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Impianto co2 per acquario per piante sane e acqua acida

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Fiore di Nymphaesa Lotus: importanza della corretta somministrazione di CO2 in acquario per coltivare le piante

Fiore di Nymphaesa Lotus

In un acquario di acqua dolce in cui si ha deciso di coltivare piante rigogliose, è necessario provvedere alla somministrazione di anidride carbonica, di vitale importanza per le piante, senza la quale non potrebbero dare vita alla fotosintesi e cresce bene di conseguenza.
L'impianto di erogazione di CO2 dovrebbe far parte del preventivo quando si decide di acquistare l'acquario per coltivare le piante.

Risulta basilare per la vita delle piante, ed in commercio abbiamo a disposizione una buona quantità di prodotti qualitativamente apprezzabili ed a prezzi ormai decisamente abbordabili.
Tanto per iniziare possiamo prendere in considerazione, se non vogliamo spendere molto, dei kit per l'erogazione di CO2 in acquario completi di bombole usa e getta, gruppo erogatore e apposito tubo di collegamento bombola/erogatore.

Ad onor del vero, la precisione di erogazione con questo tipo di kit non può essere controllata in modo ottimale, tuttavia se non abbiamo un acquario ricco di piante, possiamo prendere in considerazione questa ipotesi.
C'è da dire però, che i costi di un impianto di tutto rispetto, sono abbastanza contenuti, il loro impiego andrà ad ammortizzare in breve tempo la spesa sostenuta, ed in quanto all'erogazione abbiamo certamente a disposizione qualcosa di maggiormente valido ed efficace.

Acquistare un impianto di CO2

In un impianto tradizionale, la scocca della bombola è come quella di un estintore per intenderci, anche se in genere grigia ed ovviamente di dimensioni inferiori: basti pensare che indicativamente (in base alla capienza dell'acquario, la quantità di piante ed il loro fabbisogno di CO2) una bombola da 1.000 grammi può durare diversi mesi nell'utilizzo in acquario.

La loro sicurezza è assodata, l'unica premura cui dobbiamo avere è sottoporre a collaudo la bombola dopo un tot numero di anni, ma dato l'impiego che ne faremo non risulterà un problema, perché non sarà mai sottoposta a pressioni estreme.

Bisogna però fare attenzione a non esporla ai raggi solari per evitarne il potenziale surriscaldamento, e mantenerla in un ambiente con temperatura sempre inferiore ai 50-60° C, dato che si tiene in casa la temperatura è a posto, tuttavia la bombola dovrebbe essere revisionata ogni un certo numero di anni, per avere sempre la massima sicurezza di utilizzo.

Per la ricarica di CO2 ci possiamo rivolgere al nostro negoziante di fiducia, oppure anche a negozi dove trattano gli estintori, non sarà un problema per loro ricaricare l'anidride carbonica quando sarà opportuno.
Particolarmente importante il manometro da collegare alla bombola, con possibilità di monitorare costantemente la pressione di esercizio della CO2 erogata e la pressione interna alla bombola.

Accessori e prodotti mirati

Il tubo che porta CO2 al gruppo erogatore, deve essere specifico, ad alta resistenza (in caso contrario subirebbe la corrosione da parte dell'anidride carbonica) opportuno sempre utilizzare quello della fabbrica produttrice, anche perché un impianto per l'erogazione di anidride carbonica risulta completo di tutti i principali ed essenziali accessori.

Il gruppo erogatore, che può essere in materiale plastico oppure in vetro, è quello che verrà inserito all'interno dell'acquario, dotato di membrana (che può essere costituita da materiale poroso sinterizzato od altro idoneo) dalla quale la fuoriuscita di CO2 avrà luogo.

La sua regolazione avviene in primis dal manometro della valvola posta sulla bombola, e se disponiamo di più gruppi erogatori (a secondo della capienza dell'acquario) potrà tornare utile avere una ulteriore valvola di regolazione per ciascun gruppo erogatore, al fine di regolare con la massima precisione il flusso di CO2.
Questi impianti a bombola hanno dimostrato nel corso degli anni garanzia di prestazioni ottimali ed affidabilità.

Impianto CO2 innovativo

Da qualche tempo è presente sul mercato un nuovo tipo di impianto per erogazione di CO2 che non necessita di bombola.
Innovativo nel suo genere, è costituito da una lastra di carbone, inserita all'interno di un elettrodo di acciaio (che andrà posizionato all'interno dell'acquario) collegato ad un potenziometro a 12 volt alimentato a corrente 220 V, il lieve passaggio di corrente nell'elettrodo di acciaio nell'acqua produce elettrolisi, ed è proprio grazie a questo processo che il carbone inizierà a sciogliersi formando carbonio, quindi in acqua si libera CO2 pronto per essere assimilato dalle piante.

Il vantaggio di questo tipo di impianto (anche se più costoso) consiste nel non avere nessuna bombola, massima sicurezza di impiego, e durata delle lastre di carbone piuttosto prolungata nel tempo.

Erogazione di CO2

L'impianto di erogazione di anidride carbonica (CO2) dovrebbe essere, a mio parere, preventivato nella spesa che si ha intenzione di fare per coltivare tante piante, e rigogliose.

Non si tratta per quanto mi riguarda di una spesa opzionale, in quanto le piante necessitano di respirare anidride carbonica durante il giorno (quando emettono ossigeno), e viceversa respirano ossigeno la notte (quello prodotto durante il giorno) ed emettono CO2.

L'erogazione di CO2 inoltre aiuta in maniera considerevole a mantenere un ph acido ed una durezza molto bassa: due parametri spesso essenziali se si ha un acquario colmo di piante.

Esistono in commercio diverse tipologie di impianti:

Bombole usa e getta. Ovvero bombole che contengono un tot di CO2 (diversi formati), il kit è dotato di un gruppo erogatore munito di membrana che lascia uscire il gas (anidride carbonica) dopo essere stato riempito grazie alla bombola ed un tubicino apposito che va dalla bombola all'erogatore.

Il procedimento è semplice: nel contenitore (posizionato ovviamente come sempre all'interno dell'acquario) entra l'acqua, il gas emesso spinge fuori l'acqua ed in questo modo si comprende che l'erogatore è pieno.

Inizierà ad erogare CO2 molto lentamente.
Trova indicazione, a mio parere, in vasche non superiori a 60 litri di capienza circa.

Impianti con bombole a ricarica.

Questi sono impianti professionali, le bombole sono molto robuste, sono dotate per legge di una data di scadenza che implica una revisione da parte di personale autorizzato, la stessa procedura che si esegue per gli impianti antincendio per intenderci.

Ovviamente non c'è nessun motivo di maltrattare una bombola, tuttavia è sempre opportuno ricordare che dovrà essere sempre posizionata in luogo sicuro, al lontano dall'esposizione di luce solare e di alte temperature.
Viene posizionata come logico in prossimità dell'acquario e con un po' di attenzione la si tiene al riparo.

Quando la bombola è vuota viene ricaricata (rivolgetevi tranquillamente ad un centro antincendio se non ci pensa il rivenditore che ha venduto l'impianto), e non è raro che si abbiano due bombole di modo che quando una è vuota e da ricaricare la si sostituisce con quella, di scorta, già piena.

Con questo tipo di impianto si ha il manometro posizionato sul gruppo erogatore che viene allacciato alla bombola, il tubo apposito per l'erogazione di che va dal gruppo erogatore sulla bombola all'erogatore, o più d'uno, posizionato all'interno dell'acquario (sempre in basso appena sopra il fondo).

Si ha la possibilità di disporre di regolatori di flusso, indispensabili se si utilizzano più erogatori in vasca, di modo che sia facile regolare con la massima precisione ciascun erogatore, altrimenti difficilmente controllabile, e davvero non è il caso.

Impianto di erogazione CO2 tramite elettrolisi (senza bombola).

L'ho usato diverso tempo e mi sono trovato davvero bene, non esistono bombole da ricaricare, ma lastre di carbone da sostituire periodicamente (durano molto a lungo).

La lastra di carbone è all'incirca lunga 15 cm, larga 5 cm, spessa 1 cm. Viene posizionata all'interno dell'elettrodo (collocato in vasca in prossimità del fondo) che è collegato con un cavo elettrico al trasformatore (che funziona a 220 v ma la corrente di esercizio è 12 volt).

Un regolatore sul trasformatore regola l'intensità della corrente che passando in acqua crea elettrolisi che va ad erodere il carbone che rilascia, in acqua, anidride carbonica.

Fatto sta che, se si ha intenzione di coltivare un acquario colmo di piante rigogliose, e quelle a crescita medio-rapida non possono mancare, l'erogatore di CO2 è pressoché irrinunciabile.
Piante che crescono in maniera rigogliosa producono ossigeno a tutto vantaggio dei pesci.

Ovviamente l'uso del motorino che produce aria non solo è inutile in questo caso, ma andrebbe a disperdere l'anidride carbonica erogata che non verrebbe assimilata dalle piante.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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