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Piastrelle: scelta dei materiali e posa in opera

7 minuti
aggiornato il
iastrelle grigie di dimensione medio grande posate diritte ma con un gradevole effetto estetico anche senza la posa in diagonale

Piastrelle di dimensioni medio grandi

Le piastrelle sono il prodotto edile largamente usato per quanto riguarda le pavimentazioni delle abitazioni, degli uffici, di tutti quei locali adibiti ad abitabilità (locali residenziali). Solitamente composte da materiale argilloso e sabbia di quarzo (materiale ceramico), silice, fondente (prodotto edile che si mescola all'argilla), materie prime minerali, coloranti, esistono varietà di piastrelle che si differenziano per resistenza, estetica, prezzo.

Le piastrelle risultano essere solitamente di forma quadrata, oppure rettangolare, o ancora esagonale: negli ultimi anni, vedendo anche le case di recente costruzione, la tendenza è quella di utilizzare piastrelle di forma quadrata piuttosto grandi (35 x 35 cm – 30 x 30 cm – 25 x 25 cm), riescono a conferire all'ambiente una certa spaziosità (ricordiamo che lo spessore indicativo delle piastrelle varia dai 6 ai 9 mm circa), senza dimenticare che sono particolarmente apprezzabili anche dal punto di vista estetico proprio per le loro dimensioni generose, hanno una particolare resa anche quando sia necessario pulire semplicemente il pavimento.

Piastrelle in cotto

Il cotto assume questo nome per via del fatto che l'argilla viene sottoposto ad un particolare procedimento di cottura, il colore rossastro che può assumere è dato dall'ossidazione delle tracce di ferro presenti nell'impasto destinato alla cottura.

Cottura che può essere eseguita in due tempi, per permettere in un primo tempo di cuocere l'impasto destinato alla creazione della piastrelle, di darne quindi una certa consistenza, e in un secondo momento il cosiddetto biscotto viene dipinto con apposito smalto e quindi sottoposto alla seconda fase di cottura.

Il ciclo di cottura può essere realizzato in monocottura, bi-cottura, terzo fuoco, tutto ciò al fine di dare particolare consistenza al materiale ceramico, una specifica smaltatura della superficie, un'adeguata resistenza alle abrasioni e agli urti, ottimizzare la presenza di componenti derivati dal vetro (componenti vetrosi) ove presenti.

Il ciclo di cottura che viene applicata la piastrella è studiato appositamente per conferire alla piastrella stessa un ben preciso aspetto e caratteristiche meccaniche e fisiche.

La semplice monocottura non superiore ad un'ora di tempo, è destinata ai materiali di basso costo, mentre un tipo di cottura destinata al materiale finito più pregiato può durare anche diversi giorni, diversi cicli come sopra esposto.
La cottura quindi assume un ruolo di fondamentale importanza per la protezione delle piastrelle, in quanto la lavorazione dell'argilla presente, in base alla cottura subita, può conferire molteplici aspetti in base appunto a cicli di cottura studiati appositamente per lo specifico prodotto che si intende ottenere.

Proprio attraverso l'impasto, il contenuto di acqua nel suo presente, in grado di macinatura del composto e la miscelazione, si creano le basi per quello che dovrà essere il prodotto finale.

Piastrelle in grès porcellanato

Il grès porcellanato materiale ceramico ottenuto la pasta piuttosto compatta, con una bassa porosità, si ottiene per pressatura.

Il caolino (roccia sedimentaria), che viene impiegato anche per la produzione la porcellana, è in grado di conferire al grès l'eleganza che lo contraddistingue.
Una delle caratteristiche principali del grès porcellanato (aggettivo che come abbiamo ben compreso deriva dall'utilizzo del caolino) è quella di essere idrorepellente, grazie alla bassissima porosità che viene conferita all'impasto durante la sua lavorazione, in
taluni casi in base a procedimenti particolari di cottura ed all'elevato grado di pressatura, il grès porcellanato arriva quasi ad avere uno strato di vetrificazione, rendendolo come si può ben immaginare totalmente idrorepellente.

Quando il grès porcellanato è naturale (non smaltato) ha un elegante (e grezzo al tempo stesso, rustico quasi) aspetto marmoreo, quando invece è smaltato assume appunto l'estetica della ceramica che lo riveste, colorata, lucida, con disegni (texture) vari, etc.
Questo tipo di prodotto resiste bene anche alle abrasioni ed alle sollecitazioni meccaniche.

Posa in opera delle piastrelle

Durante la posa in opera le piastrelle vengono fissate al pavimento oppure al muro, a seconda dei casi, si tratta ovviamente di un'operazione molto importante, un lavoro che deve essere eseguito al meglio onde evitare tanto risultati esteticamente non apprezzabili quanto incongruenze nell'allineamento del pavimento stesso o della parete su cui le piastrelle vanno posate.

In questa fase è anche possibile seguire il progetto di un architetto per posizionare al meglio le piastrelle di modo che l'effetto estetico, oltreché funzionale, sia quello desiderato: ovviamente questo si tratta di un lavoro adatto personale specializzato, ovvero il piastrellista, che con la sua abilità e professionalità riuscirà ad ottenere, nel caso di pavimentazione, un pavimento ben allineato e con spazi di fuga precisi tra loro (è denominato fugato lo spazio presente tra una piastrella e un'altra).

Anche se ci si dovesse trovare ad eseguire un lavoro senza l'ausilio dell'architetto, ad esempio nel caso di ristrutturazione di un immobile e relativa pavimentazione, un piastrellista di esperienza sicuramente è in grado di consigliare al meglio per quanto riguarda quello che può essere un progetto relativo alla posa in opera delle piastrelle; in tale progetto vengono tenuti in conto diversi parametri quali l'ampiezza dell'ambiente, l'altezza, la luminosità, tutti dati che sicuramente possono influire nella scelta del tipo di piastrella e del colore.

Posa in opera delle piastrelle può essere eseguita in: posa diritta, oppure in diagonale; quest'ultima soluzione è consigliabile negli appartamenti di recente costruzione, infatti è cosa piuttosto normale che siano presenti nei momenti immediatamente successivi alla costruzione, lievi fenomeni di assestamento del pavimento.

La posa in diagonale delle piastrelle in questo caso permette di prevenire eventuali difetti estetici che si potrebbero presentare nel caso di posa diritta.
Una posa in opera degna di tale nome dovrebbe essere perfettamente planare, risulta quindi di fondamentale importanza un preventivo allineamento del sottofondo al fine di ottenere un lavoro ben fatto, inoltre le fughe dovranno risultare precise, diritte, perpendicolari tra di loro indipendentemente dal fatto che le piastrelle siano state posate diritte oppure in diagonale.

Si tratta di un lavoro che il piastrellista esegue con la massima, con esperienza, professionalità ed abilità.
Risulta ottimale aspettare almeno 2 – 3 giorni prima di rendere vivibile il pavimento, ovvero il transito di persone o cose sullo stesso.
in base alle differenti tipologie di piastrelle la posa in opera può assumere differenti tipologie di applicazione: a lisca di pesce, a correre (un susseguirsi delle piastrelle).

Tutto questo ovviamente si riferisce ad una posa in opera delle piastrelle in luoghi residenziali, qualora invece si trattasse di locali facenti parte di ampi edifici caratterizzati quindi da vasta ampiezza dei locali stessi, potranno certamente tornare utili i giunti di dilatazione, che sono in grado di favorire l'eventuale assestamento del pavimento risolvendo problemi relativi non solo all'estetica ma anche pratici.

Nelle pavimentazioni di grandi dimensioni solitamente vengono sempre impiegati.
I giunti di dilatazione sostanzialmente sono punti di distacco (in alluminio, acciaio, etc.) inseriti indicativamente ogni 30 metri per assecondare l'elasticità, dilatazione contrazione, della pavimentazione stessa, fenomeni normalissimi nel pavimentazione di grandi dimensioni specialmente quando si assiste ad un brusco variare della temperatura, dell'umidità.

Pavimento “fugato”: ovvero le fughe tra le piastrelle

Per fugato si intende l'interstizio perimetrale (giunzioni, fughe) presente tra le piastrelle, capace di conferire elasticità necessaria alla pavimentazione, sebbene sia più corretto dire pavimento fugato, molto spesso semplicemente per fugato si intende questo.
Può assumere diversi millimetri di spessore via via che aumenta la dimensione delle piastrelle: solitamente nei locali residenziali variano dai 3 ai 6 mm.

Quando raggiunge la dimensione minima di 4 – 5 mm (quindi impiegando piastrelle piuttosto grandi, 30 x 30 cm) è possibile dare una tonalità di colore ha prodotto per far risaltare ulteriormente il pavimento; immaginiamo ad esempio una pavimentazione composta da piastrelle in cotto della dimensione di 35 x 35 cm con via di fuga di 5 mm aventi lo stesso colore (ruggine, mattone) delle piastrelle: si andrebbe ad ottenere un effetto di colorazione tono su tono (medesimo colore) molto gradevole ed elegante.

Ovviamente risulta possibile giocare sull'abbinamento di colori, ed in questo caso la fantasia soggettiva il gusto estetico possono davvero sbizzarrirsi: mi è capitato di vedere in un negozio piastrelle di colore grigio scuro, di abbondanti dimensioni (circa 30x30cm) con fugato di 6 mm circa, quindi ben visibile, di colore giallo limone, particolarmente acceso, un contrasto davvero molto interessante.

Infatti maggiore risalto al colore tra il fugato e le piastrelle può essere dato quando l'interstizio perimetrale è di almeno 4 mm, ovviamente non è una regola scritta ma interstizi di dimensioni inferiori, che puntano al colore, forse risultano un po' uno spreco, in quanto risultano sicuramente meno visibili rispetto a dimensioni maggiori.

 

               

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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