Decanter: come far decantare il vino

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Decanter con vino rosso e bottiglia: far ossigenare adeguatamente il vino è un'operazione indispensabile per poter apprezzare al meglio determinati vini, ma non tutti i vini devono essere decantati
(photo by Mike on Pixabay)

Decanter: serve a ossigenare il vino rosso invecchiato e fargli esprimere miglior profumo e sapore, ma la decantazione non va bene per qualunque vino.


L'apposito contenitore che serve per versare il vino prima di essere consumato, per ossigenare, e dividerlo da eventuali sedimenti, che ne comprometterebbero la qualità.
Per i vini rossi più datati, la decantazione dovrebbe essere la regola.

Caratteristiche del decanter

Pensa ad un vino sapientemente invecchiato, nelle botti delle cantine per tanti anni, e poi imbottigliato; è possibile non dedicargli la giusta attenzione prima di poterlo degustare?
Non merita di essere trattato come deve, di ossigenare adeguatamente, in modo che possa esprimere al meglio i profumi, e poi, solo dopo, poterlo bere?

Il decanter è un contenitore di vetro trasparente, di cristallo, molto leggero, presenta una forma allargata nella parte inferiore, dove il vino si va ad adagiare, ed il collo piuttosto ampio e allungato.

Sebbene vi siano contenitori dalle forme diverse, l'unico obiettivo è quello di permettere al vino di prendere aria, di ossigenarsi, per esaltare il bouquet.

Anche se si dovesse coprire nella parte superiore con un pezzo di stoffa, per impedire ad eventuale polvere di depositarsi nel vino, ad esempio nel caso in cui quando parecchio invecchiato necessiti di diverse ore di permanenza prima di essere consumato, l'ossigeno presente nel decanter è comunque più che sufficiente: ecco perché è sufficientemente ampio.

Alcuni, hanno la base che li regge da soli, altri hanno anche nella parte sottostante una forma leggermente conica, che non potrebbe fornire un punto di appoggio, per questo motivo in questo caso sono dotati di una sorta di anello sottostante, dove appoggiare.

In questo caso il contenitore, quindi il vino, rimane sospeso perché la base non appoggia nemmeno sul tavolo, cui comunque se si desidera si può appoggiare un morbido panno.

Questo per evitare che eventuale temperatura non adeguata sotto la base, possa alterare il bouquet del nettare; non a caso infatti, questo contenitore, così come la bottiglia di vino conservata in cantina, non deve in nessuna misura assorbire eventuale calore, che andrebbe inevitabilmente a deteriorare la qualità della bevanda.

La capienza, è adeguata per una bottiglia (75 centilitri), del resto è un'operazione, quella del travaso e ossigenazione, che deve esaltare una, tutto sommato, piccola quantità di buon vino, che da tanti anni riposa, dorme nel silenzio armonioso delle botti delle cantine, prima ancora che nelle bottiglie.

Una boccata di ossigeno, di aria fresca, a un nettare che riposa da tanti anni, non può che fare bene; anzi, per un vino sufficientemente datato, è indispensabile.

Tuttavia, anche in vini meno invecchiati, una boccata d'aria nuova, senza mai eccedere ovviamente in termini di tempo, dopo essere stato in bottiglia per un periodo di tempo più o meno lungo, è comunque qualcosa che va ad esaltare il sapore, e la struttura.

È uno strumento semplice, e il suo prezzo è alla portata di tutti; economico, ma indispensabile, per decantare il vino datato.

La necessità di esaltare l'invecchiamento del nettare d'uva, avvenuto con così tanta cura e passione, è data proprio dal fatto di non mandare perso tutto il lavoro speso, per una bevanda coì importante.

Decantazione del vino

La decantazione avviene per i vini rossi sufficientemente datati, nei vini bianchi, e in quelli rossi giovani, l'ossigenazione dovuta alla decantazione, può risultare eccessiva, andando a far disperdere tutti i profumi, e in poche parole, rovinare il vino, quindi, è sconsigliata.

Può essere sufficiente, in questi casi, la decantazione nel bicchiere: un buon bicchiere ampio e alto, dove il vino possa sprigionare tutti suoi aromi, il suo bouquet, prima di essere bevuto.

Se la bottiglia è a riposare in cantina da tempo, coricata con il collo leggermente abbassato, di modo che il vino possa bagnare il tappo, eventuali sedimenti presenti andranno a depositarsi sul fondo della bottiglia.

Ecco perché questa va sempre maneggiata con cura, delicatamente, evitando movimenti bruschi quando la si porta in posizione verticale, bensì facendolo molto lentamente.

In caso contrario, eventuali sedimenti presenti andrebbero a mescolarsi nella bottiglia, quindi nella bevanda, e ne comprometterebbero la qualità.

Il primo passo da compiere è quello di stappare la bottiglia con un buon cavatappi, in modo fermo ma senza agitare la bottiglia, non ci dev'essere nulla di traumatico, quando si maneggia un vino che da tanto tempo attende di essere svegliato.

Stappare la bottiglia

Soprattutto se il vino che si intende bere, è parecchio invecchiato, è consigliabile lasciare la bottiglia in piedi, dal giorno prima: in questo modo, eventuali sedimenti si depositano sul fondo, e questo facilita poi la mescita nella caraffa.

La stappatura della bottiglia, non dovrebbe mai fare il botto, nemmeno se si trattasse di pregiato vino spumante che ovviamente accumula gas in bottiglia, quindi pressione; la bottiglia va stappata lentamente, senza muoverla troppo.

Viene utilizzato da alcuni il porta bottiglia, che la mantiene inclinata di circa 30°, di modo che sia ancora più ferma l'operazione di apertura del tappo.

Una volta stappata la bottiglia, si procede a versare il vino nel decanter.

• Ci sono persone che sono solite mettere una candela accesa in prossimità del collo della bottiglia, vicino alla caraffa.

Può essere utilizzata anche una piccola torcia, la candela risulta comoda, per posizionare il vino in controluce quando lo si versa nel contenitore, e potersi accorgere se sono presenti sedimenti; quindi fermarsi in tempo, prima che anche questi finiscano insieme al vino.

• Nel versarlo, occorre avere mano ferma, e procedere lentamente, nel caso di vini parecchio invecchiati, dove possibile una presenza importante di sedimenti e impurità, c'è chi procede applicando una garza sul collo del contenitore, di modo che il vino versato molto lentamente dalla bottiglia, il pezzo di stoffa possa trattenere eventuali fecce.

• Quindi, nonostante la candela, o comunque una luce adeguata che illumina il vino in controluce per evidenziare i sedimenti, questa può essere un'ulteriore operazione per prevenire contaminazioni, che potrebbero compromettere la qualità del nettare che, in quanto invecchiato, da tanto tempo attende di essere bevuto.

• Una volta che si ha iniziato a versarlo nel contenitore, è bene non fermarsi, e inclinare quindi la bottiglia all'indietro, in quanto se fossero presenti eventuali sedimenti questi andrebbero a mescolarsi.

Tempo di ossigenazione

Il tempo di ossigenazione: se la decantazione è un argomento ampio, il tempo di ossigenazione lo è altrettanto.

• Dipende dal tipo di vitigno; che invecchiamento ha, quando è stato imbottigliato; sull'etichetta della bottiglia, è scritto il tempo cui è meglio stappare, prima che il vino sia consumato.

Ovviamente, un intenditore non ha bisogno di consigli; ma le indicazioni sulle etichette, servono anche ad aiutare quel consumatore, che intenditore di vino non è; magari lo diventerà.

Ogni vino necessita di un tempo specifico per potersi ossigenare a dovere, e non troppo, prima di essere consumato.

L'empirica regola di mezz'ora di ossigenazione per vino invecchiato qualche anno, ad un paio d'ore (anche 3) per vini di 10 anni, merita di avere la conferma da parte di persona competente; sommelier.

• Importante ricordare ancora come il decanter non debba in nessuna misura essere influenzato da fonti di calore, se non la temperatura ambiente, mentre il vino è al suo interno, specialmente se deve rimanere per un tempo prolungato.

Temperatura di degustazione del vino

Indicativamente, un vino rosso viene bevuto quando ha la temperatura di 18°C circa.

Potrebbe essere anche quasi a 20°C se si tratta di vino parecchio invecchiato: anche queste informazioni comunque, sono presenti sull'etichetta, e poi chiedere il parere ad una persona esperta è sempre doveroso, per un argomento così ampio, come quello del vino.

Se si è speso tempo, o denaro, o entrambi, per avere una bottiglia di vino adeguatamente invecchiato, e non si hanno le competenze sufficienti per non compromettere la decantazione, è bene chiedere a chi di vino ne sa; e bene sappiamo tutti che il vino non è un argomento su cui improvvisare.

Addirittura, vini parecchio invecchiati, oltre i 20 anni, possono deteriorare se sottoposti ad una ossigenazione così abbondante e repentina, come quella che avviene nel contenitore.

Così come risulta inutile, lasciare un vino nella bottiglia stappata da un paio d'ore, con l intenzione di farlo ossigenare, in quanto le dimensioni del collo della bottiglia non sono sufficienti per favorire l'ossigenazione.

Nonostante un buon tappo di sughero permetta comunque una certa ossigenazione del vino in bottiglia quando questa è sdraiata in cantina, la decantazione permette di far avere al vino la giusta ossigenazione, per farlo risvegliare, in modo da esprimere tutto il suo carattere, e poter essere, finalmente, degustato.

La decantazione può anche servire, può, ma non è detto che sia così, per correggere, eventualmente, difetti del vino non necessariamente invecchiato; tuttavia, far ossigenare il vino ha un perché ben preciso, non si può fare con tutti i vini.

Il parere del proprio venditore dell'enoteca di fiducia, o comunque di persona esperta, è sempre la migliore indicazione.

Scuole di pensiero

Anche in questo caso, esistono diverse scuole di pensiero, se sia utile l'uso del decanter, oppure no, anche nel caso di vini rossi particolarmente invecchiati.

Infatti, c'è chi sostiene che versare un vino invecchiato nel contenitore, provoca un'eccessiva ossigenazione, e determina uno shock nel vino, che da tanto tempo dorme.

Sostiene infatti che la semplice ossigenazione di un paio d'ore, con la bottiglia stappata, è sufficiente, oltre che più mite, meno invasiva.

In questo caso, penso che sia solo la personale esperienza, che può consigliare nel migliore dei modi, anche secondo il gusto di ciascuno, quindi: provare.

In questa pagina sul sito langhe․net trovo scritte queste parole di Robert Parker:

Non ci potrà mai essere un sostituto adeguato per il tuo palato, e nemmeno un'educazione all'assaggio del vino che possa superare l'esperienza diretta.

Può anche essere sufficiente, stappare la bottiglia ad esempio 2 ore prima e lasciare il vino dentro; solo dopo, se particolarmente invecchiato, prima di berlo lo si può travasare in altro apposito contenitore attraverso l'uso di una garza, che va a trattenere eventuali sedimenti.

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho scoperto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.