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Uno che scrive

Idropittura per ambienti interni

8 minuti
aggiornato il
Pennelli con il colore sulle setole: per imbiancare casa è importante scegliere idropittura di qualià e ben traspirante

Pennelli

Pitturare le pareti è un lavoro da eseguire periodicamente per mantenere gli ambienti interni puliti e igienicamente corretti. Per l'ambiente domestico si utilizza solitamente la “ormai classica” pittura all'acqua (idropittura), traspirante, lavabile, di facile stesura. Possono essere utilizzate anche pitture diverse ma solo per esigenze specifiche (resistenza ad abrasione, pulizie frequenti, etc.), come le pitture al lattice, adatte ad esempio per uno studio professionale.

La pittura per imbiancare casa

La traspirabilità è una delle caratteristiche più importanti della pittura proprio per “lasciar respirare le pareti”, affinché i muri possano restare integri e sani, e non vi sia la possibilità per l'umidità ed eventuali muffe di attecchire.

La pittura è composta da solvente (come l'acqua), leganti, pigmenti, additivi. Una pittura è bene sia biodegradabile, sicuramente quella indicata per l'ambiente domestico in quanto non è necessario utilizzare pitture particolari.

Biodegradabile perché composta da sostanze naturali che non inquinano in nessuna misura l'ambiente domestico, ma al contrario lo rendano igienicamente corretto e perfettamente vivibile, armonioso donando colore e calore.

Il solvente (acqua) rende la pittura lavorabile affinché si possa mescolare e stendere, i leganti servono ed unire i pigmenti (colore) e la pittura e mantenerla una volta data sulla parete, gli additivi per conferire particolari caratteristiche alla pittura, come lucentezza, plasticità, opacità, migliore lavorabilità, conservanti, acceleranti, etc.

Il solvente può essere naturale come l'acqua, o idrocarburi naturali (composti che contengono carbonio e idrogeno), oppure sintetico, quello opportuno per pitturare casa è naturale ovviamente, in quanto la pittura deve essere composta da sostanze naturali.

Naturale come i leganti dati dalla calce, caseina, amido, gommalacca (considerata “resina naturale”), olio di lino, ed anche i pigmenti è opportuno siano di origine vegetale.

Quali e quante sostanze sono utilizzate per comporre la pittura ne stabiliscono la qualità della stessa. La pittura a calce è quella maggiormente utilizzata ed apprezzata per le caratteristiche che dimostra: lucentezza, notevole colore bianco, ottimo riflettente quando esposto alla luce, e proprietà antisettiche (previene anche la formazione di muffe purché ovviamente si eserciti una buona aerazione quotidiana dei locali).

Sia che si decida di pitturare da se o incaricare personale specializzato è bene utilizzare un buon prodotto (sia per quanto riguarda la pittura che per il rullo e pennelli), naturale e facile da stendere. La quantità di acqua per diluire la pittura deve portare la stessa al giusto punto di liquidità per poterla applicare sul muro con la giusta facilità.

Si parte dalla pittura bianca e poi la si rende colorata aggiungendo poche gocce di colore alla volta, mescolando la pittura già diluita di acqua, fino a quando il colore ottenuto è quello che ci si è prefissati.

Così come occorre attenzione nella scelta di una buona pittura, lo stesso criterio deve essere applicato per scegliere un buon prodotto naturale anche per quanto riguarda il colore.

Risparmiare sul prezzo di una pittura e del colore a discapito della qualità è un errore che si paga più caro del prezzo di un prodotto valido. Bene acquistare un prodotto pronto, ovvero una pittura a cui debba essere aggiunta solo acqua per diluirla in giusta misura.

In commercio ci sono additivi pubblicizzati come composti per facilitare la diluizione della pittura e la sua stesura, tuttavia una pittura valida non richiede altro che acqua. E colore nel caso non si desideri pitturare solo di bianco.

Per uno studio professionale (medico, gastronomico, etc.) può essere necessaria una pittura maggiormente resistente alle abrasioni, in quanto la pulizia dovrà essere particolarmente frequente e approfondita, la pittura al lattice può rappresentare la soluzione idonea.

Preparare le pareti prima di pitturare

Se il muro presenta scalfitture, graffi, rotture varie, è necessario portare la superficie il più liscia possibile, stuccando eventuali rotture, piccoli buchi, etc. e valutare se il caso di carteggiare il muro, con carta di vetro a grana fine, forse è meglio utilizzare il flessibile visto che le pareti sono comunque ampie, indipendentemente dalle dimensioni, quando devono essere carteggiate a mano.

La carteggiatura deve essere presa in considerazione anche laddove le pareti presentino zone particolarmente ruvide, oppure dove si sono eseguite stuccature: la parete da tinteggiare deve essere liscia affinché la pittura possa stendersi bene e risultare poi, da asciutta, omogenea.

Dopo la carteggiatura è necessario pulire il muro dalla polvere residua, e la pulizia deve essere accurata. Prima di essere imbiancata una parete deve risultare liscia e pulita.

Anche quando i muri sono particolarmente sporchi, prima di pitturare è bene lavarli, con acqua tiepida e un poco di aceto, lavare il muro con una spugna dapprima imbevuta di acqua tiepida e aceto, poi solo di acqua tiepida. Esistono anche in commercio prodotti appositi per detergere il muro prima di essere pitturato.

Se i muri presentano muffa o umidità: come prima cosa occorre stabilire se vi sono perdite di acqua dalla tubature e provvedere alle riparazioni idrauliche. La muffa può essere inibita usando candeggina pura, con pennello o tampone (non sfregare per evitare che eventuali spore della muffa possano propagarsi), da applicare direttamente laddove sia presente la zona contaminata da muffa, la candeggina deve essere lasciata agire per diverse ore, meglio fare questa operazione il giorno prima della tinteggiatura, quando i muri sono già stati eventualmente carteggiati e puliti.

Non sempre è possibile spostare tutti i mobili da una stanza quando si intende pitturare, l'ideale sarebbe avere la stanza completamente vuota, ma se non si può, ci si organizza comunque.

Il lavoro che deve essere eseguito per coprire pavimento, eventuali mobili e suppellettili vari, impiega parecchio tempo; applicare un bordo di nastro adesivo (quello di carta usato dai carrozzieri) sui battiscopa (meglio ancora una striscia di carta di giornale incollata con il nastro) e tutte le superfici da proteggere, sul pavimento si stende carta di giornale, cellophane, vecchie lenzuola, etc.

Un lavoro ben fatto e zelante per prevenire le macchie di pittura eviterà buona parte del lavoro poi; è vero che la pittura ad acqua si pulisce piuttosto facilmente, ma dal momento che si pulirà comunque il locale una volta pitturato, se è possibile evitare di smacchiare eventuali residui di pittura, ormai essiccata, dal pavimento e dagli angoli o battiscopa etc. si risparmia molto tempo e si fatica meno.

È una cosa piuttosto normale spendere il tempo necessario, anche parecchio, per coprire a dovere tutto ciò che non deve essere sporcato di pittura, si può lavorare molto meglio mentre la pittura viene applicata sulle pareti.

Se si esegue la pulizia del muro con acqua, attendere il tempo necessario perché sia asciutto prima di procedere con la tinteggiatura, se il caso rimandarla al giorno dopo.

Imbiancare i muri di casa

● In caso di prima volta in assoluto che si dipingono le pareti è necessario stendere l'aggrappante (noto anche come fissante, o primer) che deve essere dato solo una volta e mai più nelle successive tinteggiature.

L'aggrappante viene dato al muro dopo che è asciugata la stabilitura, nelle case di recente costruzione oppure in muri appena realizzati, dove non è mai stata data pittura prima. Se si omette di stendere l'aggrappante (necessario solo dopo la stabilitura e basta) la pittura data potrebbe non tenere e risultare anche parecchio brutta la finitura (es.: a macchie chiare e scure).

La stesura dell'aggrappante deve essere data in maniera omogenea e uniforme, se non ci si sente in grado è bene farlo fare all'imbianchino, se l'aggrappante non viene steso come si deve il risultato della tinteggiatura potrebbe essere davvero pessimo. Deve essere dato una sola volta ma è un lavoro che deve essere svolto bene, non ci sono mezze misure.

In caso di lavoro non eseguito bene, con la tinteggiatura si può recuperare, con l'aggrappante no.

● La pittura deve essere mescolata (con un'asse, un bastone di legno, etc.) per capire la consistenza e iniziare una prima mescola, poi si aggiunge l'acqua, poca alla volta continuando a mescolare (con tanto olio di gomito) per raggiungere la giusta consistenza, perché la pittura diventi sufficientemente liquida per essere distribuita sulle pareti.

● La prima mano solitamente si dà con il bianco. Se si deve schiarire la tinteggiatura (es.: dal colore rosso della parete si desidera passare al giallo) è bene carteggiare la parete e poi pulirla a dovere.

Se si desidera avere il bordo bianco sulle pareti, prima del soffitto, quando sarà data la prima mano di bianco, quando asciutto si può incollare il nastro adesivo di carta (dello spessore di 2 cm) proprio sotto il soffitto, quando sarà terminata la stesura del colore resterà il bordo bianco di continuità con il soffitto, una volta tolto il nastro quando il colore è asciugato (anche questo è un lavoro di pazienza ma ne vale la pena).

● Se si aggiunge il colore occorre inserire poche gocce alla volta e mescolare continuamente la pittura, partendo ovviamente da quella bianca nella quantità necessaria per pitturare la stanza, affinché sia sufficiente (non sarebbe piacevole trovare il colore giusto e poi scoprire che la pittura non basta).

● Si inizia sempre con la tinteggiatura del soffitto, poi si procede con le pareti.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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