anche nelle proprie mura domestiche ma alcune persone preferiscono la caffettiera: perché ?!
Esistono diverse tipologie di prodotto relative alla caffettiera, e tutte trovano un ampio collaudo storico che ne decreta uno strumento destinato ad essere utilizzato anche in futuro.

Cenni storici della caffettiera

Il gusto di preparare un buon caffè seguendo le poche regole basilari adottate dai nostri antenati, ancor oggi gode di un rituale particolarmente apprezzato che deve poi sfociare nella degustazione di una bevanda, per noi italiani irrinunciabile: il caffè.

Il caffè pare approdò in Europa nel XVI secolo, ed in Italia fu Venezia, forse la prima città (il forse è d'obbligo) a gustarne la bevanda, Venezia era importante punto di riferimento per il commercio nel Mediterraneo, e grazie ai velieri che arrivavano dall'Oriente, fu in grado di acquisire questo particolare prodotto allora poco conosciuto ai più.

In alcuni Paesi Arabi, il caffè risultava già utilizzato e conosciuto, ma in un primo momento decisero di proibirne la commercializzazione, perché era utilizzato anche a fini medici, ed aveva un potere fortemente eccitante, i paesi che per primi lo utilizzarono ritennero il caso di non divulgarne troppo le proprietà, motivi legati anche al particolare momento storico e religioso dell'epoca.

I poteri eccitanti infatti, venivano spesso attribuiti a fenomeni magici posseduti dalla pianta di caffè, e secondo le credenze ritenuti opera del demonio.
Fortunatamente, quando anche alti esponenti ecclesiastici assaggiarono la bevanda, incluso il Papa, ne apprezzarono il gusto e le qualità della bevanda, dando la loro approvazione affinché il consumo non fosse considerato qualcosa di male, ispirato da chissà quale entità malvagia.

Il caffè quando arrivò in Italia, veniva venduto solo nelle Farmacie, ed era piuttosto costoso.
Visto l'interesse ed il riscontro che fu in grado di avere, iniziarono a fare la loro comparsa le prime botteghe di caffè, sempre a Venezia, ben presto seguite da altre.

Tuttavia le prime volte che si rese possibile gustare il caffè, questo veniva ottenuto facendolo bollire in un pentolino, andando ad aggiungere al caffè acqua e zucchero.

Lasciata sedimentare la polvere del caffè lo si poteva bere, oppure si versava l'acqua bollita direttamente in una tazza contenente la polvere di caffè.
Primi esemplari di caffettiera furono la jabena oppure l'Ibrik, ad oggi ancora in uso presso i Paesi Arabi.

Un recipiente di rame, dove viene inserito il caffè, acqua e zucchero, il tutto si mescola e si porta l'acqua ad ebollizione.
Tuttavia non trovò mai grande simpatia in Europa, e più nello specifico in Italia, dove fino al XIX secolo si continuò a bere caffè impiegando caffettiere copiate da invenzioni straniere, come quella che si capovolge o quella a pressione.

Queste caffettiere erano in grado di fare un caffè piuttosto forte, che ben si legò al gusto italiano.
Si iniziarono però ad apportare migliorie sulle caffettiere create in altri paesi, e per molti anni in Italia vennero utilizzate la caffettiera napoletana e quella milanese.

Importante e storico fu l'intervento di Alfonso Bialetti, che introdusse nel mercato con la sua genialità tutta italiana la Moka espresso, nel 1933, in grado di far degustare anche nelle abitazioni un caffè espresso.
Alla fine del XIX secolo, la tecnologia iniziava a galoppare, ed il concetto di espresso associato al caffè, diede il via a una vera e propria ricerca qualitativa ed operativa da applicare alle macchine da caffè.

Il XX secolo in arrivo, lasciava intravedere notevoli sviluppi industriali, e la velocità divenne qualcosa di estremamente importante, velocità di esecuzione, velocità di produzione, le prime automobili, i primi aerei, etc.
La parola velocità divenne obiettivo comune, e la possibilità di degustare un buon caffè in tempi brevi divenne una necessità.
La parola Espresso affiancata al caffè, stava a significare, e ancor oggi, proprio la rapidità con cui si rese possibile la preparazione di un buon caffè in tempi brevi, in linea con i tempi, che rendeva possibile degustare la bevanda senza lunghe attese.

Naturalmente, la velocità relativa alla preparazione del caffè espresso, non ha mai perso di vista la qualità del prodotto finale.
La Moka espresso Bialetti segnò una vera e propria innovazione: la possibilità di ottenere un caffè espresso anche nelle proprie case, impensabile fino ad allora, era possibile ottenere un espresso solo nei bar dotati delle prime favolose macchine per caffè espresso, il cui primo esemplare risale al 1901 per opera dell'ingegnere milanese Luigi Bezzera.

Le evoluzioni della caffettiera, della moka, hanno continuato a rimanere al passo con i tempi, e ad oggi, non hanno perso il loro fascino e la loro qualità di produrre una bevanda estremamente gradevole, nonostante per espresso oggi si intende per la maggiore il ristretto del bar.
Difficilmente manca una caffettiera in una casa italiana.

Caratteristiche della caffettiera

Il caffè ottenuto per infusione, prevede di portare ad ebollizione l'acqua e versarla sul caffè macinato.
L'Ibrik, tutt'ora utilizzato in diversi Paesi Arabi, adotta questa tipologia di preparazione.

Solitamente questo pentolino di rame viene riempito con caffè, acqua e zucchero suddivisi in parti prestabilite, il tutto viene mescolato mentre si fa scaldare l'acqua da portare ad ebollizione.
Si lascia raffreddare la bevanda e sedimentare la polvere di caffè, e l'operazione può anche essere ripetuta più volte.

Si ottiene un caffè dal gusto forte, e secondo le usanze locali possono essere aggiunte spezie alla bevanda.
La forza del caffè espresso invece, è quella di essere prodotto con l'impiego della pressione che esercita la sua forza sull'acqua, acqua che attraversa la polvere di caffè.

Il concetto di applicare la pressione del vapore per far attraversare all'acqua la polvere di caffè nella Moka, è stata l'idea rivoluzionaria di Bialetti.

La Moka è composta da un recipiente dove viene inserita l'acqua, all'estremità del recipiente è presente una valvola di sicurezza, che oltre che segnalare quando l'acqua giunge ad ebollizione, serve a lasciare sfogo al vapore acqueo se questo dovesse trovare ostruzioni nel suo corretto passaggio.

Il contenitore del caffè è a forma di imbuto. In questo recipiente ad imbuto viene posizionato il caffè macinato.
Nella parte sottostante del recipiente superiore è presente un filtro, che ha il compito di trattenere la polvere di caffè quando questa viene attraversata dall'acqua, ed una guarnizione circostante il filtro deve garantire la buona chiusura dei due recipienti.

Il recipiente superiore è quello dove verrà prodotta la bevanda ottenuta dal caffè, e viene chiuso a vite sul serbatoio dell'acqua.
Il contenitore dell'acqua svolge il compito di caldaia, quando l'acqua raggiunge l'ebollizione questa viene spinta per forza della pressione creata dal vapore nel piccolo imbuto a salire, fino ad attraversare la polvere di caffè.

Viene sfruttata l'energia termica del calore per spingere, grazie al vapore ed alla sua pressione, l'acqua nel recipiente superiore dopo avere attraversato il caffè.

Utilizzando un calore adeguato (generato dalla fiamma), non eccessivo, il rendimento energetico della Moka è alto, perché disperde pochissimo calore, permettendo al recipiente dell'acqua di svolgere al meglio il lavoro di caldaia.
Oltre alla Moka classica, troviamo altre tipologie di caffettiera sviluppate nel tempo, condizionate dal gusto prettamente legato alle tradizioni.

La caffettiera napoletana ad esempio, è formata da due recipienti sovrapposti, portando il gusto finale della bevanda vicino a quello del caffè espresso, mantenendo anche però il gusto ottenuto per infusione del caffè.

Nella cuccumella, il recipiente inferiore è destinato a contenere l'acqua, munito della solita valvola di sicurezza.
Il contenitore del caffè con il suo imbuto, il filtro, la guarnizione in gomma ed il recipiente superiore completano i componenti della cucumella.

La particolarità della cuccumella però, si trova nel fatto che i due recipienti, entrambi dotati di manico, vengono sovrapposti l'uno all'altro.
Una volta portata ad ebollizione l'acqua, la fuoriuscita di vapore dalla valvola di sicurezza indica che è il momento di capovolgere la caffettiera lasciando passare l'acqua bollente nel contenitore sottostante, attraversando la polvere di caffè posta in mezzo ai due contenitori.

Il contenitore ora sottostante (quello sopra durante il riscaldamento) è munito di beccuccio per versare il caffè nella tazza.
La caffettiera a stantuffo invece, è formata da un recipiente di vetro nella quale dovrà essere posta l'acqua bollente ed il caffè macinato.

Si lascia macerare il caffè magari mescolando per facilitare l'operazione, dopodiché, attraverso un filtro collocato sotto il coperchio del contenitore, si va a filtrare la bevanda dalla polvere di caffè.

Il filtro, largo quanto il contenitore, va a premere sul fondo la polvere di caffè, sarete voi ad esercitare il movimento a stantuffo, in modo dolce, dopodiché la bevanda potrà essere versata pronta per essere servita.
Per ottenere invece il caffè all'americana, (sigh!) vengono offerte in commercio anche caffettiere elettriche, non sono altro che recipienti in vetro dove far scaldare l'acqua, una volta bollita viene versata su di un filtro che contiene il caffè macinato.

Non è altro che un infuso di caffè, vengono proposte in commercio caffettiere di questo tipo completamente automatizzate.
Si ottiene una bevanda molto allungata, che difficilmente (impossibile!) si sposa con il gusto richiesto dagli estimatori di un buon caffè.

Scegliere ed acquistare la caffettiera

La caffettiera Moka classica e quella Napoletana sono senz'altro quelle più utilizzate in Italia.
Il design stilistico della caffetteria, tanto quanto nella macchina per caffè espresso, ha sempre accompagnato l'evolversi tecnico dell'apparecchio.

Sul mercato è possibile trovare la caffettiera che meglio soddisfa i nostri gusti in fatto di estetica, non dimenticando mai che la qualità della bevanda deve essere il punto primario.

Personalmente, mi piacciono molto quelle caffettiere, seppur moderne, che si richiamano ad un design passato, per intenderci quello della classica Moka, magari non geometrica ma arrotondata, comunque la valutazione è sempre soggettiva.

Troviamo modelli realizzati in alluminio, in acciaio inox anche con inserti in ottone, che rendono particolarmente accattivante il design.
Semplici nella lora realizzazione, stilisticamente di buon gusto, sobrie, discrete, sono l'evoluzione più moderna della Moka espresso.

Realizzate anche con materiali innovativi, in alcuni modelli sul coperchio cambia il colore dell'inserto quando il caffè è prossimo all'ebollizione, è il modello Thermovisual della Bialetti.
Disponibili in diversi formati, da 1, 2, 3 sino a 9 caffè da preparare.

Oltre il design dal gusto soggettivo, punterei tutto sulla qualità impiegata nei materiali di costruzione.
In acciaio inox ad esempio, lucidatura a specchio, fondo in rame per meglio distribuire il calore, od ancora caffettiera in alluminio satinato.

Il nuovo standard qualitativo della caffettiera prevede il taglio della coda di estrazione, ovvero un procedimento studiato per ottenere il massimo esaltare dell'aroma nella preparazione del caffè con la Moka espresso.

Questo si rende possibile grazie ad un preciso controllo durante il processo di estrazione del caffè, rimuovendone la parte finale, denominata appunto coda di estrazione, colpevole di causare un aroma negativo nel caffè preparato con la Moka.

Ad oggi è possibile acquistare la caffettiera ovunque, nei grandi centri commerciali, dove spesso vengono proposte offerte vantaggiose, se conosciamo alla perfezione il modello che intendiamo acquistare possiamo procedere con l'acquisto on-line direttamente da casa.

Facciamo un nome ?! Bialetti offre prodotti innovativi dal lato tecnico, e molto gradevoli dal punto di vista estetico, frutto di una ricerca eseguita anche sul design.
Vengono offerte anche caffettiere elettriche, personalmente preferisco quelle tradizionali.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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