Prodotti di erboristeria: possono aiutare ma non improvvisare

Tanti contenitori di tè in un tea shop: i prodotti di erboristeria possono tornare utili se usati con parsimonia (come qualsivoglia prodotto)
(photo by Julia Orige on Pixabay)

Prodotti di erboristeria possono rappresentare soluzioni interessanti per specifiche problematiche: mai improvvisare però.


Talvolta, possono rappresentare un'alternativa rispetto a farmaci che si possono evitare, soprattutto per chi ha forse troppa confidenza con il loro utilizzo.
Ricorda che le malattie vanno curate solo dal medico, e l'autoprescrizione di qualsiasi sostanza può risultare pericolosa per la salute.

Caratteristiche dei prodotti di erboristeria

È anche corretto quindi ricordare che, secondo un'indagine dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, una discreta percentuale di persone abusa di farmaci.

Evidentemente non seguono a dovere i consigli del medico, e con i farmaci non si scherza.

In alcune patologie di lieve entità, e comunque sempre con il consenso del medico, è possibile ricorrere a prodotti erboristici.

Anche in questo caso, non lasciarti influenzare dall'aggettivo “naturale&rduo; tanto in voga.

Non è assolutamente ovvio, che naturale sia meglio o peggio di una cura tradizionale, con i farmaci.

Nell'impiego di piante, erbe e loro derivati, quindi prodotti naturali, è necessario sapere cosa si intende usare, perché, quali sono i principi attivi del composto, e se comunque esistono determinate controindicazioni.

Il corpo umano, macchina meravigliosa quanto imperfetta, può manifestare reazioni diverse per ciascun soggetto.

Il prodotto di erboristeria, deve essere preparato secondo precisi canoni.

Il principio attivo di un composto, non deve risultare sottodosato, altrimenti non serve a nulla; né troppo concentrato, perché anche le erbe officinali possono causare seri danni, se non usate in modo adeguato.

Sovente, sulle etichette dei prodotti di erboristeria, non viene indicato il principio attivo cui il prodotto stesso possiede.

Negli ultimi anni, grazie alla sempre maggiore attenzione dei consumatori, anche le aziende erboristiche iniziano a prestare degna attenzione nel fornire al consumatore indicazioni più esaustive e precise possibili.

Le piante officinali, sono quelle che possiedono caratteristiche curative, provate dalla ricerca scientifica, o dalle antiche tradizioni culturali.

Attenzione però: improvvisare, è davvero sbagliato.

Fitoterapia e piante officinali

Con fitoterapia, si intende una pratica medica che prevede l'impiego di piante ed erbe opportunamente preparate (infusi, polveri, etc.), al fine di dare benessere alla persona, o lenire determinati disturbi.

Questo patrimonio culturale, arriva a noi da tempi remoti, quando ancora i farmaci non erano conosciuti dall'essere umano, quindi cercava di curarsi con i rimedi possibili, che la Natura ha messo a sua disposizione.

La fitoterapia dunque, è una pratica terapeutica che si rende possibile grazie alle proprietà curative di alcune piante officinali; proprietà che per essere considerate valide, devono essere dimostrate da studi scientifici.

La stessa scienza afferma che, per la produzione di determinati farmaci, si impiegano proprio specifiche piante, i cui principi attivi vanno a formare gli ingredienti di farmaci, prodotti dalle aziende farmaceutiche.

Però non confondere determinate terminologie, che nulla hanno a che vedere con la medicina vera e propria: fitomedicina, medicina alternativa, medicina erboristica, naturopatia, per citare alcuni esempi, sono definizioni fuorvianti, e possono creare confusione.

Va ricordato, che la fitoterapia, è un aspetto della medicina scientifica, in quanto permette di utilizzare piante officinali e composti derivati, che hanno dimostrato proprietà farmacologiche.

Diversi prodotti ottenuti da piante ed erbe, sono ricavati grazie a specifici metodi estrattivi, ciascuno dei quali è capace di fornire specifiche proprietà terapeutiche.

Prodotti ottenuti da piante officinali

L'impiego di queste sostanze, non è utilizzato solo a fini curativi, anche per prodotti cosmetici, o per la cura del corpo; olio essenziale, creme, etc.

Negli ultimi decenni, proprio nella cosmesi e nelle creme di bellezza, i prodotti di questo tipo hanno avuto un notevole successo commerciale, anche per il fatto che, diverse aziende farmaceutiche, notando l'interesse dei consumatori verso i prodotti erboristici, hanno rilevato diverse aziende erboristiche, affiancandole alle altre linee di produzione farmaceutica.

Alcuni tra i prodotti di erboristeria più conosciuti risultano essere:

• estratti;

• oli essenziali;

• prodotti in polvere;

• tisane.

Tipologie

• L'estratto, si può presentare fluido, dove la pianta viene messa a macerare con una soluzione solvente (alcool, glicerina), dove l'estratto stesso può essere idroalcolico (acqua e alcol etilico), o glicerico (Treccani).

Mentre l'estratto secco, si ottiene dopo evaporazione del solvente, presenta maggiore concentrazione, e principi attivi.

• L'olio essenziale invece, si ricava da piante che lo producono in maniera naturale, si tratta quindi di essenza ricavata dalla pianta stessa; limone, cedro, rosmarino, etc.

Sono diluiti con solvente, per attutire i principi attivi che sono molto concentrati.

• La polvere, si ricava dalla triturazione della pianta essiccata, ottenendo granulometria differente, secondo le necessità.

Polvere che può poi essere confezionata in compresse, o capsule, per facilitarne l'assunzione.

Il principio attivo è inferiore ad altre soluzioni, perché non si è svolto il processo estrattivo.

• La tisana, che si può ottenere per decotto, infusione e macerazione.

Nell'infuso, si aggiunge acqua bollente alla sostanza secca, nel decotto viene inserita in acqua fredda, e portata a ebollizione.

La macerazione invece, si ottiene lasciando la sostanza in soluzione per diverse ore, a temperatura ambiente.

L'utilizzo dei prodotti di erboristeria

Le erbe delle piante officinali ottenute nei diversi preparati, possono essere impiegate per uso medico e medicamentoso.

Il tutto sempre preventivamente sottoposto a valutazione medica: non dimenticarlo mai.

Se il medico ritiene opportuno, determinate sostanze ottenute da piante officinali, possono sostituire il farmaco chimico, o risultare complementare.

Alcuni composti, hanno effetto preventivo: come l'aglio, capace di prevenire diverse patologie di una certa entità.

Altre piante, hanno capacità di stimolare attività immunostimolante, balsami ed estratti possono curare affezioni quali bronchiti.

L'utilizzo delle erbe da parte dell'essere umano, è pratica antica, e grazie alla scienza di cui si dispone oggi, possono davvero risultare ottimi alleati, per diminuire gli effetti tossici di alcuni farmaci.

• Però, l'informazione da parte del consumatore deve essere adeguata, e quando si tratta di salute il medico è il miglior consigliere.

Diversi medici hanno fatto propria la causa della fitoterapia, quale valido aiuto, anche parallelo, al farmaco tradizionale.

Risulta però chiaro, ripeto, che l'autoprescrizione o automedicazione, sono da escludere tassativamente.