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T-shirt: maglia di cotone per tutte le stagioni

8 minuti
aggiornato il
foto di qualche anno fa, bellissima giovane donna in T-shirt

Foto d'autore di giovane donna con la T-shirt

La t-shirt è una semplice maglia di cotone, capo di abbigliamento intimo in inverno e semplice capo di abbigliamento nelle stagioni più calde. Tanto presso il pubblico maschile (molti uomini prediligono la t-shirt) quanto quello femminile la maglietta riscuote parecchio gradimento.

Cenni storici della T-shirt

La storia della T-shirt ha inizio del XIX secolo andando semplicemente a tagliare quello che era l'ingombrante indumento intimo maschile composto da maglia a maniche lunghe e pantaloni, tutto in un unico pezzo.

Tagliando l'indumento sopra i pantaloni quel tanto che bastava per far sì che potesse essere inserito tranquillamente sotto la cintola dei calzoni una volta indossato, e tagliando le maniche lasciando la corte: a forma di T.

Ecco quindi da dove nasce l'espressione T-shirt, una maglietta di cotone o poliestere molto semplice e con le maniche corte, che richiama appunto la forma della T.

Un semplice capo di indumento da utilizzare negli ambienti con temperature calde, come fecero i minatori e gli operai che lavoravano nelle stive, si liberarono con un pizzico d'ingegno dei famigerati mutandoni con maglia ammessa.

La T-shirt fu resa celebre grazie alla Marina Militare Americana (U.S. Navy) che adottò questa maglietta come capo di abbigliamento intimo da indossare sotto la divisa, e ben presto si diffuse presso la popolazione e su larga scala come indumento intimo da indossare tranquillamente sotto qualsiasi capo di abbigliamento primario.

Tanto dei militari quanto dai lavoratori della T-shirt venne ben presto adottata come semplice ed unico capo di abbigliamento che serviva a vestire la parte superiore del corpo, durante i lavori più duri e faticosi, laddove vi fosse la necessità di lavorare in ambienti particolarmente caldi senza però correre il rischio di scottare la pelle sotto il so.

Militari, lavoratori, braccianti agricoli, le T-shirt iniziarono ad essere realizzate in diversi colori (non solamente bianche come quelle della U.S. Navy) così da risultare più gradevoli, e perché no simpatiche, andando a soddisfare molteplici gusti ed esigenze.

Mentre negli Stati Uniti d'America in questo campo di abbigliamento risultava già molto conosciuto sin dai primi anni del XIX secolo, per quanto riguarda l'Europa necessario aspettare lo sbarco degli Alleati durante la seconda guerra mondiale, fu proprio grazie ai soldati americani che la T-shirt divenne molto popolare anche da noi.

Nell'immediato periodo dopo seconda guerra mondiale i veterani statunitensi erano soliti abbinare ai pantaloni dell'uniforme la T-shirt come abbigliamento casual, come se non bastasse divi del cinema come Marlon Brando, James Dean, Paul Newman la indossarono in diversi nei loro film rendendo a tutti gli effetti di questo capo di abbigliamento non solo largamente popolare ma bensì anche accettato ed apprezzato dal mondo della moda, la T-shirt divenne il fatto un capo di abbigliamento stand-alone.

Iniziarono via via a comparire scritte, disegni, loghi personalizzati per arrivare agli anni 60 dove la T-shirt divenne un vero e proprio emblema dove la Psychedelic art sperimentava il suo modo di comunicare ai mass media il suo messaggio artistico, raffigurando le figure più disparate.

A tutti gli effetti oggi mitico esempio della T-shirt caratterizzata come espressione artistica impossibile non menzionare la ormai mitica tongue and lips degli altrettanto mitici Rolling Stones, od ancora la celeberrima I ♥ NY.

Oggi attraverso le T-shirt è possibile veicolare letteralmente messaggi pubblicitari, politici, espressioni artistiche, messaggi di protesta, stampe ricordo: insomma, attraverso la personalizzazione della T-shirt si può arrivare ovunque!!!

Caratteristiche della T-shirt

Per quanto riguarda i materiali di produzione il cotone risulta senza ombra di dubbio quello più utilizzato, personalmente utilizzo T-shirt 100% cotone tanto come indumento di biancheria intima durante l'inverno, e capo di abbigliamento primario in estate.

Sebbene la classica T-shirt sia una semplice maglietta di cotone con l'altrettanto classico girocollo e priva di bottoni, possiamo tranquillamente trovare in commercio magliette che hanno nella parte superiore appena sotto il collo dei bottoni, indicativamente tre, che conferiscono la T-shirt un ruolo ancora maggiore di capo d'abbigliamento stand-alone e non solo underwear.

Diventata ormai un capo di abbigliamento tanto popolare capace di scomodare anche gli stilisti più affermati che con i loro atelier non hanno resistito al fascino ed alla tentazione di personalizzare, con il proprio stile di proprio gusto, la T-shirt, tanto che oggi è possibile trovarne di griffate.

Anche la fibra di poliestere tuttavia risulta essere impiegata per la produzione di T-shirt, impossibile però non ricordare il Jersey stitch (tessuto Jersey cucito con il classico punto maglia).

A partire dal modello espressamente creato come capo intimo con le maniche piuttosto corte, modello comunque poi sdoganato dalle tendenze di costume come capo stand-alone, le T-shirt sono state via via prodotte nel corso degli anni con maniche più lunghe, con collo a V, indossate volutamente di taglie abbondanti (XL – XXL) per seguire determinate mode ed appartenenze, nei colori più diversificati e personalizzati, a tinta unita o multicolore.

Impatto ambientale della produzione di T-shirt

Una cosa che probabilmente siamo soliti non pensare al riguardo la T-shirt, è l'impatto ambientale davvero pesante che risulta capace di avere per la sua produzione, non solo per quanto riguarda le emissioni di CO2 dovute all'uso ingente di pesticidi impiegati nella coltivazione tradizionale cotone ma anche per quanto riguarda la perdita di efficienza del terreno stesso, che perde parte della sua fertilità, di pesticidi vanno ad inquinare la falda acquifera, inevitabilmente la salute dei coltivatori è a rischio, in poche parole si tratta deteriorare il pianeta.

L'impiego anche massiccio di prodotti chimici purtroppo non termina con la semplice coltivazione del cotone, ma prosegue per sbiancare il cotone stesso una volta che è stato ottenuto il tessuto dalla fibra.

In seguito all'utilizzo dei diversi coloranti utilizzati anche il cotone quindi può comunque dare vita a fenomeni di allergia, un'alternativa valida al metodo di tradizionale coltivazione del cotone sembra essere quello che ottiene il cosiddetto cotone biologico, denominato in questa maniera in quanto la coltivazione prevede l'utilizzo di fertilizzanti di origine vegetale e animale, la rimozione di erba infestante che andrebbe a produrre metano nella pianta del cotone, viene rimosse manualmente o comunque con l'ausilio meccanico ma non chimico, inoltre per combattere i parassiti dannosi alla pianta del cotone si usano semplicemente insetti antagonisti, e cosa molto importante vengono impiegate semenze che non abbiano subito alcun trattamento chimico da almeno quattro germinazioni.

Per ottenere la certificazione di cotone biologico è necessario un periodo minimo di tre anni dove la coltivazione non subisca alcun intervento chimico con agenti non naturali, ed i controlli effettuati devono essere piuttosto rigorosi.

Successivamente per tutte quelle che sono le operazioni di tessitura, fissaggio, colorazioni varie e sbiancamento sono banditi tutti quei prodotti nocivi o potenzialmente nocivi
non solo all'ambiente ma anche alla salute dell'essere umano, insomma una vera e propria metodologia di lavorazione che intende rispettare il naturale ordine biologico.

Probabilmente questo aspetto non tutti lo considerano, come ad esempio l'uso della carta igienica riciclata capace di ridurre in maniera positiva l'impatto ambientale.

Vale dunque la pena pensarci.

Decorazioni sulle T-shirt

L'espressione artistica dagli anni 60 in avanti ha caratterizzato fortemente le T-shirt, usate molto spesso come vero e proprio oggetto di comunicazione (si pensi alle imponenti campagne elettorali dove slogan i nomi dei candidati sono presenti in bella vista), a fini pubblicitari, politici, sportivi, sociali, storici.

Questo è indubbiamente uno degli aspetti più affascinanti delle T-shirt che probabilmente ancor prima degli anni 60, dagli anni 50 iniziarono ad essere prodotte con tutta una serie di nomi di città, di località, protagonisti dei fumetti e dei cartoni animati, incentivando in misura notevole la produzione della stampa nella tessitura.

Ovviamente stiamo sempre parlando degli Stati Uniti, dove poi sì che dagli anni 60 in avanti vennero davvero prodotte tutta una serie di T-shirt, che sebbene il mezzo pubblicitario fosse sempre anche il fine, entrate nel cuore di tanti giovani e meno giovani, di collezionisti, di amanti degli oggetti particolari, e dell'abbigliamento casual.

Pensiamo alla ringer T-shirt, che aveva allora il bordo del collo e delle maniche di colore differente dalla maglietta, oppure la T-shirt completamente nera invece che completamente bianca, od ancora quelle a sfondo nero sul cui retro campeggiavano, e campeggiano ancora, loghi delle band di motociclisti.

I metodi di stampa utilizzati sono stati davvero molti, stampa a caldo con PVC (non dimentichiamo comunque il tasso di pericolosità del PVC durante la lavorazione), serigrafia con inchiostri ad acqua che successivamente prevedono una cottura in forno, disegni e colorazioni a spruzzo, loghi di stoffa cuciti ed applicati alla T-shirt, giusto per citare qualche tipologia impiegata per ottenere le decorazioni.

Da non dimenticare anche le T-shirt senza maniche usate negli anni 70, quelle con le scritte più diverse, dal No alla guerra a quelle raffiguranti volti dei più svariati personaggi storici, politici, musicali, etc.

 

               

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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