Keyword density: è importante o è una bufala?

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Una bellissima esemplare di bufala, animale nobile, possente, forte, il cui latte è particolarmente apprezzato: preferisco le bufale alla teoria della keyword density
(photo by Badeendjuh on Morguefile)

Keyword density: la densità delle parole chiave è importante o è una bufala, una stregoneria SEO quella di voler misurare e quantificare le keywords?


Con tutto il rispetto per le bufale. Quando sento parlare di densità delle parole chiave, mi viene in mente il marketing; o meglio, qualcuno che a tutti i costi vuole venderti il suo prodotto.
Il meta tag keywords, che se utilizzato, va inserito all'interno dei tag head:
<head><meta name="keywords" content="parole chiave, attinenti al contenuto trattato" /></head>
Ormai obsoleto, in quanto abusato; questo serve a ricordare di non esagerare mai con le parole chiave, nemmeno nel contenuto dell'articolo.

Le parole chiave di una pagina web

Quando sento, o leggo, la definizione keyword density, onestamente tendo quasi a stridere i denti, un po' come sentire delle unghie sui vetri.

Mi sembra abbastanza assurdo calcolare quale debba essere la giusta densità delle parole chiave, affinché queste possano avere un certo peso nella pagina, e il suo posizionamento nelle SERP dei motori di ricerca.

Risulta piuttosto logico presumere che, quando scrivo di uno specifico argomento, l'oggetto del tema lo riporto nel titolo della pagina, nella descrizione, quindi anche nel meta tag description),e nel contenuto.

Del resto, sto scrivendo di quello, lo specifico argomento cui sopra.

Ma stabilire a priori, quale debba essere la concentrazione delle specifiche parole come fosse una ricetta, non mi sembra corretto.

Il software dei motori di ricerca, è programmato da esseri umani; gli algoritmi con cui viene data rilevanza alla ricerca, e all'ordinamento dei risultati nelle SERP, non li vanno a raccontare in giro, come è giusto che sia; per il semplice motivo che se desiderano realmente combattere lo SPAM, devono affinare tali algoritmi sempre di più, in modo che vadano a privilegiare articoli scritti per l'utente, e non per i motori.

Scrivere in modo spontaneo

L'onestà dovrebbe premiare sempre: come ben sappiamo, spesso accade il contrario, ma non per questo si smette di essere onesti, e continuare a credere che sia la strada giusta, l'unica percorribile; le altre costano troppo, in termini di etica.

Quindi, perché preoccuparsi di una specifica densità di parole chiave?

Un po' come quando ci si presenta ad una persona che non si conosce, e si ripetesse 2, 3 volte il proprio nome: si presume che la persona che si ha davanti, il nostro nome lo comprenda subito, la prima volta che lo pronunciamo, perché dovremmo ripeterlo, risultando ridondanti, antipatici, e chissà che altro?

Quando si scrive un articolo, molto spesso l'istinto ci guida, ed è la scelta migliore affidarci a questa strada. Quando lo si rilegge, per correggere eventuali errori, è normale valutare se la keyword density è eccessiva, ridondante, oppure no.

• Quando si corregge il testo, dopo aver scritto in modo istintivo: forse è proprio in quel momento, che si commette un errore.

• Non è la reiterazione forzata delle presunte parole chiave che migliora un articolo. E calcolare la densità è una forzatura, non è istintivo, e non ha nessun senso logico.

In un articolo, la stessa parola potrebbe essere ripetuta qualche volta in più in modo ironico, sarcastico, scherzoso; oppure potrebbe essere presente solo nel titolo, e nella descrizione, perché i concetti sviluppati nel testo, non necessitano che debbano essere ripetute.

Le parole chiave nel contenuto del testo: mirate? No, spontanee

Mi auguro onestamente che gli sviluppatori dei motori di ricerca, tendano sempre di più ad affinare gli algoritmi, affinché si tenda a premiare, per quanto riguarda il posizionamento, e il trust, siti che scrivono articoli per gli utenti, non per i motori di ricerca, e non solo i siti che hanno più soldi di altri da investire in pubblicità (buon per loro).

Questo ovviamente non implica che un sito che abbia tante disponibilità economiche, non abbia anche contenuti di qualità; ma sovente, capita di vedere siti quasi uguali per qualità, che siano palesemente diversi per trattamento, per così dire, riservato loro dai motori di ricerca.

Del resto, gli algoritmi miracoli non ne possono fare, in un passato recente un po' di tabula rasa l'hanno fatta, attualmente ci sono ancora diverse incongruenze, ma per quanto riguarda lo SPAM, e i siti di pseudo-furbi proprietari, qualcosa hanno ottenuto.

A un prezzo elevato anche per gli altri, ma così è.

Scrivere per gli utenti, come se si parlasse di persona a chi si trova davanti a noi; con onesta sincerità. Senza calcolare quante volte ripetere una specifica parola, ogni tot parole.

Scrivere articoli, non significa calcolare quante volte ripetere gli stessi termini, per ottenere qualcosa in cambio: sa di scorretto.

Il titolo della pagina: deve indicare in modo univoco di cosa tratta il contenuto.

La descrizione: deve chiarire in modo più dettagliato, ma conciso, le indicazioni date dal titolo, e del contenuto.

Il testo, è ovvio che tratti sia di quanto indicato nel titolo, che quanto descritto nel meta tag description e anche se non si dovesse più ripetere la parola chiave, o la frase, del tema in oggetto, va bene ugualmente, anzi, magari è anche meglio se il testo è scritto in modo istintivo, semplice, onesto, spontaneo.

Keyword density: valutazione del contenuto

La valutazione del testo scritto, che si rilegge e si corregge sempre prima che sia pubblicato, anche per eliminare eventuali errori ortografici, dovrebbe basarsi sull'efficacia del contenuto.

Se il tema è trattato bene, non dev'essere una misurazione di alcune parole rispetto ad altre, sa di forzatura.

Sa di qualcuno che a tutti i costi vuole vendere il suo prodotto; con tutto il rispetto, quando si dice no, è no.

Comprendere la Poesia, di Jonathan Evans Prichard, professore emerito

Non riesco a non pensare all'Attimo fuggente, con il magnifico Robin Williams (Wikipedia) nei panni del professor John Keating, quando invitava i suoi studenti a strappare le pagine del libro, dove un'empirica ricetta indicava come misurare la Poesia: guarda il video, ma soprattutto, ascoltalo.

Mi auguro che gli algoritmi dei motori di ricerca, siano sempre più indirizzati a premiare un contenuto originale, interessante.

Non che si mettano a misurare quante parole chiave sono presenti, e come siano distribuite, diluite, nel testo.

La logica non è necessariamente solo qualcosa di matematico, ed è applicabile ovunque, anche quando si scrive un articolo in modo spontaneo e meno artefatto possibile.

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho conosciuto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.
Invecchiando, ho scoperto che mi piace portare il cappello.