Menu

af1.it

Uno che scrive

 

Duel: il primo lungometraggio di Steven Spielberg

4 minuti
aggiornato il
Duel: il primo lungometraggio di Steven Spielberg, film particolarmente azzeccato, spartano nelle scenografie, forma essenziale, tutta sostanza

Duel: il primo lungometraggio di Steven Spielberg

Duel è il primo lungometraggio di Steven Spielberg allora 25enne nel 1971: film spartano ed efficace per regia e scenografia.
Un film di quelli che si vedono tutti d'un fiato, capaci di tenere incollati alla poltrona gli spettatori.
Sono quei film che piacciono a me: semplici, essenziali e realizzati con ottime idee.
Tutto qui ?! Sì, perché non serve altro se uno sa fare film.

Duel, la scenografia: meno di così …

Tutto quello che serve: poco. Nulla, ma proprio nulla, in più.
Già questo è un modo per essere a metà dell'opera, per realizzare un film tutto basato sull'incertezza, sullo stato di ansia da comunicare, da trasmettere allo spettatore, in apprensione con il contenuto, con il soggetto della narrazione.

La scenografia è ridotta all'osso, ha solo ciò che serve, spartana, essenziale, e per questo mette ancora di più in risalto il contenuto, il soggetto del film, l'ottima idea capace di affascinare lo spettatore.

La sceneggiatura del film è tratta dal racconto omonimo di Richard Matheson (Duel – Terror Stories) che è stata curata proprio con la collaborazione dello scrittore.

Duel: il soggetto narrante

Non dimentichiamo che era il 1971, oggi certe cose sono più facili perché c'è chi le ha fatte prima, sperimentando e provando.

Il film inizia con le riprese della telecamera montata nella parte inferiore dell'automobile, che riprende tutto quanto accade davanti, una Plymouth Valiant (del 1971 …) guidata da David Mann, commesso viaggiatore interpretato dal bravo Dennis Weaver.
Quello che oggi si tende a dare per scontato, per l'epoca era sicuramente qualcosa di rivoluzionario, nel tentativo di imprimere prospettive diverse per chi guardava il film, oltre all'idea semplice ma geniale della trama, inquadrature particolari della telecamera non facevano che esaltare il contenuto del film.

E per i primi (quasi) 4 minuti il film scorre così, come fosse quasi un videogioco nel quale lo spettatore viene portato, ho sempre trovato piuttosto rilassante vedere a video le riprese di una camera car, invece che montata su di un treno od un qualsiasi altro veicolo.

Un commesso viaggiatore che esce in auto dal garage di casa, e inizia a percorrere le strade della città prima di prendere quelle delle autostrade che tagliano il deserto, lunghi nastri d'asfalto che risultano essere quasi l'unico corpo estraneo alla sabbia, come quasi tutto il resto peraltro; stazioni di servizio, ristoranti, etc. perché il deserto quando è nato non aveva previsto la presenza umana, e quando guardi il deserto un che di affascinante, inquietante e sorprendente, si avverte.

Un commesso viaggiatore, che in quanto tale, chissà quanti e quali viaggi aveva già fatto in precedenza, il suo lavoro del resto, cercando di restare sempre su col morale, viaggiando da solo per lungo tempo, di restare sveglio e mai farsi fregare da eventuali colpi di sonno alla guida, ascoltando la radio, fermandosi quando possibile per rifocillarsi e fare il pieno di carburante alla macchina, cercando di resistere disperatamente alla noia che, specialmente quando si è da soli, può assalire.

In questo viaggio sicuramente David Mann non si annoia, soprattutto quando si vede inseguito e poi urtato da una terribile autocisterna inquietante e possente con motrice Peterbilt 281; un classico dei camion made in U.S.A., dà un'occhiata per credere.

Inseguito, perseguitato, urtato da un bestione enorme, un imponente ammasso di ferraglia con un possente motore contro cui nulla può l'auto del commesso viaggiatore.

E il soggetto narrante del film sta proprio qui; nello sconosciuto guidatore del camion che vuole a tutti i costi spaventare il malcapitato commesso viaggiatore, un automobilista che se la deve vedere con il suo camion.

Duel: ma perché ?!

Non c'è risposta a questa domanda quando guardi il film, ti consola forse il fatto che il commesso viaggiatore se la cava, ma per il resto dei suoi giorni non dimenticherà più l'accaduto, e forse se ne guarderà bene dall'affrontare nuovamente lunghi viaggi con un'automobile che non sia perfettamente efficiente e pronta a rispondere ai comandi, nel triste caso in cui un'esperienza del genere si dovesse ripetere.

Non c'è un perché, il commesso viaggiatore è uno a caso, forse all'anonimo guidatore del camion piaceva la sua auto rossa, con cui cinicamente giocare per rendere concreto il suo inquietante desiderio.

Un film che affascina, che riesce a catturare in modo esemplare senza strafare con gli “effetti speciali”, intendo dire non usando stratagemmi inutili come quando mancano i contenuti, tanto per le riprese quanto per la sceneggiatura; al contrario si è cercato di mantenere il più sobrio possibile il film, concentrato sul protagonista visibile e sull'invisibile (co)protagonista …

Il primo lungometraggio di David Spielberg, film diventato presto cult, che fa riflettere sulle paure, le angosce, le manie ed il desiderio di riscatto.

Capolavoro. Spartano. Essenziale. Incisivo.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

af1.it è mantenuto dalla mia passione.
Se vuoi sostenere af1.it fai una donazione.

Se qualche articolo ti è piaciuto e vuoi fare una donazione, ti ringrazio.

Tanti anni fa, quando c'erano ancora le lire, un bravo artista di strada, terminata la sua esibizione di giocoliere disse alla folla intorno: se il mio spettacolo vi è piaciuto, dimostratemelo, se non vi è piaciuto scrivetelo su “un deca…”

(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!

 

Iscriviti gratuitamente per 30 giorni ad Amazon Prime e guarda film e serie TV di grande successo, incluse le serie Prime Original.

 

af1.it usa cookie tecnici anche di terzi per le statistiche visite e per annunci pubblicitari.
Per sapere come negare il consenso leggi l'informativa estesa.
Cliccando su Va bene, scorrendo la pagina o continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie.
Leggi informativa estesa

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi