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Uno che scrive

Come distingue Google un sito popolare o autorevole ?

8 minuti
aggiornato il

Come distingue Google un sito popolare o autorevole ?! Dalla qualità dei backlink che indicano il PageRank. Tutto qui ?! No.
Interessante l'esempio fatto da Matt Cutts rispondendo alla domanda che chiede come fa Google a separare la popolarità dall'autorevolezza di un sito: “i siti per adulti sono molto popolari, più di quelli governativi anche se questi sono considerati maggiormente autorevoli.

Come distingue Google un sito popolare o autorevole ?
How does Google separate popularity from authority ?

Sito autorevole o popolare ?!

Molte persone guardano i siti per adulti ma difficilmente li linkano; probabilmente molte meno persone guardano siti governativi ma un link spesso lo mettono.”
Come esempio non fa una piega. Non tutto ciò che è popolare è migliore, e non solo su internet.
Ti è mai capitato di leggere un best seller e quando terminato di leggerlo chiederti: ma come cavolo ha fatto questa boiata a diventare best seller ?!

Quindi viene attribuito maggiore PageRank ai siti cui le persone mettono un link rispetto ad altri siti, anche se comunque estremamente popolari.
Sicuramente i siti governativi sono meno visitati rispetto a quelli per adulti, tuttavia le più poche persone che visitano i siti governativi, abbastanza spesso mettono un link nelle loro pagine, quindi la reputazione di un sito si misura anche con i backlink.
Anche forse è dire poco: se un sito di qualità ha molti backlink Google ovviamente ne tiene conto ed assegna un buon trust al sito in questione.
Se un sito è di qualità ed ha pochi backlink come fa Google ad assegnare autorevolezza e credibilità al sito ?!
Beh, miracoli non se ne ponno fa… (Pace e serenità – Pino Daniele).

E qui viene il bello. Popolarità e backlink.

Un sito può anche essere contemporaneamente autorevole e popolare; anzi, magari è diventato popolare proprio perché autorevole.
La popolarità un sito la può ottenere con la pubblicità, ed i costi non sono bassi.
Occorrono investimenti da centinaia di migliaia di € se si intende pubblicizzare un sito in maniera massiccia, imponente, come sulle più note tv nazionali, decine di migliaia di € al secondo, senza contare che per girare uno spot magari si chiama il regista del momento per quanto riguarda gli spot, ingaggiando anche attrici o attori piuttosto famosi e… no, centinaia di migliaia di € non bastano, si va oltre il 1.000.000,00 di € di pubblicità.

Se si dispone di tali cifre, anche una cariolata di € per una buona pubblicità on line ci stanno tutti.
È abbastanza scontato arrivare al successo di un sito se si dispone di tanto denaro, nulla di nuovo.
Poi se si lavora bene, senza dubbio il ritorno economico arriva, si investe denaro in buona pubblicità e poi ritorna, mentre il sito cresce e diventa popolare e magari anche autorevole, oltre che utile.

Promuovere un sito web a costo 0 nel 2014 non che sia impossibile, ma comunque moooooooolto difficile: occorre investire tanto tempo, ma tanto, e avere tanta pazienza (e altro tempo) prima che inizino ad arrivare i frutti.
Qualche anno fa era diverso, gli algoritmi di Google non erano così serrati, e gli spammer sguazzavano parecchio, gli altri, quelli onesti, quantomeno se la cavavano.
Le cose sono cambiate, la lotta allo SPAM è diventata più dura (è giusto che sia così) e dimostrare oggi l'autorevolezza di un sito senza avere denaro da investire è un gran lavoro e richiede maggiore tempo in più.

Anche perché è quasi (ma solo quasi) lotta impari con chi dispone (bontà loro e buon per loro) di medie / grosse cifre da investire in pubblicità.
Tempo, impegno, costanza.
Questo è quanto serve per promuovere un sito a costo 0. Qualcuno forse si aspettava fosse una cosa facile ?!

Come promuovere un sito a costo zero ?!

Per promuovere un sito a costo 0 occorre essere parecchio motivati, non perdersi d'animo e mettere in conto che sarà una strada tutta in salita.
Una volta decisa il progetto e come procedere, continuare a testa bassa anche quando i risultati tardano ad arrivare.
Si intende che parlo del sito di un perfetto sconosciuto (come me), in caso contrario la popolarità fa miracoli anche investendo poco o nulla nella pubblicità.
Premesso ciò se mai ve ne fosse bisogno, oltre che credere senza ripensamenti al proprio progetto (perché quando si crea un sito si deve avere in mente cosa scrivere e quali argomenti trattare), serve cercare di dare autorevolezza al contenuto, a quanto si scrive nel caso di un sito da leggere.
Il sito può anche essere incentrato su fotografie, video, ma la qualità del contenuto (perché sempre di contenuto si tratta anche se immagini o video) deve essere pertinente al tema trattato nel sito.

L'autore del sito per primo deve credere nel proprio lavoro, così forse ci crederanno anche gli altri.
Per quanto la costruzione di link occorre selezionare con molta cura dove si intende eseguire l'inserimento dei link del sito.

Le web directories possono aiutare il sito a decollare, lasciare i link in firma nei blog, nei forum e nei social in modo costante può essere un altro modo per promuovere il sito, purché i commenti inseriti non siano scritti solo per piazzare il link; il giro di vite di Google è diventato più severo nei confronti degli schemi di link, dei link artefatti che sanno di spam, di tutto ciò in qualche misura va a manipolare il PageRank delle pagine.
Se un'azione è fatta in modo spontaneo, naturale, con un motivo logico di essere, il link del sito presente contribuisce a far aumentare l'autorevolezza delll'autore, quindi del suo sito.

La difficoltà maggiore nella promozione di un sito che non dispone di denaro da investire, è dimostrare che il sito è autorevole.
Il che non significa che ogni sito debba necessariamente essere curato da specialisti di un preciso settore; ci si può anche appassionare a determinati argomenti, hobby, lavori, etc. e stupirsi di quanto si possa contribuire nel condividere le proprie esperienze attraverso il sito.
Se per un sito popolare il PageRank non è indispensabile, diversamente per un sito da promuovere a costo 0 è qualcosa di importante; comunque sempre meglio qualche link in meno, ma buono.

Quando Matt Cutts afferma (nel video relativo agli schemi di link ):
“Vogliamo che tutti possano competere alla pari. Chi ha più soldi non deve poter automaticamente posizionare meglio il suo sito nei motori di ricerca.” Il concetto è chiaro, e lo è anche quando dice a proposito dei link:
“Potete chiedervi se creereste il link se i motori di ricerca non esistessero.”

Per quanto riguarda la prima affermazione è l'unica strada percorribile se si desidera che internet non finisca nelle mani delle major della rete, ma sia data a tutti la stessa possibilità, ed un sito deve essere premiato per la qualità delle idee.
Altra osservazione importante la seconda, quella relativa ai link: prima di scrivere un commento per lasciare il link in firma, o iscrivere il sito in una specifica directory, meglio chiedersi se lo si farebbe lo stesso se i motori di ricerca non esistessero.
Ecco perché ogni link deve essere piazzato solo quando c'è un motivo logico e naturale perché ci sia, anche se è presente il nofollow; in questo caso il PageRank non viene compromesso, ma la credibilità dell'autore potrebbe, se il commento inserito nel blog, social o forum non ha motivo di essere proprio lì.
E senza la credibilità non si può essere considerati autorevoli, ergo si fa della pessima promozione.
Ancora: se i motori di ricerca non esistessero lo scriveresti lo stesso quel contenuto da inserire poi in siti di article marketing ?!

Per far funzionare un sito c'anche l'aspetto che riguarda la frequenza di pubblicazione degli articoli, e può dipendere da diversi fattori ed essere diversa anche in base agli argomenti trattati.
Molto probabilmente se un sito cerca di promuoversi a costo 0 non avrà molte persone che ci lavorano, anzi, forse solo il proprietario del dominio.
Poi la tematica trattata: se un sito parla di politica è abbastanza ovvio che almeno un articolo al giorno lo pubblica (anche piuttosto breve), anche perché la politica offre più spunti diversi (chiamiamoli così) più volte al giorno.
Da un argomento come questo è lecito che gli utenti si attendano un aggiornamento quotidiano degli articoli.

Se invece gli articoli richiedono ricerche anche particolarmente approfondite, possono anche essere pubblicati ogni tot giorni, ed è comprensibile; un conto è pubblicare riguardo ogni minimo spostamento d'aria intorno alla politica, altro conto è scrivere di articoli che trattano temi diversi che necessitano di ricerche prima di essere scritti.
Nulla vieta ovviamente di avere un ottimo piglio d'autore nel commentare gli avvenimenti politici, non è una questione di quantità.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
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