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Tappeto orientale, storia e caratteristiche

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I tappeti orientali hanno una storia incredibile, ricca di lavoro, ingegno, capacità

Tappeti orientali

Il tappeto è una stuoia, dal tessuto solitamente caratterizzato da discreto spessore, il suo uso ornamentale e quotidiano in ambiente domestico trova origine in tempi antichi. Può letteralmente cambiare l'aspetto dell'arredamento, esaltando le “proporzioni” dello spazio a disposizione.

Storia del tappeto Orientale

Difficile non associare la parola Tappeto ad Oriente, perché è proprio dall'Oriente che il tappeto ha trovato la sua nascita, il suo impiego, ed ha trovato anche notevole importanza la sua realizzazione associata ad una vera e propria forma d'arte, sia per quanto riguarda la qualità dei materiali impiegati, la meticolosa lavorazione, ed i disegni anche sofisticati che prendono vita sul tappeto stesso. Un tappeto ben prodotto è da vivere, può essere un ottimo complemento d'arredo, e sarebbe riduttivo considerarlo un accessorio.

Risalgono al V secolo le origini del tappeto, e già per la ricca storia di cui è fregiato, si intende chiaramente l'importanza storica, sociale e culturale dell'oggetto.

Rispecchia l'arte di abili maestri tessitori, disegnatori, annodatori, che cercano e preparano i materiali più fini ed idonei per dare vita ad un tappeto che possa durare negli anni, come prezioso oggetto da tramandare.

Proprio successivamente al V secolo il tappeto annodato fu introdotto in Persia dai Turchi, raggiungendo, con l'evolversi degli anni, finiture di lavorazione e realizzazioni davvero alte sia dal punto di vista artistico e quindi qualitativo del prodotto finale.

Via via che la ricchezza continuò a crescere, comunque destinata a pochi rispetto ai più, sempre più spesso i ricchi adoravano avere tappeti nelle loro dimore, soprattutto in Europa, mentre in Oriente, per via del fatto che il tappeto è in luogo di origine ha da sempre trovato spazio anche nelle dimore più umili, con le dovute proporzioni, ma il tappeto in Oriente è un bene dal quale difficilmente si può rinunciare, ha un valore storico rilevante.

Seguendo l'evoluzione ed il progresso dell'uomo anche in ambito commerciale, il tappeto divenne ben presto un bene di scambio, di importante valore economico.

In Europa sin dal Medioevo vennero importati esemplari di Tappeto Orientale annodato, che si districavano in ricche trame di disegno contraddistinti da pregevole fattura, per materiali impiegati e lavorazione eseguita.

Essendo il tappeto anche un oggetto di comune utilizzo, oltre che potenziale opera di espressione artistica, è più esposto di altre opere d'arte all'usura del tempo, forse anche questo ha inciso nella difficoltà di trovare più ampio materiale storico a riguardo, rispetto ad altri settori artistici.

Tuttavia, testimonianze storiche a riguardo ne esistono, anche per via del semplice fatto che il tappeto affonda le sue radici storiche in tempi ben lontani, di conseguenza ha lasciato molte tracce di sé nella storia.

Grazie al notevole e crescente interesse che questo bene artistico ha riscontrato nel corso degli anni, le ricerche più recenti permettono attraverso lo studio e l'analisi della lana cui è composto un tappeto, di far risalire all'epoca in cui è stato prodotto, andando persino a distinguere ad esempio da quali razze di pecore sia stata ottenuta la lana, quindi la loro collocazione geografica e storica, ne scaturisce tutto uno studio relativo al popolo ed al tempo storico, ed all'uso del tappeto.

Il disegno del tappeto riveste particolare importanza per poter risalire ad un preciso momento storico, perché il disegno sul tappeto risulta specchio di espressione artistica che dunque ben riflette il sociale.

I disegni geometrici furono affiancati da composizioni di fine fattura, il cui solo lavoro per eseguire un disegno, in particolar modo negli esemplari più grandi, è da riprodurre preventivamente su carta, ed in scala, l'esatta riproduzione del disegno e relativa disposizione dei colori da applicare poi nella manifattura del tappeto.

Ogni tappeto porta chiare origini, distinguibili dai prodotti impiegati, dai disegni applicati, etc. di una regione o comunque di un paese ben definito.
Esiste una numerosa quantità di tappeti orientali, che si distinguono per località di provenienza, quindi disegno, fattura, materiali.

In base alla fine qualità dei tessuti impiegati per la produzione del tappeto, la ricchezza ed abilità artistica dei disegni e l'annodatura, il valore del tappeto può cambiare notevolmente.

Un tempo, maggiore era la qualità di un tappeto che un nobile si poteva permettere (tessuti pregiati, disegni particolareggiati, etc.) questo indicava anche il suo status sociale che occupava nella popolazione.

Raramente si è avuto modo di trovare la firma su di un tappeto, come sovente accade per altre opere d'arte.
Vuoi perché spesso si trattava di tappeti espressamente richiesti su commissione da ricchi esponenti che non gradivano la firma, se non in sporadici casi, del maestro fautore dell'opera.

Il tappeto comunque, è patrimonio dell'arte tessile tramandata di padre in figlio, quest'arte è un vero e proprio patrimonio culturale che arriva da tempi lontani, ci racconta la storia e la sua evoluzione.

Il tappeto orientale gode spesso di disegni e motivi che possono appartenere ad una precisa località, un clan, una famiglia.
Questi disegni vengono tramandati di generazione in generazione, talvolta ricchi di simbologie culturali e religiose.
L'arte della tessitura, e più nello specifico quella relativa al tappeto annodato è un patrimonio la cui origine è contesa da Indiani, Cinesi, Persiani, Egiziani.

Tuttavia, il reperto più antico in possesso dell'uomo pare sia il tappeto di Pazyryk, ritrovato nella valle omonima, nella Mongolia, e la sua produzione viene attribuita alla Persia, esemplare più antico di tappeto annodato mai ritrovato (dal II al V secolo a.C.).

L'arrivo del tappeto orientale in Occidente si è reso possibile grazie ai mercanti viaggiatori che approdarono alla Serenissima Repubblica di Venezia, celeberrimo punto di scambio commerciale.

La successiva e certo più recente industrializzazione del tappeto, ha contribuito a fuorviare l'importanza della lavorazione artigianale, del significato sociale, culturale e religioso del tappeto.

Gli annodatori non hanno certo avuto piacere dalla commercializzazione su scala industriale di un prodotto artigianale per eccellenza.
Tuttavia, i maestri annodatori hanno continuato la loro opera frutto di un lavoro tutto manuale, continuando ad offrire tappeti di pregevole fattura e qualità artistica.

La necessità dell'uomo di ricoprire il suolo utilizzando pelli animali, anche per proteggersi dal freddo, è stata in molti paesi sostituita dai tappeti, che hanno assunto importante carattere estetico ed ornamentale, non solo un bene di necessità.
Il tappeto infatti ha trovato la sua nascita come vera e propria pavimentazione nelle tende dei pastori nomadi del Medio Oriente, e divenne in seguito una forma artistico-espressiva.

L'Università di Kashan in Iran, contempla la facoltà per la specializzazione nell'arte del tappeto, questo indica certamente il grande interesse e la notevole importanza del tappeto, forma espressiva e artistica, specchio socio-culturale di un popolo.

Caratteristiche del tappeto Orientale

Il tappeto orientale viene classificato in base all'area di provenienza, e non necessariamente queste aree sono concomitanti con gli effettivi confini politici di un'area geografica.
Troviamo quindi il Tappeto Persiano, Tappeto Turco, Tappeto Caucasico, Tappeto Cinese, Tappeto Indiano, per citarne alcuni.

In base ad ogni area di provenienza, ogni tappeto si distingue per qualità dei tessuti impiegati, ricchezza dei disegni e dei colori, soggetti rappresentati nel disegno, finezza del filo, numeri di punti annodati, razza dell'animale (pecora, cammello, capra, agnello) e qualità della lana impiegata.

La Persia risulta essere per eccellenza la patria del tappeto annodato a mano, le antiche tribù iniziarono l'annodatura sviluppandone la tecnica, tramandata nel corso degli anni.

Le materie prime utilizzate per produrre un tappeto sono la lana, il cotone, la seta.
Un tappeto risulta composto da: ordito, trama, vello.
L'ordito è un insieme di fili posizionati in senso longitudinale sul telaio, tra i quali viene poi inserita la trama per formare l'intreccio.

La trama è l'ordine con cui i fili vanno a formare l'orditura nel telaio, è un filato che percorre in modo trasversale il tappeto sostenendo i nodi, e si realizza l'arte della tessitura, con una disposizione finemente elaborata.
Il vello, la lana che ricopre l'animale, assume particolare importanza ai fini qualitativi, come sopracitato.

Il tappeto che è realizzato con l'ordito in cotone ha la caratteristica di allentarsi meno rispetto a quello realizzato interamente in lana, e presenta una maggiore conformità posizionato sul pavimento.

Il tappeto Orientale comunque, riesce a risultare particolarmente accattivante anche per l'armonia dei colori, la loro ricchezza, in particolar modo quando vengono impiegati colori di origine naturale (riscontrabili nel tappeto antico) rispetto a colori di origine sintetica, pur tuttavia ottenendo tonalità molto apprezzabili.

Quando vengono utilizzati colori di origine sintetica, il tappeto viene sottoposto al cosìddetto lavaggio riducente, una tecnica che prevede di ridurre, smorzare, le tonalità troppo accese dei colori.
Quando invece vengono impiegati colori di origine naturale, si possono notare delle variazioni di tono e dell'intensità di un colore, caratteristica denominata Abrash.

Questa particolare peculiarità nei tappeti che utilizzano colori naturali, è ritenuta cosa del tutto normale, per quanto riguarda i tappeti nomadi, solitamente realizzati interamente in lana.
Abrash è dovuta all'impiego di lane diverse, oppure ad un eccessivo bagno di tintura, ma è considerato un difetto solo nei tappeti di fine manifattura, dove l'esatto calcolo della quantità di lana da impiegare deve essere preventivamente calcolato minuziosamente.

L'annodatura a mano sui fili dell'ordito è la caratteristica primaria del tappeto Orientale.
Esistono differenti tipologie di annodatura, maggiore è il numero dei nodi, maggiore il tempo di produzione e di conseguenza anche il costo.

Il tappeto si sviluppa praticamente con l'annodatura, una quantità di fili e di colori che si intrecciano secondo disegni ben precisi: diverso è il caso dei tappeti nomadi, ancor oggi realizzati dalle tribù, dove la lavorazione inizia con un'idea di base ma senza disegno preciso, e viene via via implementata dalla creatività e dall'abilità del tessitore, seguendo usanze e tradizioni.

Nei laboratori invece, viene impiegato un progetto su carta realizzato preventivamente da esperti disegnatori.

I fili che risultano di avanzo nell'ordito, vengono utilizzati per formare la frangia, che si presenta arrotolata o annodata.
Prima della frangia troviamo la cimosa, che è la parte marginale del tessuto composta da un certo numero di fili posti ai due lati dell'ordito, il cui scopo dei è di sopportare lo sforzo del pettine affinché non si possa sfilacciare.

Quando viene eseguita la rasatura del vello, il tappeto viene lavato ed asciugato al sole per vedere effettivamente il risultato dei colori ottenuti.
Non è affatto raro trovare ai bordi del tappeto citazioni proprie dei luoghi di appartenenza, e lo stile e la tecnica risultano variare da zona a zona.

Annodatura del tappeto orientale

Maggiormente è fine la lana impiegata, maggiore dovrà essere il numero di nodi per metro quadro, il compito dei nodi è quello di creare un robusto intreccio fra la trama e l'ordito.

Molti nodi richiedono dunque una ampia e fine lavorazione, il pregio del tappeto quindi è destinato a salire.
Esistono differenti tipologie di annodatura: il nodo Persiano (Farsi Baft o Senneh) e il nodo Turco (Turkibaft o Ghiordes).

Si pensi che per realizzare un tappeto di 3 metri quadri di pregevole fattura, di fine lavorazione, vengono realizzati quasi 500.000 nodi per metro quadro, un lavoro che occupa almeno 4 mesi per un bravo tessitore.

Più fitti risultano essere i nodi, più nitido risulterà essere il disegno sul tappeto: utilizzando ad esempio un nodo doppio (Jofti) il tempo di lavorazione viene dimezzato, ma la nitidezza del disegno perderà in qualità e definizione.

Jofti è un tipo di annodatura che viene eseguita piegando in due il filo da annodare.
Per un bell'esemplare di tappeto pregiato Persiano Isfahan, sempre di tre metri quadri, con ordito in seta cui ogni filo è formato da tre fili adunchi, nodi di lana particolarmente pregiata Kork, si realizzano più di 800.000 nodi per metro quadro, in un tempo non inferiore ai 6 mesi sempre per un buon tessitore.

La tecnica impiegata nell'annodatura, riveste particolare importanza nella qualità finale del tappeto.
Ricordate che eseguendo un doppio nodo, od addirittura quadruplo (qualche furbo artigiano può farlo) va a deteriorare notevolmente la nitidezza del disegno.

I colori impiegati per il tappeto orientale

I colori ottenuti da origine naturale, sono senza dubbio i migliori, anche dal punto di vista igienico ed ecologico, ma sono anche i più costosi.

Buoni risultati si ottengono anche impiegando colori sintetici semisolidi (una sorta di crema), anche questi hanno un costo piuttosto elevato, col passare del tempo inoltre attenuano la loro tonalità somigliando ancora di più ai colori di origine naturale.
I colori solidi infine mantengono il loro colore.

L'impiego del colore in un tappeto è importantissimo, per dare vita a sfumature, tonalità che dovranno dare pieno risalto al disegno che scaturisce dall'ordito.

Il disegno del tappeto orientale

Più un disegno è complesso, ricercato, originale, creato con abilità, tanto più sarà pregiato il tappeto.
I disegni più belli sono spesso frutto della creatività di un artista, un pittore, dopodiché un disegnatore specializzato deve riportare su carta a quadretti il soggetto di origine, in precise e minuziose dimensioni da riportare poi sul tappeto.
Il tessitore dovrà svolgere un lavoro importantissimo, esperienza, bravura e tanta manodopera.

Al contrario i tappeti delle tribù nomadi hanno costi minori, perché non partono da un disegno predefinito ma da un'idea che viene implementata in corso d'opera.
Essendo realizzati in tempi più brevi hanno costi minori.

La stessa cosa vale, con le dovute proporzioni, per un disegno geometrico: pur bello e lodevole possa essere è meno complesso di un soggetto che rappresenta una composizione floreale, una battuta di caccia, etc.

Il vello

La lana impiegata è un'altra importante caratteristica del Tappeto Orientale.
La qualità Kork, ottenuta da agnello non oltre i 15 mesi, rasato in primavera, lana selezionata tra la migliore della tosatura.

Particolarmente morbida, liscia, delicata. Agnelli di razza bianca di alcune regioni della Persia. La regione di Khorassan è tra queste.
Lana che viene lavorata, resa sottile, in fili adunchi, di prima scelta, data anche la modesta quantità ottenuta viene impiegata solo nella produzione di tappeti di fine manifattura, particolarmente pregiati.

Spesso viene usata seta naturale per impreziosire particolari del disegno, come nel tappeto Tabriz, Kashan, Kashmar.
Anche il cotone viene utilizzato per definire particolari nel disegno, meno costoso della seta, oppure lana più grossolana nei modelli più economici.

Tipologie del tappeto orientale

La speculazione ben sappiamo è arrivata pressoché in ogni settore, la stessa cosa è accaduta per il tappeto.
Cominciamo col dire una cosa: se una persona ha bisogno di un semplice pezzo di stoffa per coprire il pavimento, non sceglie e non compra un tappeto.
Un tappeto è molto di più, è arte, espressione, figlio di una tradizione secolare.

Tipologie di Tappeto Orientale particolarmente apprezzate sono: Isfahan, Tabriz, Kashan, Kerman, Kashmar, Mashhad, Senneh, Ferahan, ed altri ancora.

Sono nomi di città, o di artisti, spesso associati alla tipologia del tappeto, ciascuno dei quali si distingue per colore, dimensioni, complessità della trama, ricchezza dei colori, ogni città ha tradizioni locali che porta avanti nel produrre tappeti.
Molto più spesso oggi, è possibile reperire tappeti firmati, talvolta solo dal disegnatore altre volte anche dal maestro tessitore.

I tappeti prodotti in Iran sono quelli di qualità migliore, per disegno ed annodatura.
Ottimi lavori vengono eseguiti in Turchia, la cui produzione di tappeti viene denominata Anatolia, presenta spesso soggetti dalle caratteristiche similari.

Buoni esemplari di tappeto arrivano dalla Cina, più standardizzati però, anche se fatti a mano sembrano fatti in serie, mostrando le medesime sfumature.

Acquistare un tappeto orientale

Come scritto poche righe sopra, il tappeto non è un pezzo di stoffa da gettare sul pavimento, sebbene il suo utilizzo sia anche quello di essere collocato a terra ovviamente.
Ottimi esemplari possono essere impiegati come arazzi, appesi a parete.
Tappeti ottenuti su scala industriale, con materiali sintetici, impiegando addirittura la plastica… beh, il tappeto è un'altra cosa.

Se non si hanno adeguate conoscenze (nessuno nasce capace) non è un problema: la cosa migliore è rivolgersi a rivenditori specializzati, magari che importano direttamente e scelgono personalmente i tappeti da commercializzare.

Prima di acquistarlo, un tappeto deve essere visto, guardato, toccato con mano, giudicare la morbidezza della lana, ammirarne i colori, il disegno, toccarne la consistenza stringendolo tra le mani, è da valutare.
Onde evitare incauti acquisti, opportuno rivolgersi a persone che di tappeti se ne intendono.

Centri con grandi esposizione, sono anche in grado di offrire pezzi antichi, ovvio che la competenza dell'acquirente in materia a questo punto deve essere adeguata.
Sarà un piacere per il rivenditore confrontarsi con la vostra cultura in ambito di tappeti.
Non è necessario spendere un capitale per portare a casa un vero tappeto.
Ripeto, la plastica non ha nulla a che vedere con lana, seta e cotone, tantomeno con disegno, trama e ordito.
Ovvio con 50 euro non è possibile comperare un tappeto, se abbiamo bisogno di un pezzo di stoffa qualunque, perché mai comprare un tappeto?

Anche un tappeto di piccole dimensioni, può essere particolarmente apprezzato, da vivere, da osservare, ma il prezzo base non può essere eccessivamente economico, c'è tempo di lavoro dietro la produzione, parlo di tappeti annodati a mano naturalmente, non avrebbe senso acquistare un prodotto fatto su scala industriale: quantomeno non potrebbe più essere considerato un tappeto.
Mantenere un tappeto è più semplice di quanto si possa pensare: un aspirapolvere, passato con regolarità.

● La scopa di saggina pulisce in profondità, da passare in contropelo.

● Il battipanni scalza i nodi deteriorando il tappeto, non lo si può pulire come si faceva una volta con i materassi.

● Un rivenditore specializzato solitamente offre anche il servizio di pulizia del tappeto.

Diffidiamo delle imitazioni: un tappeto orientale è un piccolo, o grande, regalo che ci concediamo.
Che sia buono allora.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!

 

 

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