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Tripli vetri: scelta e considerazioni

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Sezione di un serramento con triplo vetro: il doppio vetro di alta qualità può essere più che sufficiente, i tripli vetri vanno utilizzati quando ci sono particolari necessità di isolamento termico e acustico

Sezione di un serramento con triplo vetro

Il triplo vetro altro non è che “uno in più” rispetto all'ormai tradizionale doppio vetro, merita un approfondimento in quanto capace di incidere in maniera interessante sul fattore solare, sovente anche indicato come g (TSET, SHGC).

Premessa sulla scelta dei tripli vetri

Rispetto ai doppi vetri, in quelli tripli troviamo un vetro in più quindi il serramento risulta dotato di una doppia camera, che può contenere aria o gas nobile per migliorare la coibentazione, il serramento è coibentato anch'esso, tutto uguale al doppio vetro ma con una camera in più.

Questa è la prerogativa interessante, il serramento ha un notevole spessore e la doppia camera può fare la differenza.

Attenzione però: non è obbligatorio installare un triplo vetro !!! Il doppio vetro è ragionevole in quanto è uno dei fattori che può incrementare il risparmio energetico, ma un eccessivo isolamento non dimentichiamo che non va bene, e non dimentichiamo nemmeno, soprattutto in inverno in quanto le finestre tendono ad essere sempre chiuse, quanto sia importante e salutare aerare quotidianamente i locali, lasciando le finestre spalancate almeno 15 minuti al giorno, e non avere il timore di aprire un poco la finestra in cucina mentre si cuoce il cibo.

Occorre anche dire che i serramenti con tripli vetri sono indicati laddove vi sia particolarmente freddo in inverno, altrimenti i doppi vetri, se ben realizzati ed installati in un luogo ben coibentato, sono più che sufficienti.

Ricordiamo però: una casa, o edificio comunque, non coibentato come si deve, non troverà parecchio giovamento nemmeno dai tripli vetri, non solo dai doppi.

Al fine di effettuare un risparmio energetico degno di tale definizione, è opportuno curare tutta una serie di fattori, per fare un esempio banale sarebbe come mettere copertoni nuovi su di un'automobile che però ha l'impianto frenante scassato: l'automobile risulterebbe comunque pericolosa !!!

Il requisito basilare di un edificio è la coibentazione ottimale dei muri, dopo di che sarà un piacere per il suo proprietario andare ad incrementare l'efficienza energetica, passo passo, laddove vi siano delle carenze.

Carenze che, se riguardano la struttura dell'edificio, siamo da punto accapo.

Isolamento termico del vetro

Il discorso relativo all'isolamento termico dei vetri ritengo sia da approfondire.

Quando il sole irradia un vetro, il calore del sole si sente nella stanza, non solo se ne avverte la luminosità: l'energia quindi trasmessa all'ambiente grazie alla trasparenza del vetro.

Questo risulta il concetto più semplice per comprendere come riscaldare un ambiente in inverno. Il vetro non deve avere un eccessivo assorbimento energetico (bensì cedere il calore all'interno), in quanto se così fosse andrebbe a trattenere sia la luce che il calore (parte di essi) e l'elevato riflesso energetico verso l'esterno andrebbe a dissipare quello che potrebbe essere favorevole al risparmio se invece lasciato passare, dall'esterno all'interno.

Una vetrata infatti deve servire a non lasciare passare il freddo in inverno, in estate nelle ore più calde risulta ragionevole chiudere le persiane o abbassare quanto serve le tapparelle che tendono a trovare sempre meno utilizzo nelle case di ultima generazione. Il tutto al fine di proteggere l'ambiente dall'eccessivo calore.

Il vetro ha una conduttività termica di 1 Watt / metro Kelvin (1,0 W/(m.K)). L'emissività standard del vetro è di 0,89 (EN), che può scendere a 0,10 con un vetro basso emissivo, grazie all'applicazione di una pellicola costituita con ossidi metallici.

Il basso emissivo dovrebbe permettere minore dispersione di calore verso l'esterno, anche se il risultato visivo dovuto all'irraggiamento risulta apprezzabile e confortevole. Il calore viene ceduto, o meglio riflesso, all'interno dell'edificio.

Essendo trasparenti i vetri lasciano entrare luce e calore dal sole, ed il basso emissivo non permette al calore di essere ceduto all'esterno.

Nei doppi vetri la pellicola basso emissivo viene solitamente posizionata in faccia 3; ovvero dall'esterno verso l'interno troviamo, in caso di doppi vetri il primo vetro: la parete esterna del primo vetro è faccia 1 e quella interna faccia 2.

Nel secondo vetro la parete più esterna è faccia 3 e quella interna faccia 4. Nel caso del triplo vetro si trova faccia 5 e faccia 6.

Nel caso di vetro triplo il basso emissivo si dovrebbe trovare in faccia 2 e 5.

L'isolamento termico dunque (in un locale ben coibentato) può davvero essere notevole, ma vale la pena di chiedersi se è necessario arrivare al triplo vetro, se davvero ne vale la pena, se non basta il doppio vetro.

Triplo vetro: considerazioni

Un buon serramento è coibentato al suo interno: è un profilato, all'interno del quale viene posizionato materiale isolante.

Ipotizziamo che il serramento sia di legno, ben realizzato e posato, il doppio vetro, con una buona intercapedine anche in gas (argon), diciamo un 4 – 16 – 4 (4: spessore in mm del vetro, 16 i millimetri dell'intercapedine), potrebbe già rappresentare un ottimale risparmio energetico.

Potremmo risparmiare denaro ed invece del legno puntare al pvc, ecco che forse entrerebbe in gioco il triplo vetro con il suo importante spessore.

Ma vale la pena ?

Onestamente non saprei dire. Ha senso risparmiare sul materiale del serramento per poi spendere di più puntando ad una camera (intercapedine) ulteriore?

Infatti con il triplo vetro abbiamo (dall'interno o dall'esterno) il primo vetro, l'intercapedine, il secondo vetro, la seconda intercapedine, il terzo vetro, il tutto incluso nel serramento che, per forza di cose, assume notevole spessore, potremmo ipotizzare per vetri e intercapedini 4 – 16 – 4 – 16 – 4.

Notevole (l'imponenza dello spessore del serramento), certamente anche l'isolamento, ma serve?!

A Bolzano può essere utile viste le temperature invernali, a Catania certamente no.

Senza ombra di dubbio i tripli vetri devono, quando necessario, trovare applicazione in luoghi particolarmente freddi.

Il termoflussimetro è uno strumento elettronico dotato di sensore che serve a misurare gli spifferi d'aria, a quantificare il reale isolamento termico in base alla dispersione del calore.

L'utilizzo di questo strumento si può rivelare importantissimo per appurare con estrema precisione laddove vi siano problemi di spifferi d'aria, che quando presenti incidono in maniera notevole sull'efficienza del riscaldamento, e di conseguenza, sul risparmio di energia.

Del resto il trucco, che trucco non è ma semmai logica, è tutto qui: ridurre al minimo la dispersione della temperatura interna al fine di garantirne una maggiore stabilità.

Prendere in considerazione l'installazione di tripli vetri dovrebbe anche tener conto di quanto potrebbe incidere, nel bene o nel male, della temperatura interna in estate, quando, come sopra scritto si rende necessario nelle ore più calde chiudere, non solo le persiane ma anche le finestre per impedire che l'aria calda entri nell'ambiente abitativo rendendo insopportabile la calura.

L'installazione quindi dei tripli vetri deve essere ben valutata, può certamente tornare utile laddove vi siano temperature particolarmente fredde.

In caso contrario si potrebbe eccedere in un isolamento forse, e sottolineo forse, inopportuno.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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