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Autoproduzione di energia elettrica: scambio sul posto o impianti stand alone ?

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Autoproduzione di energia elettrica: scambio sul posto o impianti stand alone ?
La detrazione fiscale fino al 65% per interventi di riqualificazione energetica (50% per gli impianti fotovoltaici) è un’occasione per produrre autonomamente energia elettrica.
Gli impianti fotovoltaici grid connect permettono di vendere l'energia elettrica non consumata al gestore (convogliata nelle rete di distribuzione) e riacquistarla quando occorre, mentre gli impianti stand alone sono indipendenti nell'autoproduzione e provvedono al totale fabbisogno di energia elettrica.

Come funziona lo scambio sul posto

Dato che gli incentivi fiscali per l'installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica è stata prorogata (ed è sempre utile visionare periodicamente il sito dell'Agenzia delle entrate, agenziaentrate.gov.it), per chi è interessato conviene valutare l'installazione di impianto fotovoltaico per produrre energia elettrica utile al fabbisogno di un edificio, che sia casa privata, condominio, azienda, etc.

Il vantaggio di produrre energia elettrica a casa propria presenta sicuramente diversi vantaggi, in primo luogo dati dalla detrazione fiscale che permette di avere un risparmio considerevole sull'impianto, e poi permette di risparmiare sulla spesa della fornitura di energia elettrica, e la rimanente spesa dell'impianto viene ammortizzata negli anni dal risparmio sulle spese in bolletta.

In base al consumo energetico l'energia prodotta che non viene consumata viene inserita nella rete di distribuzione, venduta quindi al gestore, quando poi si ha necessità nuovamente di utilizzare altra energia quando l'impianto non la può produrre (es. orari notturni) la si compra sempre dal gestore.

Durante il giorno l'impianto fotovoltaico produce energia elettrica per lo più in eccedenza, dato che è difficile consumarla tutta (occorre poi distinguere il fabbisogno energetico di ciascun edificio) quella che avanza viene immessa nelle rete, e venduta, questa procedura viene definita: scambio sul posto (SSP).

L'energia (auto)prodotta dall'impianto fotovoltaico viene consumata secondo il fabbisogno, e quella non consumata perché in eccesso viene immediatamente ceduta nelle rete di distribuzione, e viceversa quando l'impianto non produce energia questa viene prelevata dalla rete.
Quindi si viene a creare un immediato autoconsumo di energia prodotta dall'impianto fotovoltaico, una altrettanto immediata cessione di energia in eccedenza nella rete elettrica, e il prelievo quando l'impianto non ne produce.

Inevitabilmente in questo tipo di operazione il consumo istantaneo dell'energia autoprodotta, rappresenta il maggior punto a favore del risparmio.
Perché l'energia prelevata dalla rete viene pagata normalmente, come tutti, ovvero con tutte le imposte e l'iva.

L'energia che invece viene immessa in rete viene sì pagata nella sua totalità, senza però rimborsare iva e imposte pagate sulle spese dell'energia elettrica consumata dalla rete e non autoprodotta, viene pagata praticamente con una differenza di circa il 15% in meno rispetto a quella comprata.

Il contributo di scambio è dato dal valore minimo (min) tra onere energia (oe) e il controvalore energia immessa (Cei) sommato al Controvalore unitario Servizi (Cus) dell'energia scambiata con la rete nazionale (Es), ed è così calcolato:

Cs = min [Oe ; Cei] + CUsf * Es

OeOnere energia, il prezzo dell'energia elettrica che viene prelevata dalla rete e consumata dal proprietario dell'impianto.
Il prezzo (espresso in €) è dato dai kWh consumati e dal prezzo unico nazionale (PUN), che è variabile in base ai prezzi stabiliti dal mercato per ogni regione e viene stabilita una media su scala nazionale, e allora:

Oe = Kwh * PUN.

CeiControvalore energia immessa in rete, ovvero il valore economico tra i kWh autoprodotti e immessi in rete ed il prezzo dell'energia del giorno precedente (MGP) in una precisa zona.
Il mercato dell'energia funziona come la Borsa Valori, il prezzo dell'energia è calcolato in tempo reale ogni giorno in base alla domanda e offerta sul Mercato Elettrico gestito dal GME.

Dunque: Cei = kWh * (MGP.

CusfCorrispettivo Unitario di Scambio Forfettario, questo valore è stabilito dal prezzo calcolato dal le spese che si trovano normalmente nella bolletta dell'energia elettrica.

A ridaje: CUsf = corrispettio €/kWh.

EsEnergia scambiata, corrisponde ai kWh autoprodotti dal proprietario dell'impianto fotovoltaico e immessi in rete, e la differenza con quelli prelevati dalla rete e consumati.

Es = kWh scambiati con la rete elettrica.

Grid connected

L'impianto fotovoltaico produce energia elettrica necessaria al fabbisogno dell'edificio e viene consumata istantaneamente, l'energia in eccesso non viene accumulata e viene altrettanto istantaneamente immessa nella rete di distribuzione e acquistata dal gestore (esempio EnelEnergia).
Come scritto sopra a proposito del Mercato elettrico, i prezzi non sono stabiliti dai gestori della rete ma da domanda e offerta scaturire sul mercato stesso, e per tutti i gestori vale lo stesso criterio di riferimento dei prezzi.

La cosa importante è che l'impianto con contratto di scambio sul posto produca una quantità di energia adeguata al fabbisogno energetico, di modo che oltre gli incentivi della detrazione fiscale si possa vendere l'energia in eccedenza e avere un guadagno concreto e si possa ammortizzare nel migliore dei modi l'investimento iniziale.
Questo dipende anche dall'esposizione solare e di conseguenza della capacità dei pannelli fotovoltaici di produrre determinate quantità di energia elettrica.

Non sempre però è possibile soddisfare le esigenze del fabbisogno energetico con il proprio impianto, in quanto dipende dalla posizione geografica dell'edificio, quindi dell'impianto, e non avrebbe molto senso logico sovradimensionare un impianto, e le spese, per produrre maggiore quantità di energia, ecco perché gli impianti grid connection permettono di poter avere risparmi interessanti ammortizzati nel tempo, si può prelevare energia elettrica quando serve dalla rete nazionale e vendere quella in eccesso non consumata immediatamente, è una soluzione sicuramente interessante e da valutare.

Impianti stand alone e sistemi di accumulo

Un impianto stand alone è sicuramente indicato in zone dove sarebbe più sconveniente (o impossibile) collegarsi alla rete elettrica nazionale, tuttavia può essere una scelta in grado di rendersi autonomi dal punto di vista dell'autoproduzione, sebbene sia indispensabile in questo caso calcolare bene i costi, i pro e contro.
La presenza di batterie (sistemi di accumulo) è scontata (sarebbe illogico il contrario) in quanto l'energia che non viene consumata nell'immediato viene immagazzinata nelle batterie ed è a disposizione quando l'impianto non può produrre energia.

I regolatori di carica permettono alle batterie, una volta completamente cariche, di non rovinarsi interrompendo il flusso dell'energia in eccesso.
Le batterie devono essere adeguate per il fabbisogno energetico da soddisfare, la manutenzione di batterie e impianto devono assumere ulteriore importanza in quanto la fornitura di energia dipende esclusivamente dall'impianto isolato dalla rete nazionale.

Gli impianti stand alone sono denominati anche isola, o indipendenti.
Le diverse tipologie di batteria sono adatte a soddisfare le esigenze più o meno difficili ed estreme in cui devono operare ed alla quantità di energia che devono fornire.
Occorre pensare al posto dove collocare le batterie, sebbene ve ne siano in grado di funzionare in un range di temperature davvero critiche (da - a + 50°C), dove ovviamente non ci sono altre soluzioni per posizionarle se non in posti caratterizzati dalle estreme condizioni climatiche, avere uno spazio asciutto e protetto dove sistemarle è importante, le protegge e ne prolunga la vita.

Ovviamente l'impianto è più costoso per via delle batterie e della strumentazione necessaria (software) per poterlo gestire in piena autonomia.

Se ben pensata e progettata questa è una soluzione sicuramente da tenere in buona considerazione, forte anche del fatto che la tecnologia migliora costantemente ed è in grado di produrre impianti dai costi più contenuti rispetto al passato, efficienti, e gli incentivi statali rappresentano un'ulteriore motivazione, i governi dovrebbero sempre tenere nella massima considerazione la salvaguardia dell'ambiente che passa anche dal risparmio energetico e dalla produzione di energia elettrica con fonti non inquinanti (tutta la filiera produttiva e smaltimento inclusi).

Oltre agli impianti grid connect e stand alone, quelli ibridi hanno comunque un sistema di accumulo e quando necessario prelevano energia dalla rete nazionale alla quale sono collegati.

 

               

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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