Menu

af1.it

Scrivo sul mio blog

 

Medie mobili (analisi tecnica sui titoli azionari)

12 minuti
aggiornato il
Le medie mobili permettono di valutare l'andamento dei prezzi di un titolo azionario

Analisi tecnica, medie mobili

Le medie mobili possono considerarsi uno degli strumenti più interessanti che l'analisi tecnica mette a disposizione per operare nel trading.
Una media mobile non fa altro che andare a calcolare il prezzo medio di una azione su un periodo di tot giorni.

Attenzione se decidi di investire denaro

A scanso di equivoci: questo articolo non vuole incentivare alcuno ed in nessuna misura ad eseguire compravendita di titoli azionari; semmai il contrario, in quanto la compravendita di titoli di qualsiasi natura comporta il rischio enorme di perdere ingenti somme di denaro.
Questo articolo altro non è se non semplici righe per comprendere cosa siano le medie mobili.

Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate… (Dante Alighieri)

Come si calcolano le medie mobili

Per calcolare le medie mobili non occorre altro che sommare la quotazione del titolo degli ultimi sette giorni ad esempio, il risultato lo divideremo per sette ed avremo la media mobile su un breve periodo, sette giorni appunto.
È ovvio che nello studio del grafico, la media mobile citata nell'esempio prenderà inizio dall'ottavo giorno del periodo di tempo che abbiamo deciso di studiare, in questo caso 7 giorni.

In genere, ma non è certo vincolante, si fa affidamento sul prezzo di chiusura di un determinato titolo.
Nessuno però ci impedisce di studiare il titolo in base al suo prezzo di apertura, o del picco massimo o minimo toccato durante la sessione di contrattazione.

Applicando più medie mobili nello studiare il grafico, possiamo scoprire particolari davvero interessanti.
Due medie mobili, vanno più che bene per cominciare, mai complicarsi la vita.

Poniamo ad esempio di prendere in considerazione lo studio grafico di un titolo nel corso di sei mesi basandoci sul suo prezzo di chiusura:
applichiamo una media mobile a 5 giorni, ed una seconda a 20 giorni
(che equivalgono rispettivamente ad una settimana di contrattazione la prima ed un mese la seconda).
Guardiamo ora a titolo di esempio il grafico ad inizio pagina di un titolo su un periodo di sei mesi, con le medie mobili a 5 e 20 giorni applicate.

La trend line di colore nero rappresenta l'andamento del titolo calcolato in questo caso sul prezzo di chiusura.
La linea di colore blu è la media mobile calcolata su 5 giorni.
E la linea di colore verde è la media mobile calcolata su 20 giorni.

Come si può ben notare, quando il titolo (linea nera) è in rialzo, la media mobile di breve periodo (linea blu), è posizionata al di sopra della media mobile di lungo periodo (linea verde).

Al contrario, quando il trend del titolo è in ribasso, la media mobile a lungo periodo si va a posizionare sopra quella di breve periodo.
Gli incroci sul grafico delle medie mobili vengono chiamati golden cross (quando la media mobile a breve periodo perfora quella a lungo periodo ed inizia il trend rialzista), e devil cross (quando avviene l'opposto, la media mobile a lungo periodo perfora quella di breve periodo dando vita ad un trend al ribasso).

Attraverso questa semplicissima analisi, che tutti sono in grado di fare, è possibile stabilire, quando è il momento di comperare un titolo, quando cioè ha iniziato un trend al rialzo.
Piacerebbe a tutti comperare appena un titolo inizia a salire e venderlo appena inizia a scendere, ma lasciamo perdere i giochi di prestigio, la borsa può già considerarsi complessa di suo senza volersi complicare ulteriormente la vita.

L'unico obiettivo di chi investe denaro in borsa, è di guadagnare denaro dall'investimento eseguito.
È bene imparare ad accontentarsi di quelli che possono sembrare piccoli risultati, ma facendo due conti ci rendiamo conto che può anche valerne la pena.

Gli stop loss delle medie mobili

Gli stop loss possono rivelarsi utili strumenti per non perdere inutilmente denaro quando si investe in borsa.
Come funziona lo stop loss ?
Potrebbe essere sufficiente, tanto per comprendere meglio di cosa si tratta, applicare il nostro buon senso quando acquistiamo un titolo.

Nessuno al mondo ci potrà mai assicurare se abbiamo fatto la scelta giusta acquistando un determinato titolo: da come si evolve il mercato azionario immediatamente dopo l'acquisto, capiremo ben presto se avremo fatto la scelta giusta oppure no.
Chiaro come la luce del sole che si acquista un titolo perché si hanno motivazioni, più o meno valide, che il titolo in questione debba salire di quotazione.

Ma potrebbe anche scendere.
Allora ecco il buon senso: compro il titolo X al prezzo di 10 e se invece di iniziare a salire il prezzo del titolo X inizia a scendere, io sono disposto a perdere fino a 9,5 poi vendo, accada quel che accada.
Abbiamo applicato un rudimentale quanto efficace stop loss.
Abbiamo stabilito prima di acquistare il titolo X quanto denaro siamo disposti a perdere.

Ed è così che si deve fare, perché sbagliare previsione su di un titolo è cosa che può accadere, niente di grave, si punta su altri titoli.
Ma risulta essenziale limitare le perdite, se abbiamo intenzione di trarre profitti.
Naturalmente esistono metodi più logici e sofisticati per applicare uno stop loss con cognizione di causa.

Ad esempio potremmo stabilire, prima di acquistare un determinato titolo, qual è il supporto più affidabile quando ci accingiamo a studiare il grafico.
Prendiamo un momento in esame, tanto per fare un semplice esempio, il grafico.

La retta che parte dal punto contrassegnato con A si dimostra senza dubbio un buon supporto, affidabile.
Quindi se dovessimo acquistare il titolo ipotetico rappresentato dal grafico, potremmo avere già un'idea: se il titolo dovesse perforare il supporto non sarebbe davvero opportuno, bensì pericoloso, continuare a tenere il titolo perseverando nell'errore.
Inutile perdersi in ripensamenti: quando stabiliamo uno stop loss quello deve essere se il titolo scende di quotazione, vendiamo, punto e a capo.

Naturalmente, esistono software in grado di fare tutto il lavoro: noi dovremo solo impostare i parametri desiderati, in base anche a quanto siamo disposti a perdere su di un titolo, indipendentemente da un supporto oppure no.
La cosa importante quando si sceglie di adottare una strategia, dopo avere fatto le dovute sperimentazioni, è di seguirla senza esitare.
Il nostro buon senso può fare la differenza.

Il take profit nelle medie mobili

Al contrario dello stop loss, il take profit serve per mettere al riparo i nostri profitti.
Molto spesso, quando si ha la buona intuizione di acquistare un titolo che sale di prezzo, saremmo tentati dal non venderlo nella speranza che possa continuare a salire nella quotazione.

Così come gli stop loss ci mettono al riparo da eventuali perdite, mai opportune, il take profit può rivelarsi utile nei confronti della nostra emotività, che ci spingerebbe magari a rimanere in possesso di un determinato titolo fino a quando non siamo riusciti a capitalizzare il più possibile il nostro investimento.
Lasciamo perdere i giochi di prestigio: dobbiamo al contrario acquisire la necessaria disciplina nell''accontentarci di un buon profitto senza correre rischi inutili.

Facciamo un esempio: acquistiamo il solito ipotetico titolo diciamo a 10.
Abbiamo indicazioni per cui il titolo debba salire, altrimenti non lo compreremmo. È però praticamente impossibile che sia destinato a salire in eterno.
Allora, quando vendere ?
Possiamo ricavare diverse indicazioni sul come e sul quando.
Tanto per cominciare, non dimentichiamo le medie mobili; compra sul golden cross e vendi sul devil cross.

Il devil cross è già di suo un take profit.
Risulta essere un inequivocabile e sensato segnale sul quando vendere, al contrario ovviamente del golden cross che ci indica quando è il momento di acquistare.
Un'altra valida indicazione su come impostare il take profit è in base alla resistenza che presenta il grafico.

Se acquistiamo ad esempio nel punto contrassegnato con A è opportuno pensare che se il titolo sale ed il nostro acquisto si rivela azzeccato, non può certo superare con estrema facilità le rette che fungono da resistenze (sopra il prezzo) e da supporti (sotto il prezzo).
Sia il take profit che lo stop loss li dobbiamo rendere adattativi: via via che il prezzo sale, faremo salire anche lo stop:

Se abbiamo acquistato a 10 con stop a 9,5 ed il prezzo è arrivato a 11 lo stop lo possiamo portare a 10,5 ad esempio.
Anche per impostare il take profit possiamo utilizzare software cui dobbiamo solo impostare i parametri desiderati.
Per proteggere il profitto è indispensabile diventare capaci di accontentarsi anche di un piccolo guadagno acquisito.

Acquistando a 10 con stop a 9,8 siamo disposti a perdere il 2% e con un take profit a 11 potremmo guadagnare il 10% che non è certo poco.
Se l'acquisto si rivela azzeccato ed il prezzo inizia a salire, spostiamo verso l'alto lo stop loss per mettere al riparo i guadagni acquisiti.

Gli oscillatori delle medie mobili

Gli oscillatori si rivelano essere degli utili indicatori nell'applicazione dell'analisi tecnica.
Questi preziosi strumenti vengono applicati tenendo conto dell'andamento dei prezzi di un determinato titolo e della quantità dei volumi trattati, fornendo indicazioni sulla oscillazione dei prezzi, dei volumi, o entrambi i parametri insieme, facendo scaturire su di un grafico un'analisi comparativa dei prezzi e dei volumi.

Gli oscillatori risultano essere parte integrante del trading, attraverso una tecnica che si basa su software e parametri impostati al computer, facendo affidamento su dati statistici.
La tecnica che viene denominata system trading non è altro che un modo di fare trading affidandosi ad un software appositamente studiato per lo scopo.

I parametri da stabilire come riferimento nel software sono quelli che hanno dimostrato maggior affidabilità nel corso del tempo.
Se poi dovessimo riscontrare errori, armiamoci di pazienza, ed eseguiamo altre ricerche utili a stabilire quali possano essere nuovi parametri cui fare affidamento.
Infatti, con il trading system dovremo fidarci di quello che indica il software; software a cui noi avremo impostato determinati parametri su cui lavorare i dati di un determinato titolo invece che un altro.

Se i parametri forniscono buoni risultati nel tempo, ovvio che dovremo seguire quelle che saranno le indicazioni scaturite dal trading system.
Metodi infallibili per guadagnare soldi in borsa, non ne esistono.

Inoltre, molto spesso, la nostra emotività può giocare brutti scherzi, facendoci prendere decisioni che possono rivelarsi errate in un futuro molto prossimo al momento in cui si è presa la decisione.
Osservando ad esempio brusche oscillazioni di prezzo su di un titolo in cui abbiamo investito denaro, il nostro stato emotivo del momento ci può dettare di vendere subito invece che di comprare.

Il trading system invece, è in grado di dare dei segnali basati sulla statistica, sui numeri, non sull'emotività.
Avendo stabilito dei parametri che giudichiamo buoni, il trading system non fa altro che indicare quando comprare e quando vendere.

Come spiegato a proposito delle medie mobili ad esempio: comperiamo sui golden cross e vendiamo sui devil cross, affidandoci alle medie mobili che abbiamo deciso di adottare.
Solo sperimentando, e studiando i dati storici che abbiamo a disposizione possiamo trovare quelle che possono essere le giuste indicazioni per fare trading: e gli oscillatori ci aiutano in questo.

Relative strength index e medie mobili

L'indicatore di forza relativa, Relative strength indicator per l'appunto, è uno degli oscillatori che si rivelano molto utili nell'analisi tecnica.
Questo strumento, è stato pensato ed introdotto da Welles Wilder nel 1978.
Come funziona?

Questo indicatore, si muove con una oscillazione che può variare da O a 100, permettendo una comparazione con il prezzo del titolo in esame, una volta impostati alcuni parametri.
Come prima cosa si rende necessario decidere su quanti giorni, o settimane o mesi, vogliamo far lavorare il relative strength index.

Questo parametro è denominato periodo, facilmente intuibile il perché, non è altro che lo spazio di tempo che decidiamo di prendere in esame.
Facciamo un esempio, dove il periodo è relativo agli ultimi 14 giorni di un determinato titolo.
Ipotizziamo che il titolo in questione negli ultimi 14 giorni, considerando ovviamente il prezzo di chiusura, ha avuto:

9 rialzi e 5 ribassi. Come si calcola la forza del titolo ?

RSI = 100 – 100 / (1 + Rs) dove Rs = 9 / 5

Rs è il numero di rialzi diviso il numero di ribassi, ed in questo esempio abbiamo stabilito 9 rialzi e 5 ribassi, quindi: 9 / 5 = 1,8 allora Rs = 1,8.
RSI = 100 – 100 / (1 + 1,8) = 64

I decimali possiamo anche lasciarli perdere ed arrotondare all'intero più vicino.
Per fugare ogni dubbio, soprattutto per chi si avvicina a questo tipo di strumento per la prima volta, chiariamo bene come abbiamo ottenuto il risultato prima di proseguire.
Non si tratta altro che di una semplice espressione, ed andando a dividere 100 per 2,8 otteniamo 35,714. Diciamo 36.
Andiamo a sottrarre 36 a 100 e otteniamo 64.
Abbiamo detto che il relative strength index (Rsi) oscilla tra 0 e 100. Il risultato ottenuto dagli ultimi 14 giorni che abbiamo preso in esame corrisponde a 64.

Realizzando un grafico dove si prendono in esame, di giorno in giorno, i 14 risultati precedenti, potremo ottenere un buon indicatore che ci mostra con quale forza si sta muovendo il titolo.
Generalmente, si considera una zona di ipercomprato quando la linea sul grafico Rsi supera il 70, ed una zona di ipervenduto quando si scende sotto il 30.

Naturalmente possiamo prendere in considerazione i parametri che più ci soddisfano, facendo una piccola ricerca su di un determinato titolo nel suo passato analizzando il grafico dei prezzi, comparandolo a quello del relative strength index, possiamo certamente decidere quelle che risultano le zone migliori da tenere in considerazione, se non 30 e 70, 40 e 80 ad esempio, ma indicativamente con 30 e 70 possiamo già ottenere qualcosa di buono.

Sperimentando inoltre sul periodo, noi in questo esempio abbiamo utilizzato 14 giorni, è possibile ottenere riscontri interessanti e utili indicazioni.
Guardiamo il grafico.

Relative Strength Index, Indice di forza relativa, indicatore dell'analisi tecnica

Relative Strength Index

Se osserviamo bene, quello che è in grado di fare il relative strength index, è di anticipare leggermente il trend del titolo. In questo grafico è è stato preso in considerazione un periodo di 6 mesi con un periodo di 7 giorni, e le linee di ipervenduto e ipercomprato sono impostate rispettivamente a 30 e 70.

Nell' esempio sopra, abbiamo preso in considerazione il numero di ribassi e quello dei rialzi su un periodo di 14 giorni.
Possiamo anche decidere di prendere in considerazione la media dei punti ottenuti nei rialzi e nei ribassi se preferiamo.
Esempio: teniamo in considerazione il periodo a 14 giorni di cui sopra, 9 rialzi e 5 ribassi.
Ipotizziamo i nove guadagni: 1 – 1,2 – 1,1 – 1 – 1,5 – 3 – 1,4 – 1 – 1,3

E i cinque ribassi: 1,5 – 2 – 1,4 – 1 – 0,9
Somma dei punti nei rialzi: 12,5 somma dei punti nei ribassi: 6,8.
In questo caso Rs = 12,5 / 6,8 ovvero punti dei rialzi diviso i punti dei ribassi.
Quindi Rsi = 100 – 100 / (1 + Rs) dove otteniamo lo stesso risultato, anche se questa formula può risultare più precisa della prima.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

af1.it è mantenuto dalla mia passione.
Se vuoi sostenere af1.it fai una donazione.

Se qualche articolo ti è piaciuto e vuoi fare una donazione, ti ringrazio.

Tanti anni fa, quando c'erano ancora le lire, un bravo artista di strada, terminata la sua esibizione di giocoliere disse alla folla intorno: se il mio spettacolo vi è piaciuto, dimostratemelo, se non vi è piaciuto scrivetelo su “un deca…”

(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!

 

 

af1.it usa cookie tecnici anche di terzi per le statistiche visite e per annunci pubblicitari.
Per sapere come negare il consenso leggi l'informativa estesa.
Cliccando su Va bene, scorrendo la pagina o continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie.
Leggi informativa estesa

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi