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Filtri denitratore e con farina di diatomee fossili per acquario di acqua dolce

6 minuti
aggiornato il
Esempio di filtro per acquario: per gli acquari di acqua dolce possono essere indispensabili e comunque molto utili filtri con farina di diatomee fossili e filtri denitratori

Filtro per acquario

Il filtro denitratore ed il filtro con farina di diatomee fossili sono strumenti importanti per gli acquari di acqua dolce con molte piante.
Sono due tipologie di filtri totalmente differenti, entrambi però destinati all'acquario di acqua dolce, e possono offrire un valido supporto solo in acquari dove la presenza di piante è notevole ed in vasche dalla capienza importante. Mancando infatti l'apporto dato dalle piante, l'uso di questi filtri diventa praticamente inutile. Sono costosi ? Sì, non sono oggetti a buon mercato, ma se si intende avere un “acquario di tipo olandese” vale la pena di valutare il loro acquisto nel budget a disposizione del progetto.

Filtro denitratore per acquario di acqua dolce

L'importanza del filtro denitratore in un acquario di acqua dolce ben popolato di piante, ricopre una particolare importanza, e si rivela un prezioso strumento nella prevenzione delle alghe.

Oggi esistono in commercio anche dei piccoli kit completi di tutti gli accessori che non hanno costi particolarmente elevati, e la loro spesa dovrebbe essere messa in preventivo del filtro se si intende avere un acquario grande e ricco di piante.

In vasche con poche piante, l'efficacia del filtro denitratore viene drasticamente ridotta fino a diventare nulla; ciò che di buono è in grado di fare infatti, si rende possibile grazie alla sinergia con una buona quantità di piante presenti in acquario.

I nitriti (NO2) ed i nitrati (NO3) come ben sappiamo possono essere una delle cause scatenanti della proliferazione indesiderata di alghe, oltre che risultare sostanze potenzialmente pericolose (i nitriti sempre) per i pesci.

Nel filtro denitratore sono presenti speciali granulati, resine lavorate, plastica biodegradabile, che sono fonte di nutrimento per i microrganismi che si vengono a creare nel filtro denitratore stesso.

Batteri anaerobi (che vivono in mancanza di ossigeno) come lo Pseudomonas ed il Paracoccus, attraverso gli enzimi che possiedono sono in grado di trasformare in azoto naturale il prodotto finale di trasformazione iniziato dal filtro, e rilasciare l'azoto stesso in forma gassosa nell'aria attraverso la superficie dell'acqua.

Questi batteri hanno bisogno di un strato particolarmente ruvido e poroso dove proliferare. Il prezioso lavoro di questi microrganismi va a decomporre le sostanze inquinanti come i nitriti trasformandoli prima in nitrati ed in azoto gassoso poi.

Per funzionare correttamente, la velocità dell'acqua all'interno del filtro denitratore, deve essere davvero lenta, lentissima, per dare il giusto tempo ai batteri dapprima di formarsi, e poi permettere loro di nutrirsi della piccola quantità di ossigeno presente, e successivamente dei nitrati privati dell'ossigeno.

La velocità dell'acqua deve essere molto lenta, ma non ferma: altrimenti si verrebbe a creare anidride solforosa, chiaro sintomo di acqua stagnante e processo di sostanze in putrefazione.

In base alla capienza del nostro acquario e del filtro denitratore, possiamo stabilire la corretta velocità di entrata dell'acqua nel filtro. Creando una mancanza di ossigeno nel filtro, i batteri anaerobi hanno così il solo compito di trasformare in azoto i nitrati.

Esistono anche attivatori per accelerare la formazione dei batteri anaerobi quando il filtro denitratore è appena allestito: composti di glucosio, sia liquido o solido, si scioglie nel materiale biodegradabile sul quale i batteri possono proliferare.

In base alla capienza del filtro denitratore e dell'acquario, periodicamente dovremo sostituire il materiale che “funge” da principale nutrimento per i batteri, le resine o la plastica apposita che abbiamo inserito nel filtro denitratore.

Solitamente questi composti durano 5 – 6 mesi, indicativamente, perché ogni acquario ha vita propria, e nessuno meglio di chi lo gestisce può conoscere al meglio le esigenze dell'acquario stesso.

Una buona quantità di piante presenti nella vasca, come sappiamo consuma tutte le sostanze nutritive presenti in acqua, di conseguenza le alghe non possono attingere a residui di sostanze utili alla loro proliferazione.

Da qui la sinergia che si viene a creare tra piante e filtro denitratore nella prevenzione delle alghe.

Filtro con farina di diatomee fossili

Il filtro che utilizza come elemento filtrante le diatomee fossili, o meglio la farina delle diatomee fossili, ottenuta dalla loro polverizzazione, si rivela particolarmente utile nella gestione dell'acquario di acqua dolce.

Si tratta di un semplice filtro esterno, collegabile e scollegabile ogni qualvolta ve ne sia la necessità (il suo lavoro dura circa 24 ore dopodiché l'elemento filtrante è da ripulire perché saturo), contiene un sacchetto di cotone composto da una rete piuttosto fine, e nel cilindro del filtro andiamo ad inserire la farina.

Le diatomee in questione sono alghe unicellulari i cui sedimenti sono ritrovabili in diverse parti del globo.

La farina fossile ottenuta dalla polverizzazione ed il suo utilizzo con questo filtro, detiene un notevole potere filtrante, capace di trattenere impurità superiori al micrometro (fino a pochi anni fa si usava dire micron), ovvero un millesimo di millimetro.

Dato che molti dei batteri nocivi ai pesci sono superiori al micrometro come dimensioni, è possibile grazie all'utilizzo di questo filtro andare a depurare l'acqua in modo del tutto naturale, grazie ad una finissima filtrazione dell'acqua stessa.

Non ha alcun tipo di controindicazione, e può essere usato anche spesso.

Il costo è elevato, come per il filtro denitratore del resto. Costano molto anche sia la farina fossile che il materiale denitrante.

Se rientra però nella spesa che siamo prefissati di raggiungere, il suo utilizzo ammortizza la spesa nel tempo a tutto vantaggio di un'ottima qualità dell'acqua.

Questo filtro ha la capacità di rendere l'acqua cristallina come poche volte capita di vedere, ed abbiamo la garanzia che preleva, grazie al suo filtraggio, grandissima parte delle impurità nocive o potenzialmente nocive per i pesci, e si rivela anche un prezioso aiuto nella prevenzione delle alghe.

● Il suo utilizzo è semplicissimo: all'interno del filtro andiamo a depositare sul fondo circa quattro cucchiai da tavola colmi di farina fossile.

● Successivamente chiudiamo il filtro con il suo coperchio, dove sono collegati due tubi con i relativi raccordi:

uno di entrata e l'altro di uscita dell'acqua proveniente dall'acquario.

● Il filtro verrà posizionato in basso rispetto alla vasca, così che l'acqua proveniente dall'acquario sia inizialmente libera di cadere nel filtro.

● Una volta che il contenitore del filtro si è riempito di acqua, andremo a chiudere i rubinetti dei tubi collegati, inseriremo la presa elettrica nella corrente ed il motore del filtro si metterà in funzione.

● A questo punto faremo circolare l'acqua esclusivamente nel filtro, per un primo momento, questo andrà a distribuire in maniera uniforme la farina fossile sulle maglie dell'elemento in cotone presente nel contenitore del filtro.

● Dopo un paio di minuti l'acqua all'interno del filtro risulterà limpida, e la farina fossile si sarà distribuita in maniera uniforme sull'elemento filtrante.

● A questo punto dobbiamo chiudere il rubinetto che permette all'acqua di circolare solo nel filtro, ed aprire i rubinetti dei tubi di entrata e di uscita dell'acqua che proviene dalla vasca.

Il tubo di uscita all'estremità è munito di una sorta di aggeggio molto simile a quello della doccia, questo permette all'acqua di uscire in tanti piccoli getti che andranno a creare, grazie al loro lieve ma costante movimento, una buona quantità di ossigeno nell'acqua che contribuirà a pulire l'acqua ed anche tutto ciò che risulta presente nell'acquario.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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