Aceto: storia, produzione, caratteristiche

Aceto bianco, rosso, limoni, peperoncini e arancio per un'acidità ideale nel condimento
(photo by Nähe Bonn on Pixabay)

Aceto: condimento liquido e aromatico ottenuto per fermentazione naturale o indotta nata dalla presenza di alcol e microrganismi a contatto con l'aria.

Un prezioso condimento indispensabile nella gastronomia, molto utilizzato, è il prodotto ottenuto dalla fermentazione acetica del vino, sebbene si possa trovare in commercio tranquillamente anche quello ottenuto dal malto, dalle mele, dal miele, dalla birra, dal cocco, dal sidro.

Cenni storici dell'aceto

Anche questo prodotto alimentar, affonda le sue radici storiche in tempi ben remoti, citato nella Bibbia, furono trovate tracce risalenti all'antico Egitto, Grecia, Cina, e anche nell'antica Roma era molto apprezzato, come condimento servito in piccole ciotole, in cui veniva intinta la carne e insalate, od ancora composti misti di carne e verdura.

Latino: acetum è la coniugazione del verbo aceo, che significa inacidire, in francese il prodotto è indicato come vinagre, in inglese vinegar, e sempre dal latino vinum acre, ecco dove trova origine dunque la parola.

L'utilizzo da parte degli antichi, trova riscontro anche in scritti risalenti all'antica Roma, impiegato come condimento, e con molta probabilità solo molti anni più tardi venne usato anche come conservante del cibo.

Il suo impiego, un tempo come oggi, trova riscontro anche come antesignano di componente essenziale dei moderni farmaceutici e cosmetici; veniva infatti impiegato per uso terapeutico puro o diluito, ad esempio come collutorio, oppure zuccherato come integratore di diete, o semplice rimedio contro il singhiozzo, diluito con acqua trovava applicazione per mitigare gli stati febbrili,

Questo condimento, ha praticamente accompagnato l'uomo nella sua storia, trovando sempre un impiego utile tanto al gusto, quanto alla salute; l'uso moderato infatti, è capace di avere effetti terapeutici sull'organismo.

Come condimento è impiegato sin dall'antichità, passando dal Medioevo per arrivare ai nostri giorni; con verdure, carni, formaggi, condimento capace di esaltare il gusto, e rinvigorire lo spirito.

Antinfiammatorio, lenitivo, dissetante, disinfettante, condimento: non ha mai smesso di essere parallelo alla storia dell'essere umano, parte integrante della sua evoluzione alimentare.

Produzione

Fu Louis Pasteur nel 1864 a dimostrare l'ossidazione da parte dei batteri dell'acido acetico.

Anche se l'aceto balsamico tradizionale rimane un prodotto altamente qualitativo, anche per questo dal prezzo non indifferente, anche quello di vino può raggiungere prezzi di tutto rilievo, in funzione delle uve impiegate per la produzione del vino, che viene poi utilizzato per eseguire la fermentazione acetica, e ottenere così il prodotto.

Impiegando infatti vini pregiati per la fermentazione, è logico supporre che il derivato sia di ottima qualità, sicuramente superiore alla media.

Quando l'alcol contenuto nel vino viene a contatto con l'aria, grazie all'azione dei microrganismi inizia a fermentare facendo formare in superficie una lieve patina, che si trasformerà in una massa gelatinosa conosciuta come madre dell'aceto.

La fermentazione acetica del vino, è un processo del tutto naturale, che è considerato un difetto, spunto acetico, quando va ad alterare le caratteristiche organolettiche di un vino adibito a bevanda.

Questa fermentazione, può essere attivata, indotta, grazie all'impiego di cosiddetti starter acetici, Acetobacter aceti nel vino e nel sidro, mentre Acetobacter xylinum è uno starter acetico usato per la produzione industriale del prodotto.

L'acido acetico

Capace di fungere da conservante del prodotto stesso, quando la sua presenza non è inferiore al 6%, risulta essere il responsabile dell'abbassamento del pH, come logico supporre, che indicativamente può arrivare a valori che oscillano tra 2,5 e 3,3.

Proprio grazie al mantenimento di questa acidità, l'eventuale sviluppo nocivo di microrganismi rimane bloccato.

A differenza del balsamico, dove la produzione, quindi da fermentazione, deve subire tempi prestabiliti dettati dal rigido processo che ne tutela la qualità, nei procedimenti industriali può sviluppare nell'arco che va da 1 a 5 giorni, la fermentazione del vino.

Nella produzione artigianale, prevede l'impiego di botti di legno, dove possa affinare, mentre nella produzione industriale vengono solitamente impiegate vasche metalliche. La presenza dell'acqua è solitamente molto abbondante.

Caratteristiche

L'enocianina, che deriva dalle bucce di uva, è l'unico colorante consentito nella produzione: D.P.R. 12/02/1965 n. 162, art. 49, sostituito dalla successiva legislazione del 2006 (camera․it)

Di conseguenza, le caratteristiche possono esserne condizionate dal colore; tuttavia, è opportuno ricordare come il più naturale possibile debba essere la produzione, che risulta la soluzione migliore, senza lasciarsi ingannare da piccoli trucchi o stratagemmi adottati a volte per trarre in inganno i consumatori.

Quindi, può assumere colorazioni differenti, secondo quello che è il prodotto impiegato nella fermentazione; rosso se derivante da vino rosso, bianco se da vino bianco, oppure da sidro, mele, etc.

L'aceto può anche essere aromatizzato, con rosmarino, salvia, menta, ginepro, prezzemolo, peperoncino, timo, origano, etc. dove sostanzialmente le erbe aromatiche conferiscono al prodotto il loro gusto caratteristico, esaltandolo ulteriormente.