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Uno che scrive

Rimozione amianto: smaltimento e inertizzazione

11 minuti
aggiornato il
Vecchio tetto malridotto in amianto, pericoloso: la rimozione dell'amianto deve essere eseguita con metodologie ben precise per non inquinare ulteriormente e proteggere persone e ambiente, dalla rimozione allo smaltimento

Vecchio tetto in amianto

La rimozione dei materiali con amianto viene eseguita da aziende abilitate che si occupano della rimozione e dello smaltimento.
La rimozione dell'amianto e conseguente bonifica ambientale, la ristrutturazione di un edificio e relativa sostituzione delle parti in amianto, è un'operazione che dovrebbe essere eseguita indipendentemente dagli obblighi di legge, per mantenere il più salubre possibile l'ambiente e la salute delle persone, e non solo.
Nonostante la legge 257 in vigore dal 28/04/1992 disponga la cessazione di utilizzo dell'amianto, questo è presente ancora in maniera massiccia in molti edifici, quindi potenzialmente pericoloso.

Amianto e ambiente

Sul fatto che la polvere di amianto sia nociva e cancerogena, ahinoi, non vi è più alcun dubbio. Quante sono ancora le coperture di eternit (amianto e cemento) dislocate sul territorio, e i manufatti contenenti amianto ?

Pur consapevoli della sua pericolosità per inalazione, per decenni sono stati tenuti nascosti i potenziali effetti devastanti di una prolungata esposizione alle polveri sottili dell'amianto.

Il problema della pericolosità è rappresentato proprio dalla polvere sottile che si crea; l'esposizione alle intemperie di certo implica un deterioramento maggiore. Laddove non si intendano sostituire i manufatti di amianto presenti con altri materiali non nocivi, è necessario eseguire una manutenzione per prevenire il deterioramento e relativo inquinamento ambientale.

Data la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali per tutto ciò che è inerente alla sostituzione di materiali per le bonifiche ambientali, e tenendo presente che la salute è quanto di più prezioso ci possa essere, vale la pena di sostituire drasticamente i manufatti di amianto per evitare qualsivoglia problema.

Data la pericolosità della dispersione delle polveri, è un lavoro che deve essere fatto seguendo procedure ben precise, da aziende che siano abilitate per legge; non dimentichiamo che deve poi essere smaltito come si deve, altrimenti si è da punto a capo. Preservare (ipoteticamente) un ambiente per inquinarne un altro, non ha alcun senso.

E, (ri)ahinoi, anche il problema dell'inquinamento ambientale non è indifferente e continua a provocare danni, all'ambiente stesso ed alle persone. Anche quando non vi è un'azione esplicitamente dolosa, occorre prestare la massima attenzione ed avere tutte le certezze (verificabili) del caso, riguardo lo smaltimento di materiali inquinanti e tossici.

Sarebbe come installare un impianto fotovoltaico per produrre energia pulita (con tutti i vantaggi ambientali che ne conseguono) e poi smaltire in malomodo i pannelli solari che sono altamente inquinanti se non trattati come si deve. Ma tant'è che, sfortunatamente, anche così è.

Procedura di rimozione amianto

Il costo dello smaltimento dell'amianto, come si può ben immaginare, è dovuto alla lavorazione necessaria da eseguire per mettere in sicurezza, sia persone (operatori inclusi) che ambiente, durante la rimozione e lo smaltimento.

La pericolosità si ha quando si liberano nell'ambiente le polveri sottili che provengono dalle fibre del manufatto che contiene amianto. Occorre valutare sia il tipo di materiale, per quali finalità viene utilizzato il locale, e la sua conseguente pericolosità.

Le valutazioni, così come le modalità di intervento, devono essere eseguite solo dalle aziende specializzate che hanno il permesso di intervento regolato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La procedura di rimozione dei manufatti che contengono amianto è ben precisa e dev'essere rispettata.

● La parte da rimuovere può essere avvolta nelle glove bags, appositi contenitori in materiale plastico realizzati specificamente, che vanno ad isolare completamente il manufatto contenente amianto, dove l'operatore può intervenire grazie a guanti esterni che vanno però all'interno permettendo di non entrare in contatto avendo comunque piena possibilità di azione.

● Gli operatori devono sempre e comunque indossare tute specifiche per ripararsi completamente dalle polveri, maschera con filtro, guanti di protezione, calzature necessarie, ed utilizzare aspiratori industriali, laddove sia possibile o necessario, con appositi filtri per trattenere le polveri così sottili prodotte dall'amianto che si sgretola.

Uno dei problemi principali nella rimozione dell'amianto à la possibilità del materiale di essere friabile al punto di rompersi o spezzarsi facilmente, e quindi disperdere nell'ambiente le polveri sottili estremamente dannose per inalazione.

● Laddove non sia possibile intervenire con le glove bags (tradotto letteralmente borse dotate di guanto, per rendere l'idea) è necessario trattare il materiale da rimuovere, come ad esempio eternit, con resine sintetiche che andranno a formare una pellicola avvolgente del materiale da rimuovere, in modo da isolarlo completamente dall'ambiente circostante, prima della sua rimozione.

● La resina sintetica deve essere spruzzata con serbatoi dotati di pompe airless, in modo da ridurre al minimo l'impatto della stessa sul materiale da rimuovere, al fine di evitare dispersione di polveri per contatto a spruzzo dove il getto fosse troppo potente; si tratta di un'operazione piuttosto delicata.

● La pulizia del materiale da rimuovere, prima di essere trattato con la resina sintetica, permette una migliore adesione della pellicola che si viene a formare; tuttavia non sempre è possibile pulire il materiale che, solo nell'essere pulito, potrebbe deteriorarsi e disperdere polveri nell'ambiente.

L'obiettivo è quello di rimuovere l'amianto e bonificare l'ambiente nel più rigoroso rispetto, riducendo al minimo possibile l'impatto ambientale. Il deterioramento del materiale che contiene amianto lo rende molto più facilmente friabile, e questo inevitabilmente porta a dispersioni di polveri sottili pericolose, nell'ambiente.

● Si cerca di evitare, quando possibile, di utilizzare utensili come trapano, spatole, flessibili per tagliare, etc. per evitare che le polveri si disperdano; se proprio necessario devono essere utilizzati utensili che possano almeno provocare il minor danno possibile, come ad esempio con la riduzione dei giri / minuto del trapano; gli utensili (come il martello pneumatico, etc.) possono essere utilizzati alle potenze abituali di esercizio, solo nel caso in cui si dispone di un sistema di aspirazione particolarmente potente ed efficiente.

● Laddove, durante la rimozione del materiale, sia prevista anche una minima dispersione di polveri è sempre necessario che l'aspiratore sia in funzione, per ridurre al minimo possibile la dispersione di polveri.

● Tutti i supporti di fissaggio dei manufatti devono essere tolti ed immersi in soluzione legante, che impedisce la dispersione della polvere.

● Se si decide di rimuovere da soli piccoli quantitativi di amianto si è comunque tenuti ad osservare tutte le regole relative alla sicurezza, sia personale che ambientale, e comunque occorre portare il materiale da smaltire nelle discariche specifiche dove viene ritirato, oppure presso le aziende specializzate.

● Può essere necessario allestire unità di decontaminazione per ripulire dalla polvere le tute degli operatori, che devono togliere la maschera protettiva per ultima tra i dispositivi di protezione, quando tutta la polvere sarà stata rimossa, con getto d'acqua, dagli indumenti di lavoro.

● Con indumenti di lavoro puliti l'acqua dev'essere filtrata e decontaminata, quindi occorre allestire anche un impianto di depurazione dell'acqua.

Il materiale rimosso (denominato RCA ed etichettato in tale modo) deve essere isolato per poter essere trasportato, in appositi contenitori, presso i centri di smaltimento.

I costi di queste operazioni sono ancora piuttosto elevati, si paga sia l&#;intervento di rimozione che lo smaltimento, il prezzo può arrivare agli € 1.000,00 per 20 mq circa di materiale da rimuovere e smaltire. Ovviamente si tratta di cifra indicativa, diversi fattori incidono sul prezzo finale, come ad esempio:

● quantità di materiale da rimuovere;

● condizioni del materiale e tecnica di rimozione utilizzata (o incapsulamento in caso si decida di non rimuovere l'amianto), nonché difficoltà della rimozione (numerosi supporti di ancoraggio, etc.) in base alla disposizione degli specifici locali;

● quale amianto, compatto (dove presente circa 1 parte di amianto su 9 di cemento) o friabile (9 parti di amianto e 1 di collante);

● necessità di impiego di utensili a pieno regime di lavoro e conseguente utilizzo di aspiratori molto potenti. Ogni caso deve essere valutato in maniera specifica, quindi il preventivo e relativo prezzo varia da caso a caso.

Può essere sufficiente, in alcuni casi, l'incapsulamento del materiale R.C.A. che però dev'essere periodicamente controllato per verificarne la tenuta e l'integrità del contenitore cementizio in cui rinchiudere il materiale contenente amianto dopo essere stato trattato con resine sintetiche.

L'incapsulamento deve avere un certificato dove si descrive tutta la lavorazione eseguita (e come), e inoltre presentare il rendiconto del piano di controllo ed eventuale manutenzione. Con l'amianto incapsulato si potrebbe rendere comunque necessaria la rimozione in un futuro.

Occorre, anche in questo caso, valutare se vale la pena affrontare un progetto che potrebbe, alla lunga (ma non solo), rivelarsi più dispendioso della definitiva rimozione.

Occorre sempre presentare alla ASL di pertinenza il piano di lavoro relativo alla rimozione e smaltimento dell'amianto o al suo incapsulamento.

Smaltimento e inertizzazione dell'amianto

Il problema, forse più importante, nel processo di smaltimento dell'amianto è quello relativo alla sua inertizzazione, alla messa in sicurezza se vogliamo, di modo che non possa più essere pericoloso.

Sfortunatamente la pratica usata, talvolta in maniera legale ed autorizzata, in altri casi come ben sappiamo illegale, di occultare nel sottosuolo i rifiuti pericolosi, non può che essere (sempre e comunque) una soluzione temporanea, anche quando viene fatta rispettando tutti i criteri di sicurezza senza alcun impatto ambientale, ma presto o tardi il materiale sotterrato deve essere smaltito in modo definitivo, non può restare lì per sempre, almeno non dovrebbe se ci sta a cuore la salute dell'ambiente.

I rifiuti RCA inoltre, sovente vengono spostati da una discarica all'altra, spostando sostanzialmente il problema. I procedimenti termici utilizzati sono sicuramente più interessanti delle 2 più o meno brutali soluzioni precedenti; occorre però, come sempre doveroso osservare, mettere in atto procedimenti che tendono ad eliminare, o comunque abbattere in maniera significativa e ridurre quasi nulle, le dispersioni di gas tossici grazie a specifiche apparecchiature che depurano l'aria che deriva dalla combustione dei forni prima di essere rilasciata nell'ambiente.

Non tutti i Paesi dispongono di forni capaci di lavorare ad alte temperature (superiori ai 1000°C), per riuscire ad inertizzare l'amianto, e riutilizzare poi il composto vetroso restante per essere impiegato in lavori di edilizia stradale ad esempio. Ovviamente forni di queste capacità devono obbligatoriamente avere sistemi di depurazione molto efficienti; questo è uno degli aspetti più importanti da tenere sempre in considerazione, rendere inerte un materiale pericoloso, e contemporaneamente non inquinare l'ambiente con quanto scaturito dal procedimento di inertizzazione.

Un po' come l'aspiratore che aspira sì le sostanze nocive, ma deve avere filtri adeguati per non rilasciarle nell'ambiente, o come l'acqua satura di sostanze nocive che ha sì pulito ad esempio una tuta sporca di amianto, ma anche l' dev'essere ripulita prima di essere indirizzata nel condotto di scarico.

Altri procedimenti chimico-fisici inertizzano l'amianto, e utilizzano temperature significativamente più basse (600°C circa).

Pro e contro delle diverse procedure di rimozione e smaltimento amianto

Pro e contro: la drastica ma ideale soluzione di rimozione dell'amianto e relativo smaltimento ed inertizzazione è quella sicuramente più conveniente per l'ambiente e per tutti gli esseri che in essa vivono.

Lo smaltimento e l'inertizzazione come abbiamo visto spettano alle discariche predisposte ed autorizzate a tali lavorazioni, ma i costi della rimozione dei materiali RCA e relativa sostituzione (quando necessaria), è a carico del proprietario dove sono presenti tali materiali.

Vale la pena di approfittare delle detrazioni fiscali per gli interventi di bonifica ambientale e decidersi, una volta per tutte, a rimuovere i materiali RCA dagli edifici.

Sarebbe sicuramente più dispendioso, almeno nel tempo, la gestione di un eventuale incapsulamento, che comunque non può essere così economico in quanto necessita di test e controlli periodici per verificare che la dispersione di polveri nell'ambiente sia stata neutralizzata; test come utilizzo di fumogeni all'interno dell'incapsulamento, sonde di controllo depressione.

Il monitoraggio dell'incapsulamento prevede controlli periodici e quindi rappresenta dei costi, non ha senso logico mantenere materiali RCA che comunque, in quanto incapsulati, non possono più soddisfare le necessità per le quali erano stati realizzati, quindi si tratta di dover spendere soldi per mantenere materiali che dovranno necessariamente essere rimossi, smaltiti e sostituiti in un secondo momento.

È po' come voler rinviare un appuntamento al quale già si sa, che prima o poi, ci si deve presentare.

Ricordiamo ancora come i preventivi ed i costi di uno specifico intervento possano differire anche parecchio tra loro, ed è logico e comprensibile che sia così.

Per quanto riguarda la rimozione dell'amianto l'unico contro può essere rappresentato dai costi, che come abbiamo visto sono presenti anche nell'incapsulamento che deve anche essere monitorato. Liberarsi di un materiale come quello RCA potenzialmente pericoloso è senza dubbio la soluzione migliore.

Altrettanto importante essere certi dello smaltimento e inertizzazione; se lo si rimuove dal proprio edificio ma va ad inquinare da un'altra parte non serve a nulla, nulla di buono almeno. È responsabilità del proprietario dell'edificio dove presente il materiale RCA, assicurarsi che tutto il procedimento di rimozione sia eseguito come si deve, ed affidato ad aziende abilitate allo smaltimento, responsabilità delle aziende specializzate smaltirlo come si deve.

I pro sono chiari: liberarsi di un materiale nocivo (o potenzialmente nocivo) e, se smaltito come correttamente, avere contribuito a risolvere parte del problema.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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