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Uno che scrive

Aspirapolvere per uso domestico

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Aspiratore per uso domestico e pulitore con acqua per tappeti: l'aspirapolvere è un attrezzo particolarmente utile per la pulizia domestica

Aspiratore per uso domestico

L'aspirapolvere è un elettrodomestico che grazie ad aria spinta con forza dal motore crea una depressione capace di aspirare polvere e piccoli detriti.
Motore turbina nei modelli più potenti, solitamente professionali per grandi pulizie, motore ventilatore in altri, crea una depressione che aspira polvere, impurità, piccoli rifiuti organici. Lo sporco finisce o in apposito scomparto, oppure nei modelli con tecnologia ciclonica (bagless, aspirazione a ciclone), l'aria aspirata viene depurata dalle impurità che vanno a depositarsi nel contenitore dopo essere passate nei filtri. I modelli più costosi possono essere silenziati.

Cenni storici dell'aspirapolvere per uso domestico

La storia dell'aspirapolvere è una sorta di evoluzione del battitappeto (per pulire un tappeto pregiato dalla polvere uno dei modi è lasciarlo appeso con i fili dell'annodatura verso il basso) e la pulizia, ovviamente manuale, della polvere.

Si iniziò con uno spazzolatappeti (con aspiratore da azionare manualmente) nel 1860, con lo statunitense Daniel Hess, e la cosa interessante è che questa macchina incorporava due scomparti con acqua per catturare la polvere anche più sottile. Fu il primo a depositare il brevetto ma non ci sono dimostrazioni che la macchina sia mai entrata in produzione.

La scienza e la tecnologia hanno avuto un ruolo importante nella progettazione e realizzazione di questo elettrodomestico, “grazie/rdquo; alla rivoluzione industriale, non solo venivano prodotti migliaia di pulitori, ma anche inquinamento a volontà, fuliggine e polvere ovunque.

La sporcizia, le polveri diffuse nell'ambiente per via delle lavorazioni industriali, spinsero l'uomo ad avere maggiore rispetto per l'igiene ed iniziare a cercare soluzioni per contrastare l'inquinamento ambientale, l'altra faccia della medaglia della produzione industriale.

I primi modelli di aspirapolvere erano azionati a mano, da due persone, una azionava la pompa (ad esempio con una manovella), l'altra doveva occuparsi di tenere l'aspiratore al pavimento e trascinare la macchina, come quella di Ives McGaffey che nel 1869 mise a punto il modello di aspirapolvere adottando un motore ventilatore azionato da cinghie.

Questi primi “elettrodomestici del genere” erano costosi e ingombranti, sebbene una rivoluzione della pulizia dalla polvere, per l'epoca. Seguirono altri modelli che, per azionare il meccanismo aspirante dovevano essere movimentati, il movimento delle ruote innescava il meccanismo di pulizia.

Il salto di qualità è arrivato agli inizi del XX secolo, grazie all'inglese Hubert Cecil Booth, che realizzò il primo modello (mastodontico) di aspirapolvere elettrico ispirandosi però all'idea di un altro inventore americano, John S.Thurman, che qualche anno prima ancora in XIX secolo mise a punto un modello azionato a gasolio.

Dal modello di Both che doveva essere spostato con un carro trainato da cavalli tanto era enorme, negli anni a venire iniziarono ad essere realizzati via via modelli sempre più leggeri e facilmente spostabili, tanto da essere movimentati nelle mura domestiche.

Jim Kirby, uno dei nomi destinati ad essere tra i più conosciuti per l'aspirapolvere, contribuì a mettere a punto modelli che escludevano l'utilizzo dell'acqua (che era da svuotare spesso in quanto si sporcava facilmente durante le operazioni di pulizia) e impiegavano forza centrufuga e tessuti filtranti.

Negli anni a venire l'industria offrì ben presto modelli (definitivamente alimentati elettricamente) capaci di essere impiegati tranquillamente nelle mura domestiche da una persona sola, con slitta di spostamento, portatili (più contenuti nelle dimensioni), sacchetti intercambiabili (che evitavano di svuotare il sacco pieno di polvere a vantaggio dell'igiene).

Modelli più piccoli, grandi, per uso domestico ed industriale, trainabili con ruote o da portare a tracolla, l'evoluzione dei motori impiegati è arrivata oggi ad offrire anche silenziati anche se particolarmente costosi.

Caratteristiche dell'aspirapolvere

James Dyson introdusse negli anni '70 la tecnologia ciclonica, che sfrutta la potenza centrifuga creata da un ciclone d'aria, oggi sono disponibili anche più camere (una serie di cilindri) per rendere più potente e selettiva l'azione di pulizia.

Aspirazione

La depressione creata dal motore ventilatore crea la depressione nel tubo aspiratore grazie alla quale si rende possibile l'aspirazione, la cui potenza è importante al fine di un risultato ottimale.

Centrifuga

L'aria, nonché le particelle aspirate, entrano nel contenitore secondo un angolo specifico tale da permettere un movimento a spirale su cui si basa la forza centrifuga, provocando la fuoriuscita del particolato più pesante che si deposita nel contenitore.

Sistema filtrante

L'aria, insieme al particolato più fine che non è stato espulso nella centrifuga, viene trattenuto nel comparto filtrante.

Residuo

Le particelle residue ancora presenti, le più sottili, finiscono in un cilindro conico all'interno del contenitore, dove l'angolo di ingresso spinge a vortice il particolato insieme all'aria verso il fondo. L'aria pulita viene convogliata, nel percorso, verso l'alto e fatta uscire dall'aspiratore.

Altra azione di filtraggio interessante è quella dettata dall'acqua con il filtro HEPA, un filtro particolarmente efficiente. L'acqua, che con la naturale azione filtrante (in quanto abbatte le polveri), si può dire che trattiene al 100% la polvere (sebbene vi siano controindicazioni).

Grazie al filtraggio con acqua non vi è la possibilità che la polvere venga eventualmente dispersa, quando l'aria esce dall'aspiratore cedendola all'ambiente, cosa possibile, anche se in modesta misura, con altri modelli.

Il tipo di filtraggio con l'acqua presenta il vantaggio di trattenere la quasi totalità della polvere aspirata (teoricamente quasi nella totalità in misure mancanti massime dello 0,1%), svuotato il serbatoio di acqua dopo l'utilizzo, l'aspiratore è pronto per essere riutilizzato.

È praticamente impossibile, solo attraverso l'aspirazione eliminare totalmente la polvere, una parte riuscirà sempre “ad evadere” perché così sottile da non essere trattenuta nemmeno nei comparti filtranti (a meno che il sistema filtrante senza acqua non sia così ben realizzato da svolgere un lavoro davvero ottimo).

Questo discorso vale soprattutto (e purtroppo) per gli aspirapolvere più economici, se ne trovano anche a prezzi davvero bassi, sono molto rumorosi (che non è cosa da poco), aspirano aria e sporco, il filtro è modesto, e “risputano fuori” l'aria che contiene ancora buona presenza di polvere, filtrata sì, ma non abbastanza per poter essere pulita.

I filtri più efficienti hanno tecnologie anche sofisticate che adottano anche più di 30 camere coniche dove la forza centrifuga riesce a filtrare anche il particolato più sottile (indicativamente fino a 0,5 µm).

I motori più sofisticati sono progettati per funzionare senza produrre eccessivo rumore: 78 decibel sono la misurazione standard del rumore prodotto da una media degli aspirapolvere, alcuni modelli però non vanno oltre i 62 dB, una bella differenza (certo il costo lievita).

● Occorre tenere presente che la potenza di Watt in entrata e quella di potenza di aspirazione sono diverse, esempio: potenza assorbita 1.400 Watt e potenza di aspirazione 300 Watt.

● Un filtro può essere intercambiabile, oppure semplicemente lavabile.

● Può essere presente un sacchetto per la raccolta della polvere, oppure il contenitore, o farne a meno (bagless).

Alcuni modelli sono alimentati con batterie al litio, al nickel (con autonomie che variano dai 30 minuti ad oltre 2 ore). Non sono a buon mercato ovviamente.

Quale aspirapolvere scegliere per l'acquisto

● Negli aspirapolvere con sacchetto e filtri da sostituire, c'è il vantaggio di non dover pulire nessun filtro e svuotare nessun contenitore e non disperdere polvere nell'ambiente, ma sacchetti e filtri presentano un costo, anche modesto per i sacchetti, un po' meno per i filtri.

Quando il sacchetto è pieno di sporco per 3/4 circa della sua capienza (i pori della carta del sacchetto sono ostruiti) l'aspirapolvere inizia a perdere parte della sua efficienza di aspirazione, ma il motore continua a forzare e lavorare, potendosi usurare con maggiore facilità.

Con filtraggio ad acqua, l'aspirapolvere, oltre che essere più pesante in quanto l'acqua pesa, potrebbe accadere in modelli non realizzati come si deve, che alcune particelle possano comunque sfuggire all'esterno dell'aspirapolvere (da piccole intercapedini che si possono creare nel materiale plastico specialmente quando il motore è in funzione perché provoca vibrazioni), far fuoriuscire microscopiche particelle di acqua sporca e provocare l'instaurarsi di batteri e muffe sul filtro.

Il fatto che in passato sono stati introdotti (dopo avere riscontrato il problema dell'acqua maleodorante terminato l'utilizzo dell'aspirapolvere) filtri a carboni attivi e deodoranti nel comparto del filtro, deve far riflettere.

● Se l'aspirapolvere non risulta ben chiuso, “sigillato”, è destinato a disperdere polvere nell'ambiente. Quante volte è capitato di vedere la polvere illuminata dalla luce del sole che entra dalla finestra ?

Prova ad accendere l'aspirapolvere e guarda se espelle polvere, la luce del sole che lo illumina non nasconde nulla.

● Aspirapolvere troppo rumorosi non sono certo il meglio in termini di utilizzo, a partire dal rumore molto fastidioso specialmente se il lavoro è prolungato.

Motori progettati e costruiti anche con l'intento di produrre meno rumore, sono più costosi, il materiale poliuretanico usato come isolante acustico rientra nell'ottica di un aspirapolvere che debba realmente risultare ben sigillato quando chiuso.

Gli aspirapolvere silenziosi ed efficienti sono costosi, facilmente oltre i 300 – 400 €.

Gli accessori vengono da sé, un buon aspirapolvere con spazzola e classico tubo è più che sufficiente: è l'aspirapolvere che fa la differenza.

In una specifica tecnica di un aspirapolvere (tra le altre note) è scritto: Livello di silenziosità: 82 dB. Sarebbe più corretto scrivere: Livello di rumorosità.

Un bagless adeguatamente potente, silenziato, con tecnologia ciclonica, filtro HEPA, può essere un ottimo aspirapolvere, ma non costa poco, per i motivi sopra elencati.

Un buon aspirapolvere deve essere ben sigillato e non disperdere polvere (nemmeno quella che non si vede) durante l'utilizzo.

● Non deve essere ingombrante, ma leggero e semplice quando si utilizza.

● Deve essere facile svuotare lo sporco e semplice da pulire, a tutto vantaggio dell'igiene.

● Per uso domestico indicativamente 200 Watt (effettivi) di potenza aspirante sono sufficienti, la potenza max sarà oltre i 1000 Watt.

Se un prodotto offre tante cose ad un prezzo troppo economico… c'è qualcosa che non va.

Meglio puntare ai requisiti essenziali ma che siano realizzati bene.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
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