Coca Cola story: la storia della Coca Cola e dei suoi ingredienti

aggiornato il  
Coca Cola story: la storia della Coca Cola e dei suoi ingredienti e l'affascinante e inquietante aspetto nel contesto sociale
Coca Cola story

Coca Cola story: la storia affascinante ed a tratti inquietante della Coca Cola e dei suoi ingredienti nel contesto sociale.
L'indiscussa regina delle bibite gassate, indipendentemente dalle vendite, comunque sempre notevoli da quando esiste. Il soft drink, la bevanda che letteralmente ha fatto la storia tanto da diventare celeberrima in tutto il mondo con un successo commerciale senza precedenti.

  1. La storia
  2. Gli ingredienti
  3. Il consumo

Coca Cola story: la storia della Coca Cola

Coke: com'è familiarmente chiamata negli U.S.A. (Coke, Coca Cola™). Inventata da John Stith Pemberton (1831 – 1888), medico farmacista, nel 1886.

Sebbene la ricerca iniziò molto prima, quando Pemberton, colonnello dell'esercito degli Stati Confederati, rimase ferito.

Per attenuare il dolore era molto usata la morfina, salvo poi accorgersi che creava dipendenza, tra gli altri devastanti effetti collaterali.

Fu proprio per guarire dalla dipendenza, che Pemberton iniziò a cercare, come medico, alternative, con un prodotto di sua creazione denominato Pemberton's French Wine Coca, venduto nelle farmacie dietro prescrizione medica, come si usava allora.

Una bevanda considerata un tempo dalle molteplici proprietà

Quasi certamente fu ispirato dall'allora celeberrimo Vin Mariani, un tonico prodotto macerando foglie di coca in alcool, che sono un'accoppiata molto pericolosa, in quanto formano cocaetilene dato dal micidiale mix.

La cocaina era presente in quantità di circa 250 ml per litro, ancora non si conoscevano gli effetti devastanti dell'alcaloide in questione, e si tendeva per questo ad esaltarne gli effetti stimolanti.

Questo vino era consumato dai più ricchi, e offerto sul mercato come tonico dalle molteplici proprietà come quella di essere, tra le altre cose, uno stimolante sessuale.

Questa prerogativa fu adottata anche da Pemberton per pubblicizzare il suo prodotto. Le foglie di coca furono tolte dagli ingredienti della Coca Cola nel 1903, tuttavia era ancora legale: nel 1914 venne messa fuori legge negli U.S.A.

La decisione di togliere le foglie di coca ed il pregiudizio razziale

Il motivo tra l'altro per cui la coca venne tolta dalla produzione nel 1903, fu per via della pressione esercitata da quotidiani, in quanto nel sud degli States, spinti da motivi razziali, sostenevano che la presenza di foglie di coca fosse incentivo a delinquere per le persone dalla pelle nera, perché la coca esercitava dipendenza psicotica: come se per i bianchi potesse essere diverso.

La motivazione della compagnia di togliere le foglie di coca dalla bevanda, fu presa con tutta probabilità per non perdere un'importante fetta di mercato, accontentando, di fatto, chi sosteneva idee basate sul pregiudizio razziale.

La cosìddetta “Negro Cocaine Fiends” (leggi un articolo dell'epoca sul New York Times), era sostenuta come una nuova minaccia negli stati del sud.

La Coca Cola durante il proibizionismo

Per essere commercializzata su larga scala, per via della legge proibizionista dell'alcool in vigore negli Stati Uniti D'America dal 1920 al 1933, la ricetta della Coca Cola venne riveduta; la bevanda mantenne le proprietà stimolanti della noce di cola e delle foglie della pianta di coca (a cui venivano tolte le sostanze psicotrope) ed il vino presente fino ad allora nella bevanda venne sostituito dallo zucchero, o meglio, da uno sciroppo zuccherato.

La ricerca della ricetta è costata anni di studio da parte del suo inventore, creata come una bevanda stimolante, curativa, e certo non poteva immaginare l'enorme riscontro che tale bevanda potesse avere, diventando, nel corso degli anni, una delle bevande in assoluto più famose al mondo.

Anche perché la ricetta fu venduta nel 1885 ad Asa Griggs Candler (1851 – 1929), che con una campagna pubblicitaria particolarmente aggressiva riuscì in breve a dare al marchio un'impronta di successo tale da non tramontare più. Al bicchiere era venduta 5 Cents.

L'inizio del boom commerciale della Coca Cola

Paradossalmente, il suo inventore non ha mantenuto tutto il suo interesse nella bevanda analcolica, perché un anno prima della sua morte, lui si rimise a lavorare sul progetto originale, “il vino medicinale”, continuandone la produzione e la vendita nelle farmacie, che vendevano le sostanze alcoliche solo dietro la presentazione della ricetta medica.

Asa Griggs Candler invece, comprese il potenziale di questa bevanda analcolica e si diede da fare per migliorarne il gusto, e puntando tutti gli sforzi della pubblicità su di una “bevanda buona e rinfrescante”.

All'inizio del XX secolo le autorità statali e federali, si occuparono di comprendere se vi fossero sostanze potenzialmente nocive derivate dalla pianta della coca.

Gli avvocati della Coca Cola, dimostrarono che erano presenti sostanze in quantità infinitesimale derivanti dalle foglie della coca, e dovettero inoltre (pre)occuparsi anche della concorrenza, che in alcuni casi cercava di copiare il prodotto ed inoltre sostenere che la bevanda contenesse solo caffeina (quindi conseguente dolo per inesatte informazioni), non sostanze derivate dalle foglie di coca o dalle noci di cola.

Dal punto di vista del marketing però, la macchina era in moto e per niente intenzionata a fermarsi o rallentare.

Il marketing di Candler

Una (tra le altre) delle buone idee di Candler, fu quella di creare dei coupon e regalare due galloni di bevanda a chiunque la distribuisse ad un certo numero di clienti che si presentassero muniti, dove la Coca Cola era servita alla spina.

La cosìddetta soda fountain che miscela sciroppi, acqua, e anidride carbonica.

Ma il successo continuò anche dopo le soda fountains, anzi aumentò, con le vendite delle bottiglie.

Diversi impianti di produzione e imbottigliamento vennero via via aperti in altri stati oltre la Georgia (dove Atlanta è la sede della compagnia), il forte interesse per le bibite in bottiglia e le confezioni da 6, decretarono praticamente la scomparsa della distribuzione alla spina, ma la forma della bottiglia della Coca Cola, fece subito presa nel cuore delle persone come aveva fatto il logo.

I distributori refrigeranti

Nel 1919, Ernest Woodruff (1863 – 1944) e W.C. Bradley (1863 – 1947), acquistarono la compagnia ed incrementarono ulteriormente la forza della stessa, e vennero introdotti i distributori di bevanda refrigerati, destinati ad entrare nel collezionismo.

Dopo la distribuzione di bevanda alla spina, sorprendeva i clienti vedersi servire la bevanda fresca semplicemente stappando la bottiglia.

Dopo il secondo conflitto mondiale, la Coca Cola era ormai conosciuta pressoché ovunque, e come disse uno degli storici presidenti della compagnia, Roberto Goizueta anni dopo, “noi eravamo già nel mercato globale quando esserci ancora non era contemplato”, le parole ovviamente non sono identiche ma il concetto è quello, e non fa una piega.

Il successo che ha riscontrato il prodotto nell'insieme, è qualcosa di davvero incredibile.
La bottiglia in vetro con la scritta bianca su sfondo rosso appartiene ormai agli oggetti da collezione, così come i vecchi distributori refrigerati, le insegne, i cavatappi, e tutti quei gadget che la compagnia ha creato per l'imponente campagna pubblicitaria che ha sempre portato avanti.

Gli anni 80 del secolo scorso

Negli anni 80, vennero introdotte bevande senza zuccheri, seguendo (come per tanti altri prodotti alimentari del resto) la tendenza del momento in materia di salute, benessere, una comunque (spesso presunta e sostenuta per motivi speculativi dalle grandi multinazionali) maggiore presa di coscienza delle persone, nel mettere maggiore attenzione nella scelta di quanto destinato all'alimentazione.

Diverse tipologie della bevanda cercano di coprire la più ampia fetta di mercato possibile, prodotti dietetici, zero zuccheri, etc. ma per quanto riguarda gli ingredienti andiamo al prossimo paragrafo.

La storia della Coca Cola e dei suoi ingredienti, il soft drink dal successo commerciale senza precedenti
La storia della Coca Cola e dei suoi ingredienti

Gli ingredienti della Coca Cola

Ogni Paese ha le sue leggi, anche per quanto riguarda gli alimenti, quindi ingredienti ammessi e no.
Ormai la compagnia Coca Cola™ ha aziende in tantissimi paesi nel mondo, ed in ciascuno gli ingredienti possono cambiare, per rispettare le leggi dei diversi Paesi.

Talvolta gli ingredienti sono molto simili, in qualche caso uguali o quasi, in altri un po' più diversi.

Questi sono gli ingredienti:

  • Acqua
  • Anidride carbonica
  • Zucchero (Sciroppo di glucosio o dolcificanti secondo i Paesi e le loro leggi)
  • Caffeina
  • Acido fosforico
  • Colorante caramello (E150d)
  • Aromi naturali

Gli aromi naturali sono molto interessanti.

In realtà di ingredienti segreti non ce ne sono (?), è segreta la quantità di ogni ingrediente impiegato negli “Aromi naturali”, ma questo non vale solo per la Coca Cola, bensì per tutte le compagnie che producono bevande gassate simili.

Le diverse percentuali di un ingrediente, invece che di un altro, modificano il gusto della bevanda.

Occorre dire che sul segreto della ricetta, la compagnia di Atlanta ci ha ricavato molta pubblicità, e per molto tempo ha potuto “giocare” su questo aspetto; ecco cosa riporta la Legge 26 febbraio 1963, n. 441 all'articolo 19 (tratto dal sito normattiva.it):

Normative di legge in Italia

L'Autorità sanitaria provinciale, gli ispettori sanitari, i segretari tecnici e le guardie di sanità devono, salvo gli obblighi che loro incombono per legge, conservare il segreto sui processi di preparazione, produzione e conservazione delle sostanze alimentari e delle bevande, che vengono a loro conoscenza per ragioni di ufficio, sotto le sanzioni dell'articolo 623 del Codice penale.

Era, ed è, una cosa seria, lo spionaggio industriale del resto non è un mistero, e quando gli interessi sono così elevati i Governi sono chiamati in causa in quanto gli interessi, sovente, sono concomitanti con quelli del Paese.

Interessante, sempre per quanto riguarda gli aromi naturali, anche il D.P.R. del 19 maggio 1958, n. 719 articolo n. 5:

Le bibite analcooliche vendute con il nome di un frutto non a succo, ivi compreso il cedro ed il chinotto, o con il nome della relativa pianta, debbono essere preparate con sostanze provenienti dal frutto o dalla pianta di cui alla denominazione.
Alle bibite di cui al presente articolo e' consentita l'aggiunta di succhi di frutta e di sostanze aromatizzanti ed amaricanti naturali diverse dal frutto e dalla pianta a cui la denominazione si richiama.
((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 2 AGOSTO 2004, N. 230)).

Gli aromi naturali…

Quindi, estratti delle foglie di coca e delle noci di cola sono sempre stati tra gli ingredienti (tra gli aromi naturali), che da sempre contraddistinguono questa bevanda più classica e attuale che mai.

Anche se il suddetto comma è stato abrogato nel 2004 la ricetta prevede che siano presenti anche estratti dalle foglie di coca (private delle sostanze psicotrope), e le noci di cola sono la fonte della caffeina presente.

Dal 1904 in poi, le foglie di coca utilizzate sono quelle spente, non fresche, e private degli alcaloidi.

La Stepan Chemical Company è l'unica azienda statunitense autorizzata dal Governo ad importare foglie di coca che poi tratta (le priva dell'alcaloide), per essere inserite come ingrediente nella bevanda sotto forma di estratto aromatico.

Le piantagioni da cui proviene (Perù, Bolivia) sono legali, in quanto provvedono a fornire foglie di coca per uso medico.

La supervisione di FDA e DEA

L'azienda collabora con la supervisione della FDA e della DEA, in quanto produce, per molteplici aziende nei diversi mercati, composti chimici.

Le foglie di coca importate sono trattate e vendute (in quanto hanno il permesso legale) a gruppi di ricerca medici, o aziende farmaceutiche.

Quando alle foglie, quando è stato estratto l'alcaloide (per impiego medicale), devono tassativamente essere distrutte, fatta eccezione per la Coca Cola che dalle foglie impoverite estrae l'aroma.

Tutto sommato non è una faccenda da poco, se pensi che di una bevanda analcolica stiamo parlando.

Altri aromi naturali

Sempre poi negli aromi naturali, (il cui dosaggio di ogni singolo ingrediente è quello che fa la differenza), si trovano oli essenziali di agrumi (arancia, limone), di cannella, coriandolo, noce moscata, etc.

Sono state prodotte poi versioni senza caffeina, senza zucchero, con lime, al limone, etc. certamente per incontrare il gusto di quante più persone possibili, in ciascun Paese, secondo gli specifici gusti dettati dalle tradizioni. Quando le multinazionali vendono tengono conto di tutti gli aspetti possibili per riuscire sempre a incrementare le vendite.

Non tutte le versioni sono disponibili ovunque (a parte di U.S.A. ovviamente “dove immagino la bevanda sia qualcosa di quasi sacro”), ma secondo i consumi dettati dal gusto di ciascun Paese, esempio: la Coca Cola alla vaniglia in Italia non è stata disponibile, quella ai lamponi lo era solo in Nuova Zelanda, etc.

“Aromi naturali a parte, gli ingredienti basilari sono sempre quelli.”

Vecchio poster metallico piuttosto malconcio della Coca Cola appeso al muro: uno di quegli oggetti entrati nella storia a tutti gli effetti
Vecchio poster metallico malconcio della Coca Cola

Il consumo di Coca Cola

Come per qualsiasi prodotto alimentare, la moderazione è sempre buona regola per mantenere la propria salute ed il proprio benessere.
Per quanto riguarda le bibite gassate, dolci e stimolanti, il discorso potrebbe non finire più.

Dove impera il consumismo, queste bevande hanno alimentato dibattiti, gruppi pro e contro, approfondimenti da parte di associazioni di consumatori (cosa sempre apprezzabile e positiva), proprio perché l'uso smodato, comunque eccessivo, diciamolo pure l'abuso delle bibite gassate, dolci e stimolanti (tutte e tre le caratteristiche insieme), non fa per niente bene.

L'importanza di non abusare delle bibite gassate

Le bibite gassate come le cole, contengono molte calorie, perché sono parecchio edulcorate, sono stimolanti, quindi possono alterare in maniera non salutare il sistema nervoso quando se ne abusa.

Sono gassate, quindi creano parecchia aria nello stomaco; abusarne non fa affatto bene alla salute.
Come per tutti i prodotti alimentari del resto, anche se sovente non ci si pensa quasi mai.

È vero che le aziende, specialmente le multinazionali, vogliono vendere, e mettono in atto pubblicità mirate a persuadere il consumatore sulla bontà dei loro prodotti, ma nessun consumatore è obbligato ad eccedere nel consumo; ciò che può essere piacevole se assunto con moderazione, di tanto in tanto, può causare seri problemi quando se ne abusa.

Vale per lo zucchero, per il caffè, per il cioccolato, per tutto, siamo sinceri.

Se pensi nella fattispecie alle bevande gassate e analcoliche in generale, sono spesso molto dolci, dànno sì nell'immediato una sensazione rinfrescante se bevute fredde, ma fanno anche venire sete.

Le bibite gassate dissetano?

Personalmente, quando bevo una di queste bibite, anzi per dirla tutta quando bevo una Coca Cola ghiacciata, poi, dopo un attimo tracanno acqua minerale per dissetarmi davvero.

Ebbene sì. Di tanto in tanto mi lascio tentare, ma la sete si placa solo momentaneamente, quando si ha sete davvero, non quando bevi tanto per bere qualcosa.

Queste bevande possono essere particolarmente gradite come bevanda analcolica, ma non per dissetare più di tanto, non per me almeno. Una cosa è certa: abusarne non va bene.

Acqua minerale fredda e gassata, questa sì -:)

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

af1.it è mantenuto dalla mia passione.
Se vuoi sostenere af1.it dai il tuo contributo.
PayPal.me af1it

Se qualche articolo ti è piaciuto e vuoi dare un contributo, ti ringrazio.

Tanti anni fa, quando c'erano ancora le lire, un bravo artista di strada, terminata la sua esibizione di giocoliere disse alla folla intorno: se il mio spettacolo vi è piaciuto, dimostratemelo, se non vi è piaciuto scrivetelo su “un deca…”

(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!

1 Comment