Autoproduzione di energia elettrica: scambio sul posto e impianti stand alone

Autoproduzione di energia elettrica: scambio sul posto o stand alone?
Autoproduzione di energia elettrica (Photo by Thomas Kelley on Unsplash)

Autoproduzione di energia elettrica: scambio sul posto o impianti stand alone: produrre energia e rivendere quella non consumata, o autonomia.

  1. Cosa sono
  2. Scambio sul posto
    1. I vantaggi
    2. Come funziona
    3. Il risparmio
    4. Il contributo di scambio
    5.  → Come si calcola
    6.  → Onere Energia
    7.  → CEI
    8.  → CUSF
    9.  → ES
  3. Grid connected
    1. L'importante
    2. Pro e Contro
  4. Stand alone
    1. Sistemi di accumulo
    2. Regolatori di carica
    3. Isola, Indipendente
    4. Protezione batterie
  5. Impianti ibridi
  6. Salvaguardia ambientale
  7. Collegamenti esterni

Autoproduzione energia elettrica: Cosa sono questi impianti

La detrazione fiscale fino al 65% per interventi di riqualificazione energetica (50% per gli impianti fotovoltaici) potrebbe essere un'occasione per produrre autonomamente energia elettrica.

Gli impianti fotovoltaici grid connected, permettono di vendere l'energia elettrica non consumata, al gestore (e convogliata nelle rete di distribuzione), e riacquistarla quando occorre.

Mentre gli impianti stand alone, sono indipendenti nell'autoproduzione, e provvedono al totale fabbisogno di energia elettrica.

Lo scambio sul posto

Dato che gli incentivi fiscali, per l'installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, è stata prorogata (ed è sempre utile visionare periodicamente sui siti istituzionali), per chi è interessato conviene valutare l'installazione di impianto fotovoltaico per produrre energia elettrica, utile al fabbisogno di un edificio, che sia casa privata, condominio, azienda, etc.

I vantaggi

Il vantaggio di produrre energia elettrica a casa propria, presenta sicuramente diversi vantaggi:

1) in primo luogo quelli dati dalla detrazione fiscale che permette di avere un risparmio considerevole sull'installazione dell'impianto;

2) poi permette di risparmiare sulla spesa della fornitura di energia elettrica;

3) la rimanente spesa dell'impianto viene ammortizzata negli anni dal risparmio sulle spese in bolletta.

Come funziona

Durante il giorno, l'impianto fotovoltaico produce energia elettrica per lo più in eccedenza, dato che è difficile consumarla tutta (occorre poi distinguere il fabbisogno energetico di ciascun edificio), quella che avanza viene immessa nelle rete, e venduta, questa procedura viene definita: scambio sul posto (SSP).

L'energia (auto)prodotta dall'impianto fotovoltaico, viene consumata secondo il fabbisogno, e quella non consumata, perché in eccesso, viene immediatamente ceduta nelle rete di distribuzione; e viceversa, quando l'impianto non produce energia, questa viene prelevata dalla rete.

Quindi, si viene a creare un immediato autoconsumo di energia prodotta dall'impianto fotovoltaico, e un'altrettanto immediata cessione di energia in eccedenza nella rete elettrica, e il prelievo quando l'impianto non ne produce quanto serve.

Il risparmio

Inevitabilmente, in questo tipo di operazione, il consumo istantaneo dell'energia autoprodotta, rappresenta il maggior punto a favore del risparmio.

Perché l'energia prelevata dalla rete, viene pagata normalmente, come tutti, ovvero con tutte le imposte e l'IVA.

L'energia che invece viene immessa in rete, viene sì pagata nella sua totalità, senza però rimborsare IVA e imposte, pagate sulle spese dell'energia elettrica consumata dalla rete, e non autoprodotta; viene pagata praticamente con una differenza di circa il 15% in meno, rispetto a quella comprata.

Il contributo di scambio

Il contributo di scambio, è dato dal Valore Minimo (MIN), tra Onere Energia (OE), e il Controvalore Energia Immessa (CEI) sommato al Controvalore Unitario Servizi (CUS), dell'Energia Scambiata con la rete nazionale (ES), ed è così calcolato:

Come si calcola

CS = MIN [OE ; CEI]+ CUSF * ES.

OE: Onere Energia

Il prezzo dell'energia elettrica che viene prelevata dalla rete, e consumata dal proprietario dell'impianto.

Il prezzo (espresso in ), è dato dai kW⋅h consumati, e dal Prezzo Unico Nazionale (PUN), che è variabile in base ai prezzi stabiliti dal mercato, per ogni Regione, e viene stabilita una media su scala nazionale, e allora:

OE = Kw-h * PUN.

CEI: Controvalore Energia Immessa in rete

Ovvero il valore economico tra i kW-h autoprodotti e immessi in rete, ed il prezzo dell'Energia del Giorno Precedente (MGP), in una precisa zona.

Il mercato dell'energia, funziona come la Borsa Valori, il prezzo è calcolato in tempo reale, ogni giorno, in base alla domanda e offerta sul Mercato Elettrico gestito dal GME: guarda.

Dunque: CEI = kWh * (MGP.

CUSF: Corrispettivo Unitario di Scambio Forfettario

Questo valore è stabilito dal prezzo calcolato dal GSE (guarda), e sono incluse le spese che si trovano normalmente nella bolletta dell'energia elettrica.

A ridaje: CUSF = corrispettivo /kWh.

ES: Energia scambiata

Corrisponde ai kWh autoprodotti dal proprietario dell'impianto fotovoltaico e immessi in rete, e la differenza con quelli prelevati dalla rete, e consumati.

ES = kWh scambiati con la rete elettrica.

Impianto fotovoltaico grid connected

L'impianto fotovoltaico, produce energia elettrica necessaria al fabbisogno dell'edificio, e viene consumata istantaneamente: l'energia in eccesso, non viene accumulata, e viene altrettanto istantaneamente immessa nella rete di distribuzione, e acquistata dal gestore.

Come scritto sopra a proposito del Mercato elettrico, i prezzi non sono stabiliti dai gestori della rete ma da domanda e offerta scaturite sul mercato stesso, e per tutti i gestori, vale lo stesso criterio di riferimento dei prezzi.

Quello che è maggiormente importante

La cosa importante, è che l'impianto con contratto di scambio sul posto produca una quantità di energia adeguata al fabbisogno energetico, di modo che oltre gli incentivi della detrazione fiscale, si possa vendere l'energia in eccedenza, e avere un guadagno concreto e si possa ammortizzare nel migliore dei modi l'investimento iniziale.

Questo dipende anche dall'esposizione solare, e di conseguenza dalla capacità dei pannelli fotovoltaici di produrre determinate quantità di energia elettrica.

Pro e Contro

Non sempre però è possibile soddisfare le esigenze del fabbisogno energetico, con il proprio impianto, in quanto dipende dalla posizione geografica dell'edificio, quindi dell'impianto, e non avrebbe senso logico sovradimensionare un impianto, e le spese, per produrre maggiore quantità di energia.

Ecco perché, gli impianti grid connection, permettono di poter avere risparmi interessanti ammortizzati nel tempo; si può prelevare energia elettrica quando serve dalla rete nazionale, e vendere immediatamente quella in eccesso non consumata, una soluzione sicuramente interessante e da valutare.

Impianti stand alone

Un impianto stand alone, è sicuramente indicato in zone dove sarebbe più sconveniente (o impossibile), collegarsi alla rete elettrica nazionale.

Può essere una scelta in grado di rendersi autonomi dal punto di vista dell'autoproduzione, sebbene sia indispensabile in questo caso calcolare bene i costi, i pro e contro.

Sistemi di accumulo

La necessità della presenza di batterie (sistemi di accumulo) è prevedibile (sarebbe illogico il contrario), in quanto l'energia che non viene consumata nell'immediato, viene immagazzinata nelle batterie ed è a disposizione quando l'impianto non può produrre energia.

Regolatori di carica

I regolatori di carica, permettono alle batterie, una volta completamente cariche, di non rovinarsi interrompendo il flusso dell'energia in eccesso.

Le batterie, devono essere adeguate per il fabbisogno energetico da soddisfare, la manutenzione di queste e dell'impianto devono assumere ulteriore importanza, in quanto la fornitura di energia dipende esclusivamente dall'impianto, isolato dalla rete nazionale.

Isola, Indipendenti

Gli impianti stand alone, sono denominati anche isola, o indipendenti.

Le diverse tipologie di batteria, sono adatte a soddisfare le esigenze, più o meno difficili, od estreme, in cui devono operare, ed alla quantità di energia che devono fornire.

Occorre pensare al posto dove collocare le batterie, sebbene ve ne siano anche in grado di funzionare in un range di temperature davvero critiche (da - a + 50°C), dove ovviamente non ci sono altre soluzioni per posizionarle, se non in posti caratterizzati dalle estreme condizioni climatiche.

Protezione delle batterie

Avere uno spazio asciutto e protetto, dove sistemarle, è importante, le protegge e ne prolunga la vita.

Ovviamente l'impianto è più costoso per via delle batterie e della strumentazione necessaria (software) per poterlo gestire in piena autonomia.

Se ben pensata e progettata questa è una soluzione sicuramente da tenere in buona considerazione; forte anche del fatto che la tecnologia migliora costantemente, ed è in grado di produrre impianti dai costi più contenuti rispetto al passato, efficienti, e gli incentivi statali rappresentano un'ulteriore motivazione.

Impianti ibridi stand alone e grid connected

Oltre agli impianti grid connected, e stand alone, quelli ibridi hanno comunque un sistema di accumulo, e quando necessario prelevano energia dalla rete nazionale alla quale sono collegati.

Salvaguardia dell'ambiente

I Governi di ogni Paese, dovrebbero sempre tenere nella massima considerazione la salvaguardia dell'ambiente, che passa anche dal risparmio energetico, e dalla produzione di energia elettrica con fonti non inquinanti (tutta la filiera produttiva e smaltimento inclusi).

Collegamenti esterni: agenziaentrate.gov.it – ENEA

Riqualificazione energetica – Che cos'è; sul sito agenziaentrate.gov.it: guarda.

Richiesta delle detrazioni per la riqualificazione energetica (65%) agenziaentrate.gov.it: guarda.

Detrazioni Fiscali – ENEA – Dipartimento unità per l'efficienza energetica: guarda