Menu

af1.it

Uno che scrive

Parquet: storia, normative, essenze, posa in opera

11 minuti
aggiornato il
Ampio locale con pavimento in parquet, molto luminoso e gradevole per la possibilità di impiegare la luce

Pavimento in parquet

Il parquet è un pavimento in legno, più precisamente composto da pannelli di legno (di molteplici dimensioni) assemblati tra loro, il cui spessore minimo deve rispettare le normative vigenti.
Di aspetto particolarmente gradevole, elegante, caldo riesce a donare particolare pregio negli ambienti in cui viene posato.

Cenni storici dell'utilizzo del parquet

Iniziamo col dire che il legno affonda in tempi ben remoti il suo utilizzo, da parte dell'uomo, per ottenere (non solo) la pavimentazione nei locali adibiti ad uso residenziale nonché lavorativo e comunque conviviale.

Dopo avere utilizzato la pietra, la terra battuta, certamente prima dell'impiego del marmo, il legno ha trovato modo di essere utilizzato come pavimentazione; purtroppo essendo anche facile da distruggere, le devastazioni ambientali succedute nel corso dei secoli dovute a guerre, eventi naturali di particolare violenza come terremoti, inondazioni, etc. hanno reso difficile trovare testimonianze del materiale; è più corretto dire che quanto meno buona parte sono andate distrutte, ma reperti (ancora oggi in ottimo stato di conservazione perché preservati dall'uomo) nonché studi archeologici hanno dimostrato come il legno sia stato usato dall'uomo.

Ben lontani infatti sono i tempi in cui l'uomo comprese l'importanza del legno, e del suo impiego; ottimo isolante termico trovò utilizzo nei locali in cui l'uomo passava parte del suo tempo.

Pare che già nell'antica Roma fosse in uso la posa di pavimentazione in legno, e poi durante (tutto) il medioevo ed a cavallo tra la fine del primo millennio e l'inizio del secondo l'antesignano del parquet, era pressoché diffuso in tutta Europa, con alcuni paesi nordici che forse per primi sperimentarono l'accostamento di legni diversi nella poso in opera dei listoni in legno.

Tutto ciò al fine di conferire maggiore bellezza scaturita proprio dall'accostamento delle diverse tipologie di legno con relative colorazioni e venature.
Non solo, perché anche gli intarsi ed i dipinti iniziarono ad affacciarsi sui pannelli di legno impiegati alla posa in opera della pavimentazione.
Quindi non più solo legni rari e pregiati, ma bensì anche la maestrìa dei pittori per decorare il legno destinato alla pavimentazione.

Come sempre accade queste prerogative furono per prime impiegate dalle persone più facoltose, dei ceti sociali più abbienti, e la pittura fiamminga ebbe un ruolo particolarmente importante nei dipinti nelle decorazioni che rendevano ancora più pregiate queste pavimentazioni.

I palazzi più sontuosi, le residenze illustri specialmente nel periodo del XVIII secolo vedono intarsi, decorazioni dipinti sui pavimenti destinati ad essere parte integrante dell'arredamento, chiamando in causa anche il lavoro di architetti oltre che di abili artigiani, nonché come già menzionato dei pittori.

Tutto ciò ha dato vita a pavimenti di rara bellezza in alcuni casi conservati fino ai giorni nostri, in sontuosi palazzi in cui hanno soggiornato, e vissuto, le persone più facoltose.

Dal Xv secolo in avanti le pavimentazione in legno vennero impiegate più largamente anche per la costruzione di chiese, teatri, palestre ed edifici destinati a riunioni collettive.

Sembra che uno dei saloni in una residenza di Luigi XIV si chiamasse “Parquet”; pare dunque che la parola abbia che fare con parc in francese significa appunto “parco”, quindi l'etimologia dovrebbe essere questa.

E tra il XVII ed il XIX secolo fu proprio la Francia ad essere predominante per quanto riguarda il design europeo.

Particolare importanza nella storia del parquet è da attribuire anche all'Oriente, dove l'influenza e l'originalità dell'arte islamica hanno ispirato anche l'India, sono stati creati per i propri capolavori di intarsi, disegni e colori che sono andati ad arricchire in maniera pregiata le pavimentazioni in legno.

Anche in Giappone l'impiego del legno come pavimentazione ha riscontrato notevole successo, lasciando maggiore spazio alla sobrietà tanto delle tinte quanto di eventuali disegni.

Nel 1983 il professor Guglielmo Giordano mise. Un brevetto di legno multistrato per la pavimentazione divenuto famoso con la definizione di listone Giordano.

Normative per la pavimentazione in parquet

Lo spessore minimo di legno nobile di ogni singolo elemento che compone la pavimentazione del parquet non deve essere inferiore ai 2,5 mm – resta quanto stabilito dalle normative europee.

La pavimentazione di parquet deve essere composta per assemblaggio dei diversi elementi indipendentemente dalle loro dimensioni, il documento relativo alle normative europee per il prodotto parquet stabilito dal CEN (European Committee for Standardization) ha messo a punto diverse direttive:

● Pavimenti di legno – Norma di prodotto – Elementi di parquet massiccio con incastro maschio e/o femmina, EN 13226;

● Pavimenti di legno – Norma di prodotto – Elementi di legno massiccio senza incastro, EN 13227;

● Pavimenti di legno – Norma di prodotto – Elementi legno massiccio con sistema di assemblaggio, EN 13228;

● Pavimenti di legno – Parquet a mosaico, EN 13488 ;

● Elementi di parquet multistrato, EN 13489;

● Pavimenti di legno – Tavole preassemblate con incastro, EN 13629

(Le normative europee UNI EN).
La normativa di prodotto UNI EN 13489-2004 stabilisce che:

“Per parquet si deve intendere solo ed esclusivamente una pavimentazione di legno con uno spessore minimo dello strato superiore nobile maggiore di 2,5 mm prima della posa. Tutto ciò che non rientra all'interno di questa definizione non può essere denominato parquet”.

Tipi di legno per il parquet

Sono molteplici le tipologie di legno impiegate per realizzare una pavimentazione in parquet, caratteristiche, venature, colori, essenze differenti.

Nei cosiddetti legni chiari possiamo trovare legno di rovere, faggio (tonalità tendente al colore rosa) e acero americano (color beige piuttosto chiaro).

Nei legni scuri si possono trovare legni che provengono dall'Africa, come le specie legnose (essenze) Mutenye (particolarmente scuro), Wengè-Panga dalla colorazione particolarmente scura tendente al nero.

Troviamo poi legni rossi e legni bruni, che ovviamente presentano tonalità di colore possono integrarsi nell'arredamento secondo le specifiche esigenze.

Questa interessante guida alla scelta del legno realizzata da Greenpeace può essere molto utile per cercare di comprendere come avviene la preservazione delle foreste laddove viene prelevato il legno per la realizzazione del parquet.

Non dimentichiamo infatti che esistono strumenti preziosi come la certificazione forestale che servono al consumatore, per comprendere come sia possibile usufruire dei prodotti in legno senza però depredare in maniera selvaggia la natura.

Teniamo presente inoltre come le diverse tipologie di legno possono reagire in maniera diversa, a seconda dell'esposizione in cui sono sottoposte; luce solare, sbalzi termici, umidità.

Questi sono solo alcuni dei fattori che possono incidere, anche negativamente, sul parquet una volta posato.

L'ossidazione è un fenomeno del tutto naturale per il legno, quando viene esposto alla luce e non dimentichiamo che l'umidità rimane il nemico numero uno da cui il legno si deve difendere.

Quindi le variazioni di colore del legno utilizzato per il parquet sono da tenere in conto.

Faggio, iroko (legno che proviene dall'Africa) e rovere indicativamente hanno un buon rapporto qualità prezzo, e anche il legno di abete sembra avere un buon riscontro di utilizzo, l'essenza di acacia, legno di castagno, bambù, ciliegio, Kempas (legno di provenienza asiatica come lo Jatobà), il legno di larice naturale oppure trattato (sbiancato, anticato), legno di noce, di Merbau (altro tipo di pianta asiatica utilizzata anche per il legno), il legno di olmo.

Ovviamente abbiamo citato solo alcune tipologie di legno, che si differenziano per colore, robustezza ed ovviamente prezzo.

Nonostante lo spessore minimo dei pannelli non debba essere inferiore al 2,5 mm uno spessore minimo di 4 mm di legno nobile garantisce un maggiore investimento, in quanto ad esempio può essere levigato più volte oltre che presentare maggiore stabilità dello spessore minore minimo per rispettare la normativa.

Non dimentichiamo che lo spessore di 2,5 mm deve permettere comunque almeno una levigatura dando vita così ad una vera e propria ristrutturazione del pavimento in parquet.

Inoltre dobbiamo anche ricordare che secondo la tipologia di legno impiegato, che comunque intendiamo utilizzare, quasi sicuramente corrisponderà uno spessore minimo da utilizzare, differente per tipologia di legno; si pensi ad esempio al legno di abete che risulta essere tra i più economici e viene però utilizzato in pannelli (listoni) di notevoli dimensioni in uno spessore minimo indicativo intorno ai 25 mm.

Posa in opera del parquet

La posa in opera del parquet deve essere eseguita da personale specializzato, capace: maestri posatori.

Sono necessari inoltre alcuni requisiti fondamentali per rispettare per la buona riuscita del lavoro; in primis il sottofondo (dove il parquet viene posato) deve presentarsi perfettamente piano, lineare, compatto, assolutamente pulito, disidratato in maniera idonea e professionale al fine di prevenire umidità.

Il sottofondo è un parametro essenziale per la ottimale riuscita della posa in opera del parquet; non dimentichiamo infatti che il parquet stesso al pari di qualsiasi altra pavimentazione è destinato, deve esserlo, ad una lunga ed ottimale durata nel tempo.

In alcuni casi può essere usato come sottofondo la pavimentazione preesistente, purché sia ben livellata e pulita in maniera assoluta. Oppure realizzare un sottofondo cementizio (malta e calcestruzzo).

Come ricordiamo l'umidità risulta essere un nemico non indifferente per il legno, per questo motivo la posa in opera del parquet non viene mai effettuata nei mesi invernali (a meno che l'ambiente dove si intende usare
il parquet sia ben riscaldato e privo di umidità) e comunque particolarmente freddi e/o umidi.

Solitamente quando la pavimentazione è composta da pannelli di parquet di dimensioni piuttosto modeste, comunque non grandi, gli strati sono due: la parte superiore di legno nobile, ed il supporto (parte inferiore) in legno di betulla, più precisamente multistrato di betulla.

Betulla in quanto garantisce una ottimale stabilità rispetto ad altre tipologie di legno; se invece la pavimentazione prevede pannelli più grandi come i listoni, risulta più congeniale una costruzione a tre strati: la parte superiore in legno nobile, quella centrale può essere di abete dove i pannelli vengono disposti in maniera trasversale rispetto a quelli superiori (legno nobile) ed un terzo strato di pannelli che riprendono la medesima linea trasversale del legno nobile posto sul livello superiore.

Le dimensioni dei pannelli sono da decidere in base allo spazio in cui vanno posati; non dimentichiamo ovviamente che se uno spazio risulta sufficientemente grande potremo anche inserire (titolo di esempio) listoni e misura 10 cm di larghezza e 1 metro di lunghezza; lo spessore del legno in questo caso non sarà certo inferiore ai 10 mm.

Lo spessore può risultare inferiore (comunque mai meno di 2,5 mm) via via che diminuiscono le dimensioni dei pannelli.

Se una posa in opera risulta ben eseguita, a regola d'arte, sostanzialmente possiamo affermare che non ci sono particolari differenze tra una posa incollata ed una flottante, invece che chiodata.

La posa in opera flottante (o galleggiante) permette di limitare ulteriormente le infiltrazioni di umidità andando a migliorare l'isolamento termo-acustico del pavimento, non è necessario attendere il tempo di asciugatura come ad esempio avviene per la colla, non sono utilizzati chiodi, inoltre i listelli (fissati grazie ad una particolare tipologia di incastro) possono essere riutilizzati in un secondo momento qualora si intenda cambiare la disposizione del parquet. Questo tipo di posa prevede l'utilizzo di listoni di dimensioni piuttosto grandi, tavole.

Questo tipo di posa in opera viene ad esempio eseguita con il parquet prefinito: per prefinito si intendono pannelli multistrato dove la parte superiore composta dal legno nobile non deve essere inferiore ai sopraccitati 2,5 mm per poter essere definito parquet, secondo la normativa europea.

Ricordiamo inoltre come la posa in opera definita flottante (come tutte le altre del resto) debba essere eseguita con scrupolo e perizia, al fine di ottenere un risultato estetico eccellente, evitando di lasciare fessure tra un pannello ed un altro; cosa che può essere più facile rispetto ad esempio d'una posa in opera eseguita con la colla.

Per quanto riguarda la posa in opera incollata solitamente si adoperano i listoncini, il lamparquet (formato standard indicativamente largo 4 -6 cm e lungo 20 -30 cm), il listone prefinito. Questa tipologia di posa in opera viene impiegata ad esempio quando l'impianto di riscaldamento è installato a pavimento, dove il legno è ovviamente sottoposto a maggiori sollecitazioni termiche.

Invece nella posa in opera chiodata si prevede l'incastro dei pannelli maschio e femmina che successivamente dovranno essere inchiodati.

La scelta della posa in opera del parquet deve essere eseguita in base alla tipologia dei pannelli che andremo ad installare, tipologia di pannelli che a sua volta dipende dalla dimensione del locale dove abbiamo intenzione di installare il parquet.

Personale altamente specializzato può sicuramente consigliare tanto per quanto riguarda la scelta dei pannelli che per la tipologia di posa in opera, prettamente legata al tipo di pannello (se preferite listone) che intendiamo utilizzare.

Solitamente per il parquet dello spessore di 10 mm si usa la posa in opera incollata, uno spessore maggiore (esempio 15 mm) può utilizzare tanto la posa incollata che flottante.

Indicativamente si possono indicare un prezzo che varia dai 30 ai 90 € per metro quadro ovviamente da intendersi per il solo legno; il costo della manodopera e dei materiali impiegati della posa in opera e da calcolare a parte.

La finitura del parquet può essere ad olio: praticamente la superficie naturale del legno a poro aperto, dove eventuali rigature possono essere riparate usando appunto apposito olio.

La finitura a vernice può essere pulita facilmente con acqua e detergente e resiste bene ad eventuali macchie e aloni; una rigatura pesante, dovuta ad esempio allo striscio di un mobile, può lasciare un segno indelebile o comunque difficilmente cancellabile.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

af1.it è mantenuto dalla mia passione.
Se vuoi sostenere af1.it fai una donazione.

Se qualche articolo ti è piaciuto e vuoi fare una donazione, ti ringrazio.

Tanti anni fa, quando c'erano ancora le lire, un bravo artista di strada, terminata la sua esibizione di giocoliere disse alla folla intorno: se il mio spettacolo vi è piaciuto, dimostratemelo, se non vi è piaciuto scrivetelo su “un deca…”

(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!

 

 

af1.it usa cookie tecnici anche di terzi per le statistiche visite e per annunci pubblicitari, per sapere come negare il consenso leggi l'informativa estesa. Cliccando su Va bene, scorrendo la pagina o continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Leggi informativa estesa

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi