T-shirt: maglia di cotone per tutte le stagioni

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foto di qualche anno fa, bellissima giovane donna in T-shirt
Foto d'autore di giovane donna con la T-shirt (photo by Les Anderson on Unsplash)

T-shirt: un indumento tanto semplice quanto largamente utilizzato a tal punto che fa parte della storia dell'abbigliamento.

Tanto semplice quanto comoda

La T-shirt è una semplice maglia di cotone, usata anche come capo di abbigliamento intimo e da indossare come maglia nelle stagioni più calde. Tanto presso il pubblico maschile, quanto quello femminile, la maglietta di cotone riscuote parecchio gradimento.

Cenni storici della T-shirt

La storia della T-shirt, ha inizio del XIX secolo, andando semplicemente a tagliare quello che era l'ingombrante indumento intimo maschile, composto da maglia a maniche lunghe e pantaloni, tutto in un unico pezzo.

La forma della T

Tagliando l'indumento sopra i pantaloni, quel tanto che bastava per far sì che potesse essere inserito sotto la cintola dei calzoni una volta indossato, e tagliando le maniche lasciandole corte: a forma di T.

Ecco quindi da dove nasce l'espressione T-shirt, una maglietta di cotone o poliestere molto semplice e con le maniche corte, che richiama la forma della T.

Indossata da minatori e operai

Un semplice capo di indumento da utilizzare negli ambienti con temperature calde, come fecero i minatori, e gli operai che lavoravano nelle stive, si liberarono con un po' d'ingegno dei famigerati mutandoni con maglia ammessa.

Resa celebre dalla US Navy

La T-shirt fu resa celebre dalla Marina Militare Americana (U.S. Navy) che adottò questa maglietta come capo di abbigliamento intimo da indossare sotto la divisa.

Ben presto si diffuse anche presso la popolazione civile, e su larga scala come indumento intimo da indossare sotto la camicia, o una maglia.

Un comune capo di abbigliamento

Tanto dai militari, quanto dai lavoratori, la T-shirt venne ben presto adottata come semplice ed unico capo di abbigliamento per vestire la parte superiore del corpo.

Durante il lavoro

Indossata spesso anche sul lavoro, spesso duro e faticoso, laddove vi fosse la necessità di lavorare in ambienti particolarmente caldi, anche all'aperto senza però correre il rischio di scottare la pelle sotto il calore del Sole.

Nata bianca

Militari, lavoratori, braccianti agricoli; le T-shirt iniziarono ad essere realizzate in diversi colori (non solamente bianche come quelle della U.S. Navy) così da risultare più gradevoli, e perché no simpatiche, andando a soddisfare molteplici gusti ed esigenze.

In Europa

Mentre negli Stati Uniti d'America questo capo di abbigliamento risultava già molto conosciuto sin dai primi anni del XIX secolo, per quanto riguarda l'Europa fu necessario aspettare lo sbarco degli Alleati durante la seconda guerra mondiale, fu proprio grazie ai soldati americani che la T-shirt divenne molto popolare anche da noi.

I veterani statunitensi

Nell'immediato periodo dopo seconda guerra mondiale, i veterani statunitensi erano soliti abbinare ai pantaloni dell'uniforme la T-shirt, come abbigliamento casual.

I divi del cinema

Come se non bastasse, divi del cinema come Marlon Brando, James Dean, Paul Newman la indossarono in diversi dei loro film, rendendo a tutti gli effetti di questo capo di abbigliamento, non solo ulteriormente popolare, bensì anche accettato ed apprezzato dal mondo della moda, la T-shirt divenne di fatto un capo di abbigliamento stand-alone.

Famosa grazie alle fanciulle

Anche le ragazze iniziarono ad indossare questa maglia, contribuendo in modo determinante all'ulteriore consacrazione della T-Shirt nel mondo nella moda, grazie alla sensualità prettamente femminile, che hanno sdoganato questa maglia molto utilizzata anche dalle donne.

I disegni sulla maglia

Iniziarono a comparire scritte, disegni, loghi personalizzati per arrivare negli anni 60, dove la T-shirt divenne un vero e proprio emblema, dove la Psychedelic art (take a look) sperimentava il suo modo di comunicare ai mass media il suo messaggio artistico, raffigurando le figure più disparate.

Un celeberrimo esempio

A tutti gli effetti, oggi celeberrimo esempio della T-shirt caratterizzata come espressione artistica, impossibile non menzionare la ormai mitica tongue and lips degli altrettanto mitici Rolling Stones, od ancora la celeberrima I ♥ NY.

Una maglia in grado di veicolare messaggi

Attraverso le T-shirt, è possibile veicolare letteralmente messaggi pubblicitari, politici, espressioni artistiche, messaggi di protesta, stampe: attraverso la sua personalizzazione, si può arrivare ovunque.

T-shirt in cotone

Per quanto riguarda i materiali di produzione, il cotone risulta senza ombra di dubbio quello più utilizzato; personalmente utilizzo la T-shirt 100% cotone, tanto come canottiera durante l'inverno, e capo di abbigliamento stand-alone in estate.

Con i bottoni

Sebbene la classica T-shirt sia una semplice maglietta di cotone, con l'altrettanto classico girocollo e priva di bottoni, si trovano in commercio maglie che hanno nella parte superiore, appena sotto il collo, dei bottoni, indicativamente tre, che conferiscono alla T-shirt un ruolo ancora maggiore di capo d'abbigliamento stand-alone, e non solo underwear.

Griffata

Diventata ormai un capo di abbigliamento tanto popolare, capace di scomodare anche gli stilisti più affermati, che con i loro atelier non hanno resistito al fascino di questa semplice magia, ed al desiderio di personalizzare la T-shirt, tanto che oggi è possibile trovarne di griffate: che per dirla tutta costano anche cifre assurde, per me incomprensibili, quasi un inno allo spreco.

In poliestere

Anche la fibra di poliestere, è impiegata per la produzione di T-shirt, impossibile però non ricordare il Jersey stitch (tessuto Jersey, questo, cucito con il classico punto maglia).

A partire dal modello espressamente creato come capo intimo con le maniche piuttosto corte, comunque poi sdoganato dalle tendenze di costume come capo stand-alone, le T-shirt sono state prodotte nel corso degli anni con maniche più lunghe, con collo a V, indossate volutamente di taglie abbondanti (XLXXL) per seguire determinate mode, ed appartenenze, nei colori più diversificati e personalizzati, a tinta unita o multicolore.

Al di là di tutto, si tratta di un capo di abbigliamento semplice, versatile, comodo, unico.

Impatto ambientale della produzione di T-shirt

Una cosa che probabilmente siamo soliti non pensare al riguardo la T-shirt, è l'impatto ambientale davvero pesante che risulta capace di avere per la sua produzione.

L'uso di pesticidi e la coltivazione del cotone

Non solo per quanto riguarda le emissioni di CO2 dovute all'uso ingente di pesticidi impiegati nella coltivazione tradizionale del cotone, anche per quanto riguarda la perdita di efficienza del terreno stesso, che perde parte della sua fertilità.

I pesticidi vanno ad inquinare la falda acquifera, inevitabilmente la salute dei coltivatori è a rischio, in poche parole si tratta deteriorare il pianeta.

Lo sbiancamento del cotone

L'impiego anche massiccio di prodotti chimici purtroppo non termina con la semplice coltivazione del cotone, ma prosegue per sbiancare il cotone stesso, una volta che è stato ottenuto il tessuto dalla fibra.

I coloranti

In seguito all'impiego dei diversi coloranti usati, anche il cotone può dare vita a fenomeni di allergia, un'alternativa valida al metodo di tradizionale di coltivazione del cotone, sembra essere quello che ottiene il cosiddetto cotone biologico.

Cotone biologico

Denominato in questo modo, in quanto la coltivazione prevede l'utilizzo di fertilizzanti di origine vegetale e animale.

La rimozione di erba infestante, che andrebbe a produrre metano nella pianta del cotone, viene rimosso manualmente, o comunque con l'ausilio meccanico, ma non chimico.

Inoltre, per combattere i parassiti dannosi alla pianta del cotone, si usano semplicemente insetti antagonisti, e cosa molto importante, vengono impiegate semenze che non abbiano subito alcun trattamento chimico da almeno quattro germinazioni.

Certificazione

Per ottenere la certificazione di cotone biologico, è necessario un periodo minimo di 3 anni dove la coltivazione non subisca alcun intervento chimico, con agenti non naturali, ed i controlli effettuati devono essere piuttosto rigorosi.

Successivamente, per tutte quelle che sono le operazioni di tessitura, fissaggio, sbiancamento, colorazione, sono banditi tutti quei prodotti nocivi o potenzialmente nocivi, per l'ambiente e per la salute dell'essere umano: una vera e propria metodologia di lavorazione che intende rispettare il naturale ordine biologico.

Probabilmente questo aspetto non tutti lo considerano, come ad esempio l'uso della carta igienica riciclata, capace di ridurre in maniera positiva l'impatto ambientale.

Decorazioni sulle T-shirt

L'espressione artistica dagli anni 60 in avanti, ha caratterizzato fortemente le T-shirt, usate molto spesso come vero e proprio oggetto di comunicazione.

Pensa alle imponenti campagne elettorali, dove slogan e nomi dei candidati, sono presenti in bella vista, a fini pubblicitari, politici, sportivi, sociali, storici.

L'aspetto interessante delle decorazioni

Questo è indubbiamente uno degli aspetti più affascinanti delle T-shirt, non quello dell'uso politico, che probabilmente ancor prima degli anni 60, dagli anni 50 iniziarono ad essere prodotte con tutta una serie di nomi di città, di località, protagonisti dei fumetti e dei cartoni animati, incentivando in misura notevole la produzione della stampa nella tessitura.

Sempre gli States

Per lo più si tratta sempre degli States, dove poi sì che dagli anni 60 in poi, vennero davvero prodotte tutta una serie di T-shirt, che sebbene il mezzo pubblicitario fosse sempre il fine, sono entrate nel cuore di tanti giovani e meno giovani, di collezionisti, di amanti degli oggetti particolari, e dell'abbigliamento casual.

Ringer T-Shirt

La ringer T-shirt, che ha allora il bordo del collo, e delle maniche, di colore differente dalla maglietta, oppure la T-shirt completamente nera invece che completamente bianca, od ancora quelle a sfondo nero sul cui retro campeggiano i loghi dei bikers.

Metodi di stampa

I metodi di stampa utilizzati sono stati davvero tanti;

stampa a caldo con materiali plastici;

serigrafia con inchiostri ad acqua, che successivamente prevedono una cottura in forno, per risultare stabili;

disegni e colorazioni a spruzzo;

loghi di stoffa cuciti ed applicati alla T-shirt: questa per me la soluzione migliore, e si esce dal metodo di stampa.

Da ricordare anche le T-shirt senza maniche, usate negli anni 70.

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Felice Amadeo

L'autore: Felice Amadeo
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