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Peperoncino: storia e caratteristiche

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Cesto in vimini colmo di peperoncini rossi piuttosto freschi

Peperoncini

Il peperoncino è il frutto di una pianta che appartiene al genere Capsicum (alla quale appartengono anche peperoni sebbene in questo articolo intendiamo parlare del peperoncino piccante), annuum è la specie che conosciamo come peperoncino piccante (Capsicum annuum), sebbene di peperoncini ne esistano un'infinità di specie e anche se tutti caratterizzati dalla caratteristica piccante possono avere caratteristiche organolettiche nonché proprietà differenti.

Cenni storici del peperoncino

Romani, Fenici, Arabi, Egizi: conoscevano commercializzavano il peperoncino, spezia dalle particolari proprietà e caratteristiche organolettiche.
Il peperoncino iniziò ad essere usato in tempi che affondano radici storiche ben lontane e remote, in Messico, in Perù ed in Cile testimonianze riscontrano che più di 5000 anni prima di Cristo (questo per quanto riguarda i peperoncino coltivato, ma per quello selvatico anche reperti archeologici ne attribuiscono la sua presenza circa 9000 anni fa) venisse utilizzato.

Fu Cristoforo Colombo che lo riportò in Europa quando ritornò dal suo viaggio dopo la scoperta dell'America, e con tutta probabilità la specie che importò apparteneva ad una differente da quella di annuum in quanto in quelle zone ancora oggi la specie più coltivata risulta essere la Capsicum chinense.

Si tratta dunque di un frutto di una spedizione largamente utilizzata dalle popolazioni indigene sin dai tempi più remoti, addirittura era denominato la droga dei poveri data la facilità di coltivazione e la proliferazione di questa pianta che cresce meravigliosamente bene quando incontra condizioni ambientali favorevoli, come quelle tropicali.

Appena fu importata in Europa non ci tenne molto per venire largamente commercializzato, utilizzato anche dei farmacisti per i suoi poteri medicinali, come molto spesso è accaduto come da Ippocrate affermato la medicina è sicuramente nato in cucina come spezia, droga capace di rendere saporiti gustosi cibi e donare piacere della degustazione degli stessi, qualcosa che già da allora faceva stare bene gli uomini quando consumavano i pasti, questo è sicuramente un motivo in più per comprendere che determinati prodotti possono avere anche effetti terapeutici e curativi.

Prima di essere coltivato anche in Europa però passarono ancora parecchi anni, il suo largo impiego anche da parte della popolazione occidentale inizio dal XVI secolo su larga scala; questo almeno quanto citato da alcune fonti storiche in quanto mi sembra davvero molto strano e insolito che non venisse largamente utilizzato anche prima, anche in Europa, specie nei paesi mediterranei anche perché non di difficile coltivazione.

Non fu definito droga dei poveri per nulla in quanto per molto tempo fu letteralmente bandito dalle tavole delle persone abbienti, in quanto il sapore forte del peperoncino era, a loro dire, fortemente contrastante con il gusto dei cibi raffinati, ma anche questioni morali pesavano su di un eventuale utilizzo del peperoncino in quanto largamente utilizzato da popolazioni indigene forse dunque a loro modo di pensare (dei ricchi) selvaggi, non all'altezza della morale dei ceti abbienti: del resto il rigore morale di un'educazione è stato spesso istigatore di pregiudizi e discriminazioni.

Pepe, piper in latino, il gusto del peperoncino richiama in una certa misura il pepe dunque probabilmente l'etimologia del nome è da ricercare qui.

Chili era chiamato dalle popolazioni indigene e così rimasto anche nella lingua inglese.

Sebbene qualcuno asserisca il peperoncino non ha origini nobili non mi trova per niente d'accordo, non comprendo cosa voglia dire avere origini nobili: in quanto cibo, frutto della terra largamente utilizzato dalle popolazioni indigene non ci trovo nulla di più nobile.

Il soprannome di diavolicchio arriva certo da pregiudizi attribuiti al peperoncino in tempi dove il suo utilizzo era attribuito alle popolazioni indigene, a dire di alcuni selvagge (quindi più vicine a pratiche diaboliche per l'ottusità di alcuni) nel significato meno nobile inteso da chi esercitava tale pregiudizio.

Caratteristiche del peperoncino

Sono davvero numerose, centinaia, le specie di peperoncino piccante, sebbene la capsaicina (un alcaloide, ovvero composto organico vegetale che dà origine al sapore estremamente piccante del peperoncino) sia la caratteristica principale che contraddistingue i frutti, le specie sono davvero molte, ciascuna capace di esprimere un sapore proprio, peculiarità molto interessante anche dal punto di vista culturale oltre che gastronomico.

Di particolare importanza risulta essere la presenza di vitamina C, il peperoncino risulta avere anche un effetto antibatterico, e come sempre accade per qualsiasi prodotto alimentare, o comunque destinato all'uso da parte dell'uomo nonché dagli animali, la moderazione ed il buon senso che vietano di arrivare all'eccesso sono sempre da rispettare.

Sebbene non debba essere utilizzato in presenza di problemi gastrointestinali perché potrebbe causare infiammazioni molto fastidiose, le sue proprietà antiossidanti possono risultare benefiche dall'organismo, e può essere impiegato anche per curare raffreddore usato in decotti oppure tritato finemente per preparazioni specifiche; il suo uso in questo senso arriva da tempi ben remoti della storia.

Il peperoncino grazie alle sue proprietà e caratteristiche organolettiche dove spicca la peculiarità piccante in assoluto, è un ingrediente di basilare importanza nella gastronomìa, ed in cucina è un ingrediente pressoché presente ovunque ed irrinunciabile in diversi casi in quanto parte integrante della ricetta per una riuscita ottimale della preparazione del piatto.

Comunque non solo vitamina C ma bensì A, B, D, PP, B2, E, K (proprietà astringente delle ferite) e ne viene attribuita una funzione vasodilatatoria, migliora inoltre la digestione e la capacità di peristalsi dello stomaco, ricordiamo però che la moderazione nell'assunzione deve essere sempre esercitata.

Sul peperoncini e sul suo utilizzo se ne dicono tante, vengono attribuite tante proprietà, alcune vere e alcune presunte; dal momento che non è ruolo di chi scrive addentrarsi in argomentazioni che non risultano di competenza, consiglio sempre a chi voglia avere specifiche ed esaustive informazioni di carattere dietetico di rivolgersi al medico di fiducia che sarà in grado di consigliare al meglio.

Detto ciò, e per il puro piacere di scrivere e condividere informazioni, al peperoncino in quanto vasodilatatore viene attribuita una migliore circolazione sanguigna, quindi migliori prestazioni sessuali, migliora la pressione sanguigna e la circolazione (insieme ad una miriade di altre proprietà vere o presunte): sentiamo un medico se intendiamo fare un uso terapetutico del peperoncino. Sempre.

Comunque sia è appurato che il peperoncino è un frutto che risulta essere, a tutti gli effetti, uno straordinario dono che la Madre Terra ha deciso di fare ai suoi figli: tanto come alimento quanto come erba medicinale.

Tra le specie certo più conosciute non possiamo non citare (e ripeterci) Capsicum annuum che comprende molteplici varietà, la specie Capsicum chinense che con la varietà habanero rappresenta uno dei sapori più piccanti in assoluto.

Sono davvero numerose le specie di questo frutto, che ha (giustamente e sin da tempi remoti) ispirato a scritture a riguardo, tant'è che sono davvero molti i testi che possiamo trovare a riguardo: la storia, la coltivazione, la raccolta, fresco od essiccato, possiamo realmente documentarci in maniera esaustiva facendo qualche ricerca.

Ricordiamo per pura curiosità che il tabasco appartiene alla specie Capsicum frutescens. Ecco un link interessante per sapere qualcosa in più sul peperoncino: accademia italiana del peperoncino.

Considerazioni riguardo il peperoncino

Capsicum chinense con molta probabilità una specie importata dalle Americhe da Cristoforo Colombo che fece conoscere all'Europa e all'Occidente questo frutto meraviglioso.

Reperti archeologici stabiliscono fanno risalire il peperoncino selvatico a circa 9000 anni fa, la sua coltivazione da parte delle popolazioni indigene del Messico del Cile del Perù risale a circa 5000 anni avanti Cristo.

Un frutto meraviglioso delle particolari caratteristiche organolettiche nonché capace di proprietà medicinali, infatti usato anche sin dall'antichità come pianta officinale per scopi terapeutici, oltre che prezioso ingrediente nella gastronomia perché il peperoncino è capace di donare in qualsiasi cibo venga abbinato una marcia in più.

Dal XVI secolo iniziò ad essere largamente impiegato anche dalla popolazione occidentale, del resto si tratta di un frutto che non può far innamorare chiunque lo assaggi almeno che non si trovi in particolare avversione per i cibi piccanti: ahimè cosa si perde chi non lo assaggia!!!

La sua coltivazione è piuttosto facile e può essere coltivato ovunque, anche sul balcone di casa se iniziamo a seminarlo verso febbraio marzo quando il freddo inizia a cedere particolarmente, nei mesi di agosto settembre possiamo raccogliere i frutti di questa pianta.

Il peperoncino in cucina viene consumato essiccato, crudo, fresco, cotto, affumicato; ma qualcosa mi dice che la fantasia di un bravo cuoco e l'appassionato di astronomia si spinge anche oltre: insomma il peperoncino e largamente utilizzato ed apprezzato in qualsiasi tipologia di cibo, dal dolce al salato.

Qualsiasi persona appassionata di cucina e gastronomia si è cimentata almeno una volta nella preparazione di un piatto con il peperoncino o addirittura della sua lavorazione; poco tempo fa una signora mi ha regalato un vasetto che conteneva peperoncino sott'olio, frutto di questa preparazione:

ha fatto bollire il peperoncino piccante della Calabria per alcune ore con fiamma lenta, poi ha frullato il tutto e lo ha inserito sott'olio in un vasetto di vetro.

Sulla pastasciutta, sul pane (bruschetta), sulla carne, sul formaggio, sulle uova (fritte, in camicia, etc.): insomma, è buono dappertutto, è capace di esaltare qualsiasi cibo con il suo sapore particolarmente forte e piccante ed il colore rosso vivo che arricchisce, e colora ulteriormente il piatto.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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