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Uno che scrive

L’analisi tecnica e lo studio del grafico

13 minuti
aggiornato il
Analisi tecnica, esempio di grafico lineare basato sul prezzo di chiusura dei titoli azionari

Analisi tecnica, grafico lineare

Quando è il momento migliore per acquistare titoli in borsa?!
Probabilmente mai… probabilmente sempre…
Ad un primo istante può sembrare una banalità, una cosa detta tanto per dire. Eppure, a pensarci bene, possono essere realistiche entrambe le risposte.
Ed allora quando acquistare?! Semplice e difficile, tutto sta a trovare il giusto equilibrio, come per tutto del resto. Visto che ricette segrete o formule magiche non esistono, partiamo dal concetto che la semplicità è sinonimo di intelligenza.

È facile perdere soldi: attenzione

A scanso di equivoci: questo articolo non vuole incentivare alcuno ed in nessuna misura ad eseguire compravendita di titoli azionari; semmai il contrario, in quanto la compravendita di titoli di qualsiasi natura comporta il rischio enorme di perdere ingenti somme di denaro.
Questo articolo altro non è se non semplici righe per comprendere cosa sia l'analisi tecnica.

Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate … (Dante Alighieri)

Il mondo della borsa non ha nulla di facile, ma nello stesso tempo non è nemmeno così caotico e articolato come alcuni lo dipingono.
Come può fare un piccolo risparmiatore ad investire in borsa ? Come fare per avere un onesto rendimento dai propri risparmi senza rischiare oltre misura di perdere tutto ?

Sappiamo bene che lasciare i soldi sul conto corrente, porta ad avere un rendimento esiguo, quasi nullo, in alcuni casi sono maggiori le spese richieste dalla banca per la gestione del conto corrente.

Allora possiamo iniziare a spendere due parole a proposito dell'analisi fondamentale, che implica delle buone conoscenze di base dell'economia, e non può certo definirsi alla portata di tutti.

Procurarsi un veritiero bilancio di una determinata azienda quotata in borsa, studiarne i ricavi, le uscite, capire, in base anche ad analisi di mercato, se l'azienda in questione ha buone probabilità per crescere e quindi investire denaro acquistando i titoli che la rappresentano.

Non è affatto semplice, ammesso che qualcosa di semplice sia rimasto. Anche perché un investitore lungimirante che si affida all'analisi fondamentale, cerca di visionare i bilanci di una società appena questi vengono resi di pubblico dominio … ma chi è più lungimirante ancora questi bilanci li ha già visti, ed in borsa, tutto ciò che doveva accadere, nel frattempo è già accaduto.

Ecco che allora, i comuni risparmiatori che non godono di particolari conoscenze in ambito finanziario ed economico, possono fare ricorso a quello strumento che è l'analisi tecnica, ovvero lo studio del puro e reale andamento nel mercato di un determinato titolo.

Per fare della buona analisi tecnica, non è necessario avere conoscenze che implicano l'analisi fondamentale, ma anche con pochi e semplici strumenti possiamo stilare delle previsioni piuttosto affidabili per investire in borsa.

Perché l'analisi tecnica ?

L'analisi tecnica, attraverso diversi strumenti, può offrire delle previsioni più che soddisfacenti per iniziare a investire su di un titolo, e come sempre, è bene partire dalla semplicità, in particolar modo per chi si avvicina al mondo della borsa.

Perché acquistare un titolo invece che un altro ?!
Perché si hanno dei presupposti più o meno validi che il titolo in questione debba salire di prezzo, dunque far rendere il nostro investimento.

Ma che fare se il titolo invece che aumentare il proprio valore, inizia a scendere di quotazione ?!
Risposta semplice quanto spietata: vendere.

Inutile e deleterio intestardirsi su di un titolo ed aspettarsi a tutti i costi che questo debba comunque aumentare di prezzo, se scende, abbiamo stilato una previsione sbagliata, nulla di male, cose che accadono, per questo torna utile vendere senza rischiare ulteriormente.

Va inoltre ricordato che ormai, le spese di commissione delle banche sulla compravendita dei titoli, sono a prezzi accettabili, quindi meglio perdere pochi euro che aspettare che il titolo da noi acquistato continui a decrementare il suo valore lasciandoci il classico pugno di mosche in mano.

Si compra un titolo, per guadagnare, non il contrario. È utile sin dal principio fissare un limite (stop loss), possiamo farlo in base al nostro buon senso, o con gli strumenti che l'analisi tecnica mette a disposizione.

Comperiamo un ipotetico titolo a 10. Bene. Se il titolo acquistato invece che salire di prezzo inizia a scendere, quanto è giusto aspettare prima di vendere? Il minor tempo possibile. Compro a 10, e se scende a 9 vendo, discorso chiuso.

Il mercato azionario è pieno zeppo di titoli, non abbiamo che l'imbarazzo della scelta.
Una delle cose più sensate è di evitare di farsi del male.

Lo stop loss che decidiamo prima di acquistare un titolo ci mette al riparo da eventuali ed inutili perdite, che non ci possiamo permettere, altrimenti perché mai dovremmo investire denaro in borsa ?!

Uno degli strumenti più semplici ed efficaci è quello delle medie mobili, che può fornire delle precise e piuttosto affidabili indicazioni su quando acquistare e quando vendere.

Non dimentichiamo mai una cosa: se vogliamo dormire sonni più che tranquilli, lasciamo perdere di investire denaro in borsa, se non esiste nulla in grado di dare certezze assolute, il mercato finanziario ha probabilità ancora minori di riuscire in questo intento.
Se invece decidiamo di provare ad investire per guadagnare qualcosa in più di un normale interesse di un conto corrente bancario, è giusto tenere presente che certezze non ce ne sono, però abbiamo il 50% di possibilità di fare bene, oltre che male.
Ti sembra un'affermazione banale?! Mica tanto, se ci rifletti un istante.

Studiare il grafico dei prezzi dei titoli azionari

studiare i grafici permette di analizzare a fondo un determinato titolo sul quale possiamo decidere, in base ai risultati ottenuti dallo studio, se investire denaro oppure no.
Nel trading on line, abbiamo a disposizione differenti tipologie di grafici:

grafico borsistico;

grafico lineare;

grafico point and figure;

le candele giapponesi.

Questi modelli applicati nello studiare i grafici sono più che esaustivi per effettuare una attenta e mirata analisi dei titoli azionari.
Via via che prenderemo confidenza con la materia, potremo decidere anche di usare tipi di grafici differenti per ciascun titolo preso in esame, e valutarne le differenze e convergenze.

Gli stessi risultati (buoni o cattivi) che si possono ottenere con un tipo di grafico, li possiamo ottenere in egual misura anche da un altro.
Chi preferisce affidarsi alle candele giapponesi, chi al grafico borsistico, e via dicendo, ma la cosa importante è cercare di capire a fondo come funziona lo strumento, e cosa ancor migliore sarebbe quella, dopo un po' di esperienza acquisita, di confrontare le previsioni ottenute dallo studio dei diversi grafici.

Potremmo ad esempio rilevare se una analisi effettuata sul grafico lineare mostra discrepanze rispetto a quella effettuata sullo stesso titolo applicando allo studio le candele giapponesi.
Studiare i grafici è parte fondamentale del lavoro da svolgere per effettuare una soddisfacente analisi tecnica per poter operare nel trading on line.

&Egraveò necessario imparare anche quale può essere la maniera migliore per studiare i grafici, che rimangono sempre il più ampio patrimonio che può essere rappresentato per studiare a fondo l'andamento di un titolo azionario, ed in base a quello stilare previsioni di andamento del titolo stesso.

Dalle previsioni che assumeranno i nostri studi, dovranno scaturire le decisioni importanti di comprare e vendere.
Quindi, è opportuno iniziare a prendere confidenza e familiarità con i grafici stessi, ci si potrà rendere conto della validità dello studio applicato ad un grafico.

Generalmente si studia il grafico applicando il prezzo di chiusura, ma nulla ci impedisce di applicare un altro dei tre parametri rimanenti, purché si abbia la necessaria cognizione di ciò che si vuole fare.
Per ora, prendiamo in considerazione il prezzo di chiusura da applicare al grafico.

Il grafico lineare, non è altro che una interpolazione di più punti attraverso una linea, ed ogni punto rappresenta il prezzo di chiusura di un dato giorno.

Attraverso il grafico che si viene a creare, possiamo facilmente intuire qual è il trend in corso, se al rialzo od al ribasso, possiamo tracciare sul grafico stesso dei canali in cui il trend si muove, ed applicare altri strumenti come le medie mobili, le rette, gli oscillatori, ed altri ancora, ma ci arriveremo per gradi.

Il grafico point and figure, molto semplice nel suo utilizzo, risulta particolarmente indicato anche usando carta e penna.
Si basa sulla variazione percentuale del prezzo di oggi rispetto a quello di ieri: abbiamo un foglio a quadretti, quando la percentuale sarà in positivo andremo a segnare una X in un quadro, e per il negativo usiamo un cerchio.

Ovviamente per ogni giorno, ci si sposta nei quadretti del foglio da sinistra verso destra.
Chiusura in positivo + 3,6% andremo a segnare 4 X a salire, chiusura in negativo -2,8% tre cerchi a scendere.
Nel grafico point and figure andremo ad arrotondare il valore (dettato dalla differenza percentuale del prezzo di oggi rispetto al prezzo di ieri) all'intero più vicino, ovvero 3,6 lo portiamo a 4 e 2,8 a 3.

Abbiamo poi il tradizionale grafico borsistico, che opera attraverso l'utilizzo di barrette verticali.
Una linea verticale, le cui estremità sono rispettivamente il prezzo minimo toccato durante la sessione (estremità in basso) ed il prezzo massimo raggiunto nella durata della contrattazione (estremità in alto).
Un trattino orizzontale verso sinistra assumerà il valore del prezzo di apertura, ed un altro trattino orizzontale verso destra il prezzo di chiusura.
Con il grafico di tipo borsistico iniziamo a prendere in considerazione, e quindi studiare, i quattro prezzi di un determinato titolo azionario su tutta la durata della contrattazione, apertura massimo minimo e chiusura.

La durata della contrattazione da prendere in esame, può essere giornaliera, ma nulla ci impedisce di prendere in esame (ad esempio nello studio a lungo termine di un titolo) i quattro prezzi sopracitati nell'arco di una settimana, ovvero: il prezzo di apertura del primo dei cinque giorni di tutta la settimana (una settimana lavorativa corrisponde a cinque giorni), il prezzo minimo toccato sempre nell'arco dei cinque giorni, il prezzo massimo raggiunto ed infine il prezzo di chiusura del quinto giorno in questione.

Non esistono periodi predefiniti sui quali operare, così come un determinato periodo di tempo può risultare appropriato per un titolo e non per un altro, quando avremo acquisito la necessaria esperienza potremo sperimentare con maggior cognizione di causa.

Possiamo scegliere di studiare il grafico applicando le candele giapponesi (japanese candlestick o ancora candlestick charts) dove prenderemo ancora in esame i quattro prezzi del titolo raggiunti durante la sessione di contrattazione.
Le candele giapponesi vengono rappresentate con delle barre verticali, o meglio dei rettangoli, le cui estremità rappresentano il prezzo di apertura (estremità in basso) e prezzo di chiusura (estremità in alto).

Gli stoppini della candela, non sono altro che due segmenti che escono dalla barretta (candela) e rappresentano i prezzi massimo e minimo raggiunti nella contrattazione che prendiamo in esame, il segmento sopra sarà il prezzo massimo ed il segmento inferiore il prezzo minimo toccato.
Quando le contrattazioni si chiudono in positivo, le candele rimangono bianche, in negativo invece si colorano di nero, per diversificare al massimo le chiusure al rialzo ed al ribasso.

Il grafico lineare in analisi tecnica

Il grafico lineare non è altro che una semplice interpolazione di punti, proprio come una retta.
I punti del grafico sono rappresentati dal prezzo che decidiamo di studiare.
Questo tipo di grafico forse è quello che può risultare più semplice nel comprendere alcuni importanti meccanismi degli strumenti adottati e del trend in atto.
Se guardiamo il grafico ci possiamo certo rendere conto meglio.

Se osserviamo le linee rette tracciate, risulta più semplice, soprattutto se non si ha molta familiarità con i grafici, individuare a occhio i canali del trend in atto in un determinato momento.
Nel caso del grafico di esempio, abbiamo preso in considerazione il prezzo di chiusura, su un periodo di un anno, prendendo come riferimento il prezzo di chiusura giornaliero (daily), e come possiamo notare è stato molto semplice, solamente a “colpo d'occhio, tracciare le rette entro le quali il trend in atto si stava spostando.

Se dovessimo prendere in esame un grafico, studiando un periodo ben più lungo, esempio due anni, ci possiamo rendere conto di quanto possa essere utile riuscire a tracciare con chiarezza le rette in cui il trend del titolo oscilla.
Le rette che andiamo a tracciare, non devono risultare per forza parallele.

Cominciamo però da un punto molto importante: da dove si inizia a tracciare una retta nel grafico di un titolo ?
Iniziamo senza dubbio da quelli che risultano essere i picchi minimi e massimi di oscillazione, quelli che secondo il nostro criterio sono importanti per il trend in atto, quelli più significativi.

Nel grafico preso in esame, quando si poteva tracciare la retta di supporto con i minimi toccati in A ed in B, e di conseguenza anche una o più rette parallele, non potevamo sapere che nel punto contrassegnato con C la retta avrebbe funzionato ancora come supporto, però così è stato.

Sempre quando abbiamo tracciato la linea retta avendo a disposizione i minimi A e B, abbiamo potuto tracciare la retta parallela che era logico pensare potesse fungere da resistenza, ed anche questo si è rivelato vero per un discreto periodo di tempo.

Ricordiamo ancora, che quando una linea retta funge da supporto significa che il prezzo rimbalza verso l'alto, per contro quando la retta funge da resistenza rimanda il prezzo del titolo verso il basso.
Per questo motivo la linea di resistenza è anche denominata di rimando, mentre di rimbalzo quando la retta è un supporto.
In genere, si parte a tracciare una retta quando si hanno due massimi consecutivi, ma nulla impedisce di farlo anche con i minimi, a noi decidere quale criterio risulta più idoneo.
Torniamo al nostro grafico di esempio: le rette parallele hanno intrappolato a dovere il titolo con le sue oscillazioni, permettendoci di ricavare utili informazioni del trend in atto in quel momento.

Il titolo, ha incontrato qualche difficoltà ad uscire dal canale delimitato dalle nostre rette tracciate, il che stava a significare che quello era il percorso del titolo in quel periodo.
In diverse occasioni, il prezzo del titolo è uscito dalla retta tracciata in mezzo alle altre due, retta che ha lavorato sia come supporto (quando il titolo era in rialzo) sia come resistenza (quando il titolo era in ribasso).

Circa a metà del grafico, il titolo è uscito con prepotenza dalle tre rette tracciate, in quel caso era ovviamente in atto un forte trend rialzista, e si sarebbero potute tracciare altre rette, non necessariamente parallele ovviamente, per cercare di individuare il nuovo canale creato dal prezzo del titolo.
Quando l'andamento del prezzo subisce questi scossoni, in negativo o positivo, le linee che andremo a tracciare partendo dai massimi e dai minimi, formeranno una sorta di ventaglio.

Qui potrebbe entrare in gioco il ventaglio di Gann, una tecnica adottata per l'appunto da William D. Gann, vissuto sino al 1955, che è riuscito ad ottenere numerosi successi grazie alle tecniche da lui applicate.
Per terminare il discorso con il nostro grafico, possiamo vedere che la linea tracciata con i minimi A e B, ha dapprima lavorato come supporto, e poi come resistenza, quando il titolo, verso la fine del grafico, ha cambiato tendenza al proprio andamento.
Con molta pazienza, e sperimentazione, è possibile ottenere preziosi dettagli studiando un determinato titolo attraverso il grafico.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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Tanti anni fa, quando c'erano ancora le lire, un bravo artista di strada, terminata la sua esibizione di giocoliere disse alla folla intorno: se il mio spettacolo vi è piaciuto, dimostratemelo, se non vi è piaciuto scrivetelo su “un deca…”

(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!

 

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