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Uno che scrive

Aò, e mettete a sede !!! Sedia per sala da pranzo

8 minuti
aggiornato il
Robuste sedie di legno e poltrona: importanza della comodità di postura e seduta ovunque sia

Sedie e poltrona

La corretta postura nella seduta risulta di fondamentale importanza, non solo per i glutei e le gambe ma soprattutto per schiena, collo, testa.
La sedia ideale deve fornire una seduta capace di essere comoda anche per diverse ore, quando oltre al pranzo, o cena, si resta a tavola insieme ai commensali.

Cenni storici della sedia

Può risultare molto affascinante conoscere ciò che riguarda la storia della sedia, perché inevitabilmente accompagna quella dell'uomo.
Pensa ad una tavola di legno appoggiata a due sostegni: ecco una sedia primitiva se vogliamo, tuttavia nemmeno poi tanto se pensiamo che le panche sono ancora molto diffuse anche oggi, non solo, ma addirittura possono contribuire a dare un tocco rustico all'arredamento.

In questo caso, per quanto riguarda la panca, possiamo facilmente comprendere come sedersi non sia più solo qualcosa di individuale, ma bensì collettivo; infatti una panca è destinata ad ospitare più persone, condividere la seduta quale momento di aggregazione.

Risalga intorno al 1400 in Europa la comparsa della sedia così come siamo abituati a pensarla oggi.
Come ovvio supporre, la fantasia, la creatività, lo stile, l'unicità del design non si sono più fermati per quanto riguarda l'evoluzione della sedia, perché fanno parte della naturale evoluzione dell'uomo.

Il trono di un monarca, una delle massime espressioni di sedia per certi aspetti, perché in questo caso la sedia, il trono, rappresentava (e rappresenta ancora nei paesi aventi una monarchia) il potere della persona che il trono stesso va ad ospitare.

Gli stili della sedia si sono susseguiti seguendo la naturale evoluzione dell'arredamento nel corso della sua storia, con tutto ciò che la riguarda, dai materiali più sfarzosi a quelli più umili.
Stili che meriterebbero un'apposita enciclopedia per poterli citare tutti e descrivere, nella loro storia, nel loro carattere, nel loro design.

Caratteristiche della sedia

Indipendentemente dai materiali comunque necessariamente solidi, legno, ferro, acciaio inox, alluminio, MDF (ovvero fibra di legno a media densità) la cosa assolutamente importante per una sedia è la sua rigidità: deve essere solida, stabile e comoda.

Non si deve transigere su questi punti, anche per una poltrona direzionale ben posizionata davanti alla propria scrivania, oppure per la sedia della sala da pranzo, la comodità di seduta deve essere ottima.

Ovviamente per comodità di seduta si intende buona postura con schiena e collo eretti, tuttavia mai in maniera innaturale o forzata; al contrario, è la sedia stessa che deve far diventare naturale tale posizione nella seduta.

Schienale e seduta della sedia

Da qui l'importanza dello schienale della sedia: si possono incontrare schienali perpendicolari alla seduta, oppure leggermente inclinati all'indietro.

Quando lo schienale è perpendicolare alla seduta questo deve fornire alla schiena l'ottimale posizione eretta, naturale, spontanea che il corpo assume quando ci mettiamo a sedere.

In questo caso la seduta deve essere particolarmente comoda (non che debba essere scomoda negli altri casi), antiscivolo, non devono avvenire fastidiosi scivolamenti in avanti dei glutei e delle gambe facendo assumere alla postura del corpo una posizione innaturale per la schiena, che risulterebbe compromessa da una curvatura assolutamente non idonea.

Quando invece lo schienale è leggermente inclinato all'indietro, e si tratta davvero di pochissimi gradi rispetto alla linea perpendicolare della seduta, sufficienti però per dare al corpo una naturale posizione di seduta e di imprimere alla schiena la giusta e corretta posizione rilassante.

Questa leggerissima inclinazione dello schienale serve appositamente per far assumere alla schiena la giusta posizione evitando fastidiosi scivolamenti in avanti di glutei e delle gambe, che farebbero assumere una posizione non idonea.

I pochi gradi di inclinazione raggiungono tale misura all'estremità dello schienale, nella parte alta; a partire dalla seduta infatti l'inclinazione è davvero minima percepibile più all'occhio che al corpo, nel senso che è normale notare questa leggera inclinazione dello schienale, è normale perché l'occhio lo nota, mentre al corpo, in particolar modo alla schiena questo deve risultare di piacevole comodità, mai di disturbo.

Da questo si comprende come i materiali di costruzione della sedia debbano presentare ottima rigidità per mantenere la schiena nella posizione idonea.

Da non dimenticare che l'eventuale morbidezza di una seduta o dello schienale, niente hanno a che vedere con la rigidità dei materiali e quindi della sedia stessa; possiamo tranquillamente pretendere seduta e schienale morbidi al contatto con il corpo, ma contemporaneamente rigidi per far assumere al corpo stesso ed in particolar modo alla schiena, la giusta postura nella seduta.

È bene non sottovalutare mai questo aspetto, specialmente quando si rimane seduti per parecchio tempo.

I sostegni della sedia

Comunemente chiamate gambe, le gambe di sostenimento o sostegno, è ovvio e logico intuire che non debbano essere meno robuste della sedia stessa.
In una buona sedia che si rispetti, la solidità e la robustezza risultano equamente distribuite in tutta la struttura.

Risulterebbe anche facilmente visibile ad un primo sguardo, e nemmeno necessariamente attento, come risulterebbero inappropriate gambe di sostegno sottili collocate sotto una sedia robusta.
Quindi prima di acquistare una sedia, prova a sederti, appoggia la schiena, prendi un momento di calma e giudica com'è la posizione della tua postura nella seduta, come risulta essere la posizione del collo, come ti senti a muovere la testa, come giudichi la comodità delle gambe e dei glutei.

● Prova a tenere i piedi ben piantati per terra (sempre da seduti), prova poi a raccoglierli sotto la sedia (posizione che si può assumere spesso quando si è seduti a tavola), falli oscillare avanti e indietro leggermente sollevati da terra, e valuta quindi la solidità, la rigidità, la comodità della sedia sulla quale siedi.

Di conseguenza, è logico supporre che alla base delle gambe di sostegno della sedia di debbano necessariamente essere dei supporti antiscivolo: non solo per non rovinare il pavimento con eventuali rigature, ma e soprattutto per fare in modo che la sedia risulti sempre ben salda e posizionata, che non si debba spostare al movimento del corpo, come talvolta è normale accada quando si è seduti.

Imbottitura della sedia

Tanto lo schienale quanto la seduta della sedia possono ovviamente essere imbottiti, per rendere più morbido e piacevole il contatto del corpo con la sedia stessa: questo però non deve in nessuna misura compromettere né distrarre dall'ottimale rigidità che la sedia deve avere per risultare idonea alla schiena ed al corpo.

Risulta naturale allora pensare anche all'impagliatura delle sedie, mestiere tanto antico quanto artigianale, vero e proprio fiore all'occhiello degli artigiani specializzati, maestri del mestiere, capaci di realizzare sedute comode, solide e stabili.

L'impagliatura risulta probabilmente uno dei primi sistemi utilizzati per imbottire le sedie, prima ancora di dare sfogo e sfarzo al lusso delle stoffe e dei materiali più morbidi.

Questa deve essere una peculiarità soggettiva della sedia, in quanto ciascuno di noi ha esigenze diverse nella seduta: personalmente ad esempio preferisco una seduta rigida, senza nessuna imbottitura, anche perché può essere sufficiente posizionare un semplice cuscino sul piano di seduta o sullo schienale per rendere morbido l'appoggio, se si desidera.

Cuscino che ovviamente non deve far risultare scivolosa la seduta sulla sedia una volta posizionato, è semplicemente un metodo estremamente semplificato ed economico per ovviare alla mancanza dell'imbottitura: in base ai denari che abbiamo a disposizione per acquistare una sedia, personalmente preferirei investire qualcosa in più sulla buona rigidità della stessa, piuttosto che compromettere questa a discapito di una buona, ottima imbottitura che necessariamente farebbe lievitare i costi della sedia stessa.

Sono infatti dall'opinione che l'imbottitura non deve mai essere così così: o è davvero ottima oppure non lo è.

Non ci trovo nessuna mezza misura.

Pensa ad esempio al materasso, non si può scendere a compromessi tanto rilevante la sua importanza nella vostra postura notturna, e sembra proprio un buon esempio pensare al materasso quando dobbiamo scegliere una buona imbottitura per la sedia che intendiamo acquistare.

Ovvio che non stiamo parlando di un divano, dove l'imbottitura (ed in quanto tale deve essere “degna” di tale nome) fa sicuramente lievitare i prezzi, comunque sia anche in presenza di una imbottitura minima, come è logico supporre in una sedia al tavolo, questa deve essere ottenuta con materiali specifici, per intenderci di quelli che non fanno buche una volta seduti, che risultano scomode tanto per i glutei quanto per la schiena.

Proprio come per il materasso quindi il materiale di imbottitura (che sia poliuretano, lattice, etc.) deve essere di qualità, capace di mantenere nel tempo la propria struttura senza essere condizionato dal peso di seduta.

Rivestimento della sedia

Nelle sedie dove è presente imbottitura è quasi sempre ovvio che ci sia anche un rivestimento: è fortemente sconsigliato che sia composto da materiale scivoloso oltre che di pessima qualità.

Entrano in gioco anche i gusti personali, a chi piace il rivestimento in pelle a chi no, una buona stoffa lavabile può essere una soluzione, tenendo conto che come tutte le cose buone costa e questo inevitabilmente fa alzare il prezzo della sedia.

Sebbene rientri in gioco il gusto soggettivo di ciascuno nella scelta del rivestimento, questo non deve in alcuna misura andare compromettere la buona stabilità della seduta (come nel caso ad esempio di materiale scadente che può risultare scivoloso), deve essere invece un valore aggiunto, qualcosa che va a migliorare ulteriormente la qualità della sedia, la comodità e la stabilità.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
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