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Serramenti in PVC: lavorazione, certificazioni, pro e contro

7 minuti
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Serramenti in PVC per una bellissima finesta a volta con inserti della griglia disposti sia in modo orizzontare che a raggio: i serramenti in PVC possono essere un'ottima soluzione con un interessante rapporto qualità/prezzo

Serramenti in PVC

Il PVC è uno dei materiali plastici più utilizzati (oltre al polietilene e polipropilene) anche per i serramenti, con ottimi risultati di isolamento termoacustico.
Una resina artificiale (sintetica) termoplastica, ovvero “materiale comunemente chiamato plastica”.
I materiali termoplastici possono essere riformati con il calore, a differenza dei termoindurenti che una volta solidificati non possono più essere ri-formati.

Lavorazione del PVC per la produzione di serramenti

Il PVC è un polimero prodotto dalla polimerizzazione (unione di molecole) del cloruro di vinile (monomero), polimero (il PVC) composto da cloro e carbonio, vengono talvolta aggiunti plastificanti come lo ftalato per renderlo più adatto a specifiche esigenze.

Durante la lavorazione vengono impiegati tensioattivi come lubrificanti e additivi (come il bicarbonato di calcio) per conferire al materiale plastico la rigidità necessaria per soddisfare le specifiche esigenze di quello che dovrà essere il prodotto (tubature invece che serramenti, etc.).

Tra gli additivi vi sono anche i coloranti, e possono trovare impiego altri prodotti che hanno un effetto antitaglio, antiurto, antincendio, etc. Per quanto riguarda la pericolosità del PVC questa è presente quando non vengono rispettate le norme di sicurezza relative alla protezione individuale ed alle attrezzature necessarie per impedire l'inalazione dei diversi prodotti durante la lavorazione (come ad esempio impianti di aspirazione con specifici elementi filtranti).

Quando è a temperatura ambiente il serramento in PVC non presenta alcun rischio; totalmente diverso è il discorso quando è a fine vita (dove potrebbe rilasciare sostanze nocive), o quando è in lavorazione: cloro, cloruro di vinile, etilene, polveri, additivi vari, etc. sono altamente nocivi per inalazione ed eventuale contatto. Ecco perché è di fondamentale importanza per la salute dei lavoratori che vengano rispettati con zelo tutti i criteri relativi alla sicurezza personale ed ambientale, cosa che, sfortunatamente, non sempre accade.

Per essere in una Democrazia nonché in un Paese industrialmente sviluppato, in Italia ancora oggi nel 2013 accadono fatti semplicemente sconcertanti tanto per il rischio che corrono i lavoratori quanto per l'impatto ambientale di determinate lavorazioni che disperdono nell'ambiente sostanze nocive, tossiche e velenose. Le protezioni individuali per la protezione da inalazione di sostanze pericolose devono essere adeguate, così come tutti gli altri dispositivi necessari. Tutti elementi che hanno un costo: ma è dovere etico e morale (di tutti), ancor prima che legale, proteggere salute dei lavoratori e ambiente.

Il PVC può essere un ottimo alleato per produrre manufatti che ben si adattano a diverse tipologie di mercato (edile – idraulico, medico – sanitario, etc.), con rapporto qualità / prezzo davvero buono, ma deve risultare il più possibile ecocompatibile a partire dall'inizio della filiera produttiva fino allo smaltimento dei manufatti prossimi al deterioramento. Anche per quanto riguarda lo smaltimento, quindi la distruzione del materiale, occorre agire con criterio, altrimenti si vanifica ciò che di buono può offrire il PVC. Sarebbe come produrre energia pulita con impianti fotovoltaici e poi disperdere nell'ambiente i pannelli una volta deteriorati e da sostituire.

A cosa serve produrre energia pulita se poi l'inquinamento dovuto allo smaltimento è maggiore di quello evitato producendo tale energia ?!

Era il 1872 quando il PVC venne sintetizzato, ma le difficoltà di malleabilità nella lavorazione erano ancora elevate, fu nel 1926 che, grazie all'aggiunta di additivi si iniziò a controllarne il processo produttivo. Da allora la tecnologia ha fatto notevoli passi in avanti anche in favore della sicurezza personale e ambientale; che poi non venga sempre applicata come si deve è un altro discorso.

Sebbene le leggi e le certificazioni spesso sono oggetto di elusione, non occorre smettere di perseguire il rispetto delle leggi e delle certificazioni che ne attestano il rispetto. Marchi e certificazioni che sono presenti in tutti i prodotti di qualità, anche nei serramenti.

Certificazioni di qualità della lavorazione dei serramenti in PVC

Il marchio di qualità attribuito ai serramenti in PVC viene riconosciuto alle aziende che fanno parte del gruppo SIPVC (Gruppo Serramenti e Avvolgibili che fa riferimento a PVC forum Italia), che dal 1994 si occupa di certificare la qualità dei prodotti in PVC offerti al cliente.

Le aziende che fanno parte di questo gruppo, per avere il marchio sui loro prodotti devono rispondere a determinati requisiti (i più salienti):

● Seguire il protocollo REACH per quanto riguarda l'utilizzo dei composti chimici, dove questi vengono registrati, valutati e autorizzati, tutto ciò al fine di rispettare l'ambiente.

● Utilizzare composti che rispondono ai requisiti G Compound, ovvero non includere piombo, cadmio e altri additivi e metalli pesanti nocivi.

● Rispetto delle normative UNI EN 12608:2005 (Profili di polivinilcloruro non plastificato (PVC-U) per la fabbricazione di porte e finestre) e la normativa UNI EN 14351-1:2010 (Finestre e porte – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali), e deve essere un istituto esterno a provvedere al rilascio di tali certificazioni.

● L'azienda deve impegnarsi ad eseguire lavorazioni nel pieno rispetto della tutela dei lavoratori e dell'ambiente, e gestire in maniera idonea gli scarti di lavorazione.

● Anche la posa in opera del serramento deve avvenire in modo tale da garantire il dovuto isolamento termoacustico.

Praticamente deve essere certificato che l'intera filiera produttiva, da inizio produzione allo smaltimento dei materiali, sia in linea con la tutela ambientale, e tutto ciò deve essere dimostrato al consumatore, questa è la finalità.

Pro e contro dei serramenti in PVC

Ci sono tripli vetri con serramento in PVC che arrivano ad avere una trasmittanza termica di 0,62 W/m2 K, che è sicuramente un valore molto apprezzabile, e certamente anche dal punto di vista fonoisolante. Questo la dice lunga sulla qualità che possono avere i serramenti realizzati in PVC.

Sono interessanti anche le soluzioni che prevedono l'incollaggio del vetro sul telaio dove il perimetro ospita un rinforzo in materiale plastico.

L'utilizzo del PVC ha creato più di un dibattito, chi pro e chi contro, soprattutto per quanto riguarda eventuali e potenziali problemi legati alla produzione ed allo smaltimento ed al riciclo del materiale plastico. Quando riciclato può essere riutilizzato per creare diversi oggetti come fioriere, contenitori industriali, etc.

Il CHEJ, associazione statunitense a tutela dei consumatori, ha una posizione totalmente contraria all'utilizzo del PVC, tanto da asserire che anche il riciclo è problematico per via di specifici additivi utilizzati durante la produzione.

Durante le loro ricerche è emersa ad esempio la presenza di diossine di 3 volte superiore la media in persone che vivevano nelle vicinanze di uno stabilimento che lavorava additivi per PVC. Qui torna quanto scritto in precedenza, ovvero il rispetto della sicurezza personale e ambientale nei luoghi di lavorazione: è un problema ancora attuale ovunque, anche in Italia.

Repetita iuvant. Se la tutela dell'ambiente, e quindi anche delle persone, non viene rispettata come si deve durante la lavorazione di determinati composti tra i quali il PVC, è un serio guaio.

Il potenziale danno ambientale lo si può fare con le lavorazioni di tanti prodotti, è chiaro: se ad esempio per produrre serramenti ecologici in legno si distrugge una foresta (con tutte le problematiche ambientali che ne derivano), tanto vale lasciar perdere. Anche l'alluminio durante la lavorazione può presentare seri problemi se non si adottano dispositivi di protezione adeguati.

Tuttavia uno dei contro dei serramenti in PVC è rappresentato proprio dal fatto che è continuo oggetto di studio e valutazione (il che è sempre e comunque un bene quando si desidera approfondire la conoscenza di uno specifico prodotto). Diverse multinazionali hanno sospeso l'impiego di PVC: sarebbe conveniente sapere se lo hanno fatto solo per non perdere clienti o perché davvero hanno a cuore la tutela dell'ambiente.

Tornando nello specifico al serramento in PVC i suoi svantaggi sono:

● Incapacità di gestire l'umidità (solo il legno la lascia respirare), fermo restando che una buona aerazione giornaliera dei locali non può mai mancare.

● Se esposti a calore eccessivo possono degradarsi e compromettere il potere isolante, nonché il colore se presente.

● Scarsa rigidità per serramenti di grandi dimensioni.

● Per quanto riguarda la scelta dei colori è ormai anche questa caratteristica comune di tutti i serramenti; il colore del serramento in PVC può deteriorare se esposto ad agenti atmosferici, per questo alcuni preferiscono serramenti bianchi.

● Tra i pro e contro, il contro più significativo non è quello del serramento in PVC che è inerte, ma è legato alla tutela dell'ambiente durante la lavorazione del PVC (tutela che deve essere rispettata per tutte le lavorazioni).

I vantaggi più importanti sono quelli relativi a:

● Ottimo potere isolante del serramento.

● Durata nel tempo e manutenzione ridotta alla sola pulizia (ed oliatura dei perni, prerogativa comune a tutte le tipologie di serramenti).

● Buon rapporto qualità / prezzo.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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