Pantaloni: il capo di abbigliamento più indossato?

Pantaloni blue jeans stesi al sole ad asciugare: i pantaloni sono senza ombra di dubbio uno dei capi di abbigliamento maggiormente indossati da uomini e donne
Pantaloni blue jeans (photo by Cohdra on Morguefile)

I pantaloni sono probabilmente il capo di abbigliamento più usato in assoluto, tanto dalle donne quanto dagli uomini.


Chi porta i pantaloni?!

Il celeberrimo capo di abbigliamento che veste le gambe, unisex, nonostante nell'immaginario collettivo dovuto ad un retaggio storico possa ispirare e richiamare la virilità maschile, sono ampiamente vestiti anche dalle donne, e con grande stile.

Cenni storici dei pantaloni

Con tutta probabilità i pantaloni furono creati per essere un indumento che risultasse comodo nel cavalcare, sebbene la loro comparsa potrebbe risalire al periodo paleolitico, in quanto arti figurative risalenti a tale periodo storico, rappresentano l'utilizzo di indumenti molto simili.

La comparsa dei pantaloni sembra essere contemporanea all'inizio dell'equitazione da parte dell'essere umano, con tutta probabilità da parte di popolazioni dell'antica Persia, in quanto la capacità già allora affermata di lavorare le pelli e renderle particolarmente morbide, quindi adatte ad essere utilizzate per la creazione di indumenti, rese possibile la realizzazione di pantaloni adatti a cavalcare.

Si risale dunque compatibilmente ad un periodo del VI secolo a.C. e presumibilmente venivano indossati tanto dagli uomini, quanto dalle donne, in quanto molto comodi da portare.

L'impiego trovò ben presto largo utilizzo in gran parte dell'Oriente, mentre la allora Repubblica di Roma, considerava l'abbigliamento dei Greci (fatto di tuniche, drappi, vesti) come simbolo di modernità e di civilizzazione, di conseguenza considerava i pantaloni una sorta di emblema barbaro.

Furono proprio i Barbari che li usavano, e li trovavano ottimi per riparare dal freddo la parte inferiore del corpo.

L'estensione dell'Impero Romano oltre il Mediterraneo

Quando però l'Impero Romano, iniziò ad estendersi anche oltre il Mediterraneo, ci si rese conto che la portabilità dei pantaloni e un maggior calore distribuito alle gambe, faceva di questo indumento un capo di abbigliamento senza dubbio molto interessante, che non solo venne rivalutato, ma iniziò ad essere portato anche in Roma.

Dapprima furono ostacolati perché considerati un indumento volgare, poi però vennero giustamente rivalutati.

In particolare sono da ricordare i modelli denominati feminalia (take a look), portati talvolta sotto le tuniche, lunghi circa fino a metà polpaccio o almeno sotto le ginocchia, ed i braccae, che invece erano lunghi fino sopra i piedi; solitamente piuttosto larghi, legati con un laccio sia in vita, che alle caviglie.

L'impiego di questo indumento cominciò a diffondersi ulteriormente, sia in Europa che in Oriente, utilizzando diversi tessuti: lana, pelli, seta, cotone. Oltre l'uso militare, anche per quello civile, iniziando ad incontrare i gusti soggettivi.

Pantaloni di molteplici forme e lavorazioni risalenti al Medioevo, sono stati oggetto di numerosi ritrovamenti, tanto in Europa quanto in Oriente.

I colori

Interessante come via via che l'indumento prendeva piede nelle diverse classi sociali, il gusto per il colore iniziò a proporre pantaloni, e vestiti, che andavano anche oltre il nero.

Larghi in pelle, attillati in cotone o lana, dapprima solo come sottoveste, poi come indumento vero e proprio, realizzati in tessuti più pregiati per i ricchi, e più economici per i poveri, i pantaloni hanno preso sempre maggiore spazio, fino ad arrivare nel XX secolo dove, grazie anche ai blue jeans, hanno sistematicamente colonizzato il pianeta quasi per intero.

Per molto tempo, i pantaloni indossati dalle donne erano considerati una sorta di tabù, durante gli anni 60 negli U.S.A. l'utilizzo ampio di questo indumento da parte delle donne servì ad infrangere anche questo stereotipo.

Tipologie di pantaloni

Hanno dato vita ad una miriade di modelli, la cui realizzazione è in continua evoluzione per quanto riguarda ricerca del disegno, dei tessuti, delle forme.

Pantaloni realizzati in lana (invernali) o cotone (estivi), possono essere capi eleganti vista la duttilità dei tessuti, che ben si prestano ad essere lavorati e tagliati secondo quelli che possono essere gli schemi del classico pantalone a sigaretta, a tubo se si preferisce, oppure leggermente più stretto a calare nella parte inferiore, piuttosto in voga negli anni 50, per quanto riguarda i modelli largamente utilizzati all'epoca.

Le diverse tipologie dei modelli sono influenzate dal tessuto: il jeans risulta certamente indicato per un capo più sportivo, casual, la lana, od il cotone più indicati per realizzare un capo elegante, oppure pelle, finta pelle (ecopelle), velluto, fustagno, etc.

Le cuciture, le tasche, la cerniera lampo invece che i bottoni, o il gancio superiore interno con cerniera inferiore nei modelli eleganti, sono da tenere ben presenti secondo le specifiche esigenze di portabilità.

Pantaloni su misura

Tanto per donna quanto per uomo, gli abiti su misura sono forse l'ambizione di tanti, nella fattispecie i pantaloni.

Bravi sarti, inevitabilmente maestri artigiani, una volta prese le misure dell'individuo, procedono a far scegliere il tessuto consigliando ovviamente secondo la loro esperienza, e il cliente esprime quello che è il suo desiderio che intende vedere realizzato.

Pochi ma buoni: certamente il prezzo di un capo di abbigliamento realizzato su misura è superiore rispetto ad un capo acquistato prêt à porter, tuttavia occorre tenere presente che, un paio di pantaloni (in questo caso) espressamente realizzati su misura, risulteranno realmente cuciti addosso, ben portabili, particolarmente eleganti perché realizzati espressamente ed unicamente per uno specifico soggetto, indipendentemente dal tipo di tessuto utilizzato.

Di buon tessuto, e ben realizzati, dimostrano anche una lunga durata nel tempo, e la cura delle cuciture e del dettaglio della fattura artigianale, fa la differenza.