Caffettiera: l’arte di preparare il caffè con la Moka

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Caffettiera
(photo by Felix Brönnimann on Pixabay)

Caffettiera: il caffè espresso è una realtà disponibile anche nelle proprie mura domestiche ma molte persone preferiscono la Moka.


Moka, caffettiera

Esistono diverse tipologie di prodotto relativi alla Moka, e tutte trovano “un ampio collaudo storico”, che ne decreta uno strumento destinato a essere utilizzato anche in futuro.
La caffettiera è per molte persone insostituibile per preparare il caffè, quando lo preferiscono in questo modo invece dell'espresso.

Storia della caffettiera

Il gusto di preparare un buon caffè, seguendo le poche regole basilari adottate dai nostri antenati, ancor oggi gode di un rituale particolarmente apprezzato, che deve poi sfociare nella degustazione di una bevanda, per noi Italiani, ma non solo, irrinunciabile: il caffè.

Quando arrivò in Italia, veniva venduto solo nelle Farmacie, ed era piuttosto costoso.

Visto l'interesse e il riscontro che fu in grado di avere, iniziarono a fare la loro comparsa le prime botteghe di caffè, a Venezia prima, ben presto seguite da altre.

Le prime bevande di caffé

Le prime volte che si rese possibile gustare la bevanda, questa veniva ottenuta facendo bollire in un pentolino, andando ad aggiungere acqua e zucchero.

Lasciata sedimentare la polvere, la si poteva bere, oppure si versava l'acqua bollita direttamente in una tazza contenente la polvere di caffè.

Caffettiera Orientale
(Photo by Maria Orlova from Pexels)

I primi esemplari di caffettiera

Furono la jabena, oppure l'Ibrik, oggi ancora in uso presso i Paesi Arabi.

Un recipiente di rame, dove viene inserito il caffè, acqua e zucchero, il tutto si mescola e si porta l'acqua a ebollizione.

Non trovò mai grande successo in Europa, e più nello specifico in Italia, dove fino al XIX secolo si continuò a bere caffè impiegando caffettiere copiate da invenzioni straniere, come quella che si capovolge, o quella a pressione.

Queste caffettiere erano in grado di produrre una bevanda piuttosto forte, che ben si legò al gusto Italiano.

Caffettiera Napoletana e Milanese

Si iniziarono però ad apportare migliorie sulle caffettiere create in altri Paesi, e per molti anni in Italia vennero utilizzate quella Napoletana, e quella Milanese.

Alfonso Bialetti

Importante e storico fu l'intervento di Alfonso Bialetti (1888-1970 biografieonline.it), che introdusse nel mercato, con la sua genialità tutta Italiana, la Moka espresso nel 1933, in grado di far degustare anche nelle abitazioni, un caffè espresso.

Alla fine del XIX secolo, la tecnologia iniziava a galoppare, e il concetto di espresso associato al caffè, diede il via a una vera e propria ricerca qualitativa e operativa da applicare alle macchine da caffè.

La caffettiera nel XX secolo

Il XX secolo lasciava intravedere notevoli sviluppi industriali, e la velocità divenne qualcosa di estremamente importante; velocità di esecuzione, velocità di produzione, le prime automobili, i primi aerei, etc.

La parola velocità divenne obiettivo comune, e la possibilità di degustare un buon caffè in tempi brevi, divenne una necessità.

La parola Espresso affiancata alla bevanda, stava a significare, e ancor oggi, proprio la rapidità con cui si rese possibile la preparazione in tempi brevi, in linea con i tempi, che rendeva possibile degustare la bevanda senza lunghe attese.

Naturalmente, la velocità relativa alla preparazione dell'espresso, non ha mai perso di vista la qualità.

La Moka espresso Bialetti

Segnò una vera e propria innovazione: la possibilità di ottenere un caffè espresso anche nelle proprie case, impensabile fino ad allora, dato che era possibile ottenere un espresso solo nei bar dotati delle prime favolose macchine, il cui primo esemplare risale al 1901 per opera dell'ingegnere Milanese Luigi Bezzera.

Le evoluzioni hanno continuato a rimanere al passo con i tempi, e ad oggi, non hanno perso il loro fascino e la loro qualità di produrre una bevanda estremamente gradevole, nonostante per espresso si intende, per la maggiore, il ristretto del bar.

Difficilmente manca, in una casa di Italiani una caffettiera come minimo.

Caratteristiche della caffettiera

Il caffè ottenuto per infusione, prevede di portare a ebollizione l'acqua, e versarla sul caffè macinato.

L'Ibrik, adotta questa tipologia di preparazione.

Solitamente, questo pentolino di rame viene riempito con caffè, acqua e zucchero suddivisi in parti prestabilite, il tutto viene mescolato mentre si fa scaldare l'acqua da portare a ebollizione.

Si lascia raffreddare la bevanda, e sedimentare la polvere di caffè, e l'operazione può anche essere ripetuta più volte.

Si ottiene un caffè dal gusto forte, e secondo le usanze locali possono essere aggiunte spezie alla bevanda.

La forza della pressione sull'acqua nella caffettiera

La caratteristica del caffè espresso invece, è quella di essere prodotto con l'impiego della pressione che esercita la sua forza sull'acqua, che attraversa la polvere di caffè.

Il concetto di applicare la pressione del vapore per far attraversare all'acqua la polvere di caffè nella Moka, è stata l'idea rivoluzionaria di Bialetti.

Le parti della caffettiera

La Moka è composta da un recipiente dove viene inserita l'acqua, all'estremità del recipiente è presente una valvola di sicurezza, che oltre segnalare quando l'acqua giunge a ebollizione, serve a lasciare sfogo al vapore acqueo, se questo dovesse trovare ostruzioni nel suo corretto passaggio.

Il filtro del caffè è a forma d'imbuto. In questo recipiente viene posizionato il macinato.

Nella parte sottostante il recipiente superiore, è presente un filtro, che ha il compito di trattenere la polvere di caffè quando questa viene attraversata dall'acqua, e una guarnizione circostante il filtro deve garantire la buona chiusura dei due recipienti.

Il recipiente superiore è quello dove verrà prodotta la bevanda ottenuta, e viene chiuso a vite sul serbatoio dell'acqua.

Il contenitore dell'acqua svolge il compito di caldaia, quando l'acqua raggiunge l'ebollizione questa viene spinta per forza della pressione creata dal vapore nel piccolo imbuto a salire, fino ad attraversare la polvere di caffè.

L'energia termica

Viene sfruttata l'energia termica del calore, per spingere, grazie al vapore e alla sua pressione, l'acqua nel recipiente superiore, dopo avere attraversato il caffè macinato.

Utilizzando un calore adeguato, generato dalla fiamma, non eccessivo, il rendimento energetico della Moka è alto, perché disperde pochissimo calore, permettendo al recipiente dell'acqua di svolgere al meglio il lavoro di caldaia.

Moka Bialetti
(Photo by Rafael Leão on Unsplash)

Tipologie

Oltre alla Moka classica, troviamo altre tipologie di caffettiere sviluppate nel tempo, condizionate dal gusto, prettamente legato alle tradizioni.

Moka Napoletana: Cuccumella

È formata da due recipienti sovrapposti, portando il gusto finale della bevanda vicino a quello del caffè espresso, mantenendo però il gusto ottenuto per infusione del caffè.

Nella Cuccumella, il recipiente inferiore è destinato a contenere l'acqua, munito della solita valvola di sicurezza.

Il contenitore del caffè con il suo imbuto, il filtro, la guarnizione in gomma e il recipiente superiore, completano le parti della caffettiera Napoletana.

La particolarità della Cuccumella, però, si trova nel fatto che i due recipienti, entrambi dotati di manico, vengono sovrapposti l'uno all'altro.

Una volta portata a ebollizione l'acqua, la fuoriuscita di vapore dalla valvola di sicurezza indica che è il momento di capovolgere la caffettiera, lasciando passare l'acqua bollente nel contenitore sottostante, attraversando la polvere di caffè posta in mezzo ai due contenitori; “il tempo dell'amicizia.”

Il contenitore ora sottostante, quello sopra durante il riscaldamento, è munito di beccuccio per versare il caffè nella tazza.

Caffettiera a stantuffo

Si compone di un recipiente di vetro, nel quale dovrà essere posta l'acqua bollente, e il caffè macinato.

Si lascia macerare il caffè, magari mescolando per facilitare l'operazione, poi, attraverso un filtro collocato sotto il coperchio del contenitore, si va a filtrare la bevanda dalla polvere.

Il filtro, largo quanto il contenitore, va a premere sul fondo la polvere, sta a chi la usa esercitare il movimento a stantuffo, in modo dolce, e la bevanda potrà essere versata pronta per essere servita: puoi guardare come in questo video su YouTube.

Caffettiera elettrica

Per ottenere invece il caffè all'americana (sigh!), vengono offerte in commercio anche caffettiere elettriche; non sono altro che recipienti in vetro dove far scaldare l'acqua, una volta bollita viene versata su di un filtro, che contiene il caffè macinato.

Non è altro che un infuso di caffè, vengono proposte in commercio caffettiere di questo tipo completamente automatizzate.

Si ottiene una bevanda molto allungata, che difficilmente (impossibile!) si lega con il gusto richiesto dagli estimatori di un buon caffè.

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho conosciuto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.
Invecchiando, ho scoperto che mi piace portare il cappello.