Porta da interno: una struttura mobile indispensabile

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La posta per interno casa ha una storia interessante anche in base alle tipologie di prodotto
Porta da interno (photo by Arek Socha on Pixabay)

Porte da interno: le strutture mobili che permettono di chiudere i locali interni agli edifici migliorando notevolmente il comfort abitativo.


Come faresti senza?

Che siano edifici domestici, commerciali o industriali, la porta contribuisce ad una maggiore riservatezza oltre che isolare ulteriormente uno specifico locale dal rumore proveniente dall'esterno o da altri locali. Possono essere bellissime parti integranti dell'arredamento.

Cenni storici delle porte da interno

Le prime notizie riguardanti le porte risalgano al periodo che appartiene all'antico Egitto, realizzate in pezzi unici di legno e poi montate, singole o doppie, per permettere e/o vietare l'accesso alle tombe.

In tutte le località geografiche dove il clima si presentava sufficientemente asciutto non destavano alcuna preoccupazione eventuali deformazioni subite dalle strutture in legno, dove invece il tasso di umidità era presente con livelli preoccupanti la situazione era diversa.

Marco Vitruvio Pollione

Fu Marco Vitruvio Pollione (Marcus Vitruvius Pollio 80-15 a.C.), architetto e scrittore romano del I secolo a.C. a sostenere che fossero necessari telaio e pannello come struttura portante della porta, per impedirne eventuali deformazioni, dovute agli eccessi di umidità, o comunque legate alle intemperie stagionali, ed escursioni termiche.

Telaio e pannello di tutti gli eventuali spazi relativi al passaggio della porta, scanalature e rotaie per fare in modo che la struttura portante risultasse stabile e sicura, per mantenere chiuso un determinato locale, che si potesse aprire e chiudere con estrema facilità, mantenendo allo stesso tempo in buone condizioni la porta con tutta la sua intelaiatura.

La struttura della porta

Era composta da pannelli verticali tenonati o sospesi, ricordiamo che il tenone è una tipologia di incastro che trova nella mortasa la sua controparte vuota destinata all'alloggiamento, il tutto realizzato in legno nelle sue diverse essenze.

Olivo, olmo, cipresso, cedro alcune di queste essenze che vennero utilizzate per realizzare porte ed intelaiature talvolta di rara e pregevole fattura, il legno poteva anche essere lavorato, intarsiato, decorato, arricchito con metalli preziosi.

L'installazione

Le porte venivano installate appese ai perni, posti nella parte superiore e inferiore del telaio, talvolta si trattava di strutture davvero imponenti e pesanti, ed i perni venivano saldati nella solida struttura del muro, che poteva essere di basalto invece che di granito.

Pensa ad esempio ad un'immensa porta di un tempio, o comunque di un luogo sacro, dove le preziose decorazioni e lavorazioni rendevano omaggio al sito, realizzate su strutture imponenti, porte e telaio, di notevole spessore e dimensione.

Immagina dunque come dovesse essere elevato, e di conseguenza quanta solidità dovesse avere l'intera costruzione, per reggere nel tempo, sicura e stabile.

Tanto nell'antica Roma quanto nell'antica Grecia si usavano porte doppie nonché singole, con chiusure a battente, oppure scorrevoli o ancora a libro (pieghevoli), supportate da cerniere, esemplari poi le costruzioni riscontrabili in diverse località, enormi porte realizzate in pietra.

Il primo congegno meccanico

Erone di Alessandria (secolo?), matematico, nonché inventore greco vissuto nei primi secoli d.C. mise a punto il primo congegno meccanico che permise l'apertura e la chiusura automatica delle porte di un tempio, invenzione nota come Macchina di Erone.

La prima apertura automatica

Nel VII secolo in Cina, sotto l'impero di Yang Sui (take a look), venne realizzato il primo sensore, che si attivava grazie alla pressione del piede, che permetteva l'apertura automatica della biblioteca reale dell'imperatore.

Nel XIII secolo venne realizzato il primo congegno meccanico, che permetteva l'apertura e chiusura automatica di un cancello, ad opera dell'inventore arabo Al Jazari (1136-1206).

L'architettura

Lo stile architettonico delle porte, come è ovvio e logico supporre, ha sempre fatto parte del periodo storico in cui le porte stesse venivano realizzate, facevano parte tutti gli effetti dell'arredamento, talvolta della sontuosità di uno specifico ambiente.

Realizzazioni encomiabili risalenti ai tempi lontani, sono ancora oggi ammirabili in tutta la loro bellezza, imponenti opere, frutto dell'ingegno del lavoro dell'uomo, che si possono vedere su antichi templi, cattedrali, palazzi ormai storici, le porte sono a tutti gli effetti elementi architettonici indispensabili in un edificio.

Oltre la porta di ingresso

La maggiore attenzione, era riposta nella realizzazione della porta d'entrata principale di un edificio, legata anche a motivi di sicurezza in periodi storici dove gli assalti erano parte del quotidiano.

Anche le porte all'interno però, hanno assunto via via una sempre maggiore importanza, il cui ruolo può diventare irrinunciabile tanto nelle abitazioni domestiche, quanto negli edifici commerciali, o industriali.

Pensa semplicemente all'importanza che può assumere una porta quando si ha la necessità di godere di maggiore riservatezza quando si è all'interno di uno specifico edificio.

Materiali delle porte per interno

Probabilmente, quando si pensa ad una porta da interno, istintivamente, almeno io, si è portati a pensare al legno come materiale realizzato per l'intera struttura (telaio e porta), fatta eccezione per i perni, e le maniglie.

Negli ultimi decenni, si è avuto un incremento notevole nell'impiego di materiali diversi, come il laminato plastico, oppure l'alluminio, materiali alternativi al legno che hanno trovato un valido riscontro anche per quanto riguarda la realizzazione di serramenti.

Tuttavia il legno, rimane con tutta probabilità il materiale più utilizzato per quanto riguarda la realizzazione di porte da interno, soprattutto per gli edifici ad uso domestico; legno che sovente trova un ottimo abbinamento con il vetro.

Oltre il legno

Porte in alluminio risultano più indicate in edifici adibiti a locali commerciali, ambienti di lavoro; anche se le particolari finiture, possono trovare riscontro anche in ambito domestico.

Pensa ad una porta realizzata in truciolare, rivestito da laminato plastico lavorato in modo da sembrare ciliegio: indubbiamente una finitura che conferisce al prodotto una certa eleganza, un certo calore che ben fanno inserire la porta nell'arredamento, che diventa vivibile ed apprezzabile nell'uso quotidiano.

Inserti in vetro

Ci sono poi le porte realizzate con l'inserto del vetro, sebbene non a tutti piacciono in quanto non garantiscono una totale privacy una volta chiuse.

Tuttavia, il vetro potrebbe essere smerigliato, e comunque ben difficile che venga proposto del tutto trasparente, cercando di coniugare quindi la privacy dell'ambiente una volta che la porta è chiusa, ma sfruttando, magari dove necessario, anche la luce che proviene dal locale attiguo.

Telaio e cerniere

Il telaio della porta (il montante), salvo specifiche e direi quasi bizzarre esigenze, viene realizzato con la medesima estetica del materiale della porta stessa.

Per quanto riguarda le maniglie, nonché le cerniere (perni), anche in questo caso solitamente si utilizza lo stesso abbinamento di materiali.

Ad esempio di maniglie e cerniere in ottone, in bronzo, in materiale plastico sinterizzato, con specifiche e molteplici finiture.

Le finiture possono essere in legno nelle diverse essenze: ciliegio, noce, rovere, etc. ed ovviamente il telaio solitamente rifinito con lo stesso materiale, talvolta anche laccato per far assumere all'intero serramento il colore che risulta più idoneo ai gusti personali.

Le misure standard di una porta possono essere 80×210, 70×210, 60×210 cm. Ovvio che è possibile realizzare porte su misura, dove vi siano specifiche esigenze.