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Tappeto persiano, caratteristiche e luoghi di provenienza

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Tappeto stretto lungo tutto il percorso delle scale" title="L'annodatura a mano è uno dei punti di forza del tappeto persiano di qualità

Tappeto lungo le scale

Sappiamo bene quanto la Persia (attuale Iran) sia apprezzata in tutto il mondo per la produzione di tappeti annodati a mano.
Per la popolazione, la produzione di tappeti rappresenta un importante commercio, tanto da risultare la seconda industria dopo il petrolio.
L'antica sapienza, umana esigenza, di interporre qualcosa tra l'essere umano ed il luogo in cui vive, ha portato sin da tempi remoti la Persia a sviluppare tecniche di realizzazione del tappeto che nel corso degli anni hanno raggiunto eccellenti livelli qualitativi, oltre che artistici.

Caratteristiche principali del tappeto persiano

Perché la funzione del tappeto non è solo di essere un utile oggetto ai fini dell'abitabilità nell'ambiente domestico, ma può rappresentare molto di più.
Oltre che poter essere un oggetto comodo, funzionale, contemporaneamente può offrire una superba qualità di manifattura, un piacere da guardare ed ammirare quotidianamente, un prezioso oggetto che rende un ambiente ancora più confortevole, intimo, accogliente.

La Persia è celebre, non solo per la fine ed eccellente annodatura a mano, come sopracitato, ma anche per un tipo di annodatura davvero intensa, centinaia di migliaia, per arrivare a milioni di fitti nodi racchiusi in un metro quadro, per raggiungere l'obiettivo di donare al disegno una nitidezza degna di un quadro d'autore.

Le principali caratteristiche che contraddistinguono un Tappeto Persiano sono la fine annodatura, i pregiati tessuti impiegati (vello animale, seta, cotone), i disegni artistici che scaturiscono dalla fitta annodatura, ed i colori di origine naturale che spiccano per la brillantezza dei colori.

I luoghi di provenienza del tappeto persiano

Le zone più influenti, che meglio rappresentano le aree più conosciute per la realizzazione del tappeto risultano essere:

Isfahan o Esfahan (o Isfahan), città delle Persia che dona il suo nome ai celebri tappeti che vi si realizza.
Il Tappeto Isfahan si contraddistingue per i disegni caratterizzati da forme floreali, trame arabescate, motivi animali e vegetali quali uccelli e piccole palme, altri fiori, rose, rappresentati in maniera davvero naturale, con una certa sensibilità.

Solitamente è presente una grande bordatura, il motivo del disegno con medaglione al centro, o più d'uno.
I colori più impiegati nell'Esfahan appartengono ad una gamma cromatica che va dal nocciola al blu, molti colori dalle tonalità contrastanti, anche abbondanti sfumature di rosso.

In alcuni pregiati esemplari è possibile arrivare a godere di oltre trenta tonalità differenti di colore.
Per i tessuti, vengono impiegate le lane più preziose, come la lana Kork, prodotta da agnelli di poche settimane, lana soffice, setosa, dalla qualità eccelsa, ma è anche possibile trovare, raramente, esemplari di tappeti interamente realizzati in seta.

Per il Tappeto Isfahan si parte dal milione di nodi al metro quadro per arrivare ai due milioni, per gli esemplari più pregevoli: potete comprendere la grande mole di lavoro, e l'abilità necessaria da parte del maestro tessitore per realizzare un esemplare simile.

Il tipo di nodo previsto è Senneh, nodo persiano, detto anche Farsi Baft, un nodo asimmetrico.
Per la trama e l'ordito negli esemplari più recenti viene impiegata la seta, mentre tappeti di più vecchia realizzazione impiegavano il cotone.

● Il tappeto Isfahan è davvero una delle più belle espressioni artistiche Persiane cui si possa ambire.
L'elevato numero di nodi per metro quadro, contribuisce in maniera determinante a rendere meglio definito il disegno, ben focalizzato, non limitandosi alla sola geometria, certo più semplice, ma andando a raffigurare sul tappeto veri e propri disegni artistici, paesaggi, natura, città sacre.
Il costo di questi tappeti dipende anche dal tempo necessario per la loro realizzazione, un abile maestro tessitore lavora diversi mesi per ciascun esemplare.

Tabriz, è un'altra città che offre tappeti dalle diverse qualità, alcuni prettamente commerciali altri più pregevoli.
Il raj è il numero di orditure presenti in 7 cm quadrati (l'ordito è l'insieme dei fili longitudinali posizionati sul telaio).

Maggiore è il numero di raj via via che aumenta la qualità del disegno, quindi del tappeto.
Si va dai 30 ai 110 raj per i Tappeti Tabriz più pregiati.
Il numero di raj viene preso in considerazione a decine.
Si intende raj vuoto quando il numero è inferiore al 5, esempio 44 raj, 51, etc.

Mentre si definisce raj pieno quando il numero è superiore a 5: esempio 68 raj.
Pur essendo considerata la misura ogni 10, e classificando uguale un tappeto che presenta 61 raj ad uno che ne ha 69, il livello qualitativo cambia, lo si nota dalla maggiore (+ raj) o minore (- raj) definizione del disegno.

I tappeti più commerciali infatti presentano disegni poco definiti, usando principalmente colori di sfondo come rosso e blu.
A partire da 70 raj a salire, i disegni sono opera di abili maestri, molto quotati ed apprezzati, anche pittori, che spesso in Persia sono chiamati a dare prova della loro bravura proprio sui tappeti.

I tappeti più pregiati possono arrivare ben oltre le trenta tonalità di colore, solitamente tenue, una gamma cromatica che spazia tra l'avorio, il rosa, il nocciola.
Negli esemplari meno costosi, la trama e l'ordito sono in cotone, il vello in lana, da 50-60 raj a salire la lana impiegata è Kork ed inserti in seta.

Oltre i 60 raj la seta viene sovente impiegata anche per la trama.
Il numero di nodi per metro quadro è facilmente calcolabile grazie al numero di raj: 70 nodi in 7 cm quadrati, equivalgono a 100 nodi per 10 cm quadrati, quindi un milione di nodi per metro quadro.

L'annodatura nel Tabriz prevede l'impiego del nodo turco, il suo nome è Gordes, molto impiegato dalle tribù nomadi oltre che da quelle urbane.

Ricordiamo anche del tappeto persiano citando anche il Kashan, che risulta uno tra i tappeti più apprezzati, la qualità degli esemplari prodotti in città si differenzia da quella di esemplari prodotti nelle vicine località
Questo è dovuto a scuole differenti, l'impiego della lana Kork e della seta riesce a dare vita a tappeti di pregevole fattura.

Molto rappresentata nei disegni la forma floreale, tra le scuole più importanti nella realizzazione di Tappeti Kashan citiamo Mohtashem, Dabir, entrambe molto apprezzate i cui prodotti sono ambiti dai collezionisti.
La gamma cromatica dei colori si muove indicativamente dall'azzurro al rosso, al beige.

Per la tramatura e l'orditura viene impiegato il cotone, il vello è in lana, la lana Kork mista a seta è consuetudine del Kashan Shadsar.

Il nodo persiano (Senneh) è presente in quantità di 250.000 per metro quadro, a partire, per arrivare ad esemplari con 800.000/1.000.000 di nodi per metro quadro, spesso realizzati interamente in seta.
¶ La città di Kerman è altra importante località, tra le numerosissime in Persia, per la produzione di tappeti.

Gli esemplari che prendono il nome omonimo della città, si dividono sostanzialmente in Kerman e Kerman Laver.
Per il Kerman la qualità è inferiore, un prodotto economico, annodatura grossolana, media, si presenta sul mercato a prezzi più modesti.

Per il Kerman Laver invece si trovano tappeti di fine lavorazione, ottima manifattura, gli esemplari antichi sono parecchio costosi, ambiti dai collezionisti ed appassionati.

È un tappeto che ha incontrato una forte richiesta sul mercato, negli ultimi anni, questo ha inciso negativamente sulla qualità della produzione, vista la necessità di produrre, piuttosto rapidamente, numerosi esemplari per far fronte alle richieste.
Anche nel Kerman il disegno floreale primeggia, vera e propria peculiarità del Laver, dove l'Albero della Vita viene spesso rappresentato.

Il rosso ed il blu erano le tonalità di colore più utilizzate negli esemplari più antichi, per far fronte al gusto occidentale sono stati impiegati anche colori come avorio, beige, pastello.
Il nodo impiegato è quello persiano, un Laver di fine manifattura arriva a 800.000 nodi per metro quadro.

● La città di Senneh, situata nel Kurdistan, è da dove provengono forse i più importanti tappeti di Persia, tanto che, il nodo persiano prende il nome proprio da questa città.
Curioso però come l'annodatura nel tappeto Senneh venga eseguita con nodo turco.

L'impiego dei colori vegetali è ancor oggi contemplato, ed i disegni realizzati sono davvero numerosi.
Il numero di nodi per metro quadro non è mai inferiore ai 300.000, è questo attribuisce notevole pregio alle realizzazioni.

● La capitale Teheran è conosciuta, per quanto riguarda il tappeto, per l'alta qualità della manifattura degli esemplari prodotti.
Ad inizio del secolo scorso la produzione è sostanzialmente cessata, ragion per cui sono difficilmente trovabili esemplari, comunque molto costosi, perché antichi ed opere d'arte spesso ospitate dai musei.

Il cotone molto fine veniva impiegato per la trama e l'ordito, il vello proveniente da lana Kork risultava rasato piuttosto basso.
Da 500.000 ad un milione di nodi (persiani) per metro quadro.
I disegni davvero ricchi, definiti, altamente artistici, pur trovando anche motivi geometrici.

● La città di Farahan ha consolidato nel XVIII secolo la sua importanza per la realizzazione di tappeti.
Fu lo Scià Nadir che fece arrivare da Herat (Afghanistan) bravi maestri, che portarono la loro esperienza nella realizzazione del Tappeto Persiano, rappresentando disegni a loro familiari.

Sul mercato ne vengono commercializzati parecchi, anche antichi, la qualità di base è molto buona, le lane impiegate sono fini, la rasatura del vello molto bassa, il nodo impiegato è sia quello persiano che quello turco.

La gamma cromatica dei colori può spaziare in molteplici tonalità, caratteristico è l'impiego del verde ottenuto dall'ossido di rame.
Anche per i disegni, non è difficile trovare bellissime composizioni floreali.

● La città di Arak produce i migliori Tappeti Saruk, tappeti che portano l'omonimo nome della città situata ad una cinquantina di chilometri da Arak.
Furono proprio questi tappeti ad essere inizialmente commercializzati, all'inizio del secolo scorso, dalla città di Saruk, tappeti destinati al mercato europeo ed americano.

La qualità è davvero buona, spicca la tonalità rosa nei colori, ma anche il rosso.
I disegni possono essere sia figurativi che geometrici, e la bordatura del Saruk enfatizza spesso il disegno centrale del tappeto.
Il rosa è il colore dominante comunque, anche se si arriva all'azzurro, al nocciola.

La rasatura del vello, in lana Kork, nel tappeto è piuttosto alta, l'annodatura è eseguita con nodo Senneh, si parte da 350.000 nodi per metro quadro fino ad arrivare al mezzo milione.
In esemplari antichi si trovano annodature eseguite con nodo Yordes.

● Tra i più fini tappeti di produzione nomade spicca Yalameh, tappeto dai disegni geometrici per antonomasia.
Classici i rombi nel disegno, le lane sono particolarmente morbide.
Aliabadi è il nome che viene attribuito ad una eccellente qualità di questo tappeto.
Il motivo caucasico, quello dei rombi, è rappresentato dagli esemplari di Yalameh.
Il colore che spicca risulta il marrone, affiancato dal rosso, dal blu, ma ancora tonalità avorio e nocciola.

L'intero tappeto è realizzato in lana, negli esemplari di più fine manifattura questa brilla come seta.
Annodatura eseguita con nodo persiano, si va dai 200.000 nodi per metro quadro per arrivare a 400.000 negli esemplari Aliabadi.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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