Abbigliamento intimo femminile: storia e indumenti

Il corsetto, uno degli accessori storici dell'abbigliamento intimo femminile
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L'abbigliamento intimo femminile ha accompagnato l'evoluzione sociale della donna nella storia.

Nell'antica Grecia, l'antenato del reggiseno era chiamato “apodesme”, una sorta di cintura posizionata sul seno, e il “subligaculum” nell'antica Roma, erano gli indumenti intimi.

Cenni storici dell'abbigliamento intimo femminile

La lingerie, ha accompagnato l'evoluzione sociale della donna, e del suo importante ruolo nella società, anche se ha dovuto lottare, e ancora non ha smesso, di avere i suoi diritti.

Fece la sua comparsa nell'antichità, in Grecia ed in Egitto, dove delle tuniche di lino, o comunque di un tessuto molto fine e leggero, ricoprivano dal collo ai piedi, il corpo femminile.

Con il passare degli anni, si arrivò all'antenato del reggiseno, una sorta di fascia in pelle che cingeva il petto.
Altre guaine, sempre in pelle, per cingere la vita.

Questi indumenti, in periodi storici diversi, avevano il ruolo di comprimere, nascondere in qualche modo le forme femminili, per via del fatto che i diversi costumi del tempo, imponevano alle donne di non mostrare; e in alcune culture, ` ancora così.

Ed è una cosa maledettamente triste, imporre alla Donna, il volere dell'uomo, ma alcune tradizioni, se così vogliamo definirle, sono dure ad evolversi.

Nel XIX e XX secolo

Quando nell'800, gli indumenti di abbigliamento intimo da donna, erano relegati a mutandoni e busti ingombranti, questo significava ancora un ruolo secondario della femmina.

Una sorta di, neanche tanto celata schiavitù; costretta a muoversi in abiti intimi scomodissimi, per convenienze dettate dalla società, o meglio dagli uomini.

Indumenti che certamente, impacciavano il naturale movimento, ed era di per sé un ruolo di imposizione, di costrizione.

Dal 1900 in poi, l'intimo femminile ha vissuto una vera e propria rivoluzione, anche culturale, almeno per quanto riguarda determinati Paesi; non tutti.

Il reggiseno, la sottoveste, gli slip che sostituirono i vecchi e ingombranti mutandoni, presero piede a tal punto che iniziò la produzione e commercializzazione su scala industriale della lingerie.

Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, con l'avvento negli anni 50 del primo timido benessere economico, anche i capi di intimo femminile trovarono presto commercio, andando a unire eleganza, sobrietà, seduzione, e maggiore semplicità di utilizzo, rispetto ai vecchi indumenti che richiedevano più dame di aiuto, per poter essere indossati.

La storia più recente

Col passare degli anni, gli indumenti di intimo femminile, hanno rappresentato per la donna una sempre crescente libertà, dovuta alla portabilità, ma che stava a rappresentare una crescente posizione nella società.

E ogni volta che si tenta di fare queste affermazioni, è impossibile non pensare all'odierna disparità di trattamento, anche se siamo nel XXI secolo.

Il reggiseno, classico o a balconcino, trasparente, minimale, poi i collant, le calze in nylon e in seta, poi di nuovo nella storia, corsetti e reggicalze, questa volta però non ingombranti e scomodi come i loro antenati, al contrario, creati per arricchire la seduzione dell'intimo femminile.

La lingerie è entrata di prepotenza nell'abbigliamento della donna, portando con sé nuova forma di espressione, e seduzione.

Materiali di produzione

I materiali impiegati nella produzione di intimo, rivestono particolare importanza.
Tessuti come seta, lana, cotone, lino, e tessuti sintetici, che negli ultimi decenni hanno raggiunto ottimi livelli qualitativi.

Microfibre come la poliammide (nylon) e l'elastam (fibra sintetica derivata dal poliuretano), sono in grado di donare maggiore resistenza ed elasticità, ai capi di intimo.

La scelta dell'abbigliamento intimo più appropriato, deve quindi essere legata alla qualità dei materiali impiegati nella produzione.

La giusta attenzione va messa anche nella scelta di quelli che sono materiali complementari: le mollette dei reggicalze, i piccoli ganci del reggiseno, è opportuno che non vadano a irritare, ma possano risultare parte integrante del capo di abbigliamento intimo.

Baby doll

Il baby doll, è un indumento intimo femminile costituito da una sorta di camicia più o meno corta, sbracciato e sorretto da spalline, oppure stretto al seno.

Alcuni modelli vengono usati come pigiama, mentre altri sono entrati a pieno diritto nel seduttivo abbigliamento intimo femminile, visto l'affascinante risultato estetico della donna che lo indossa.

Indumento intimo femminile e seduttivo per eccellenza, è stato reso famoso ai più da Carroll Baker, bellissima attrice, in un film dal titolo omonimo (Baby Doll del 1956 su Wikipedia), per la regia di Elia Kazan.

Questo miniabito molto leggero e succinto, diventò ben presto nell'immaginario collettivo, un capo seduttivo che richiama anche in parte l'aspetto da lolita, delle donna che lo indossa.

Carroll Baker

Vinse un oscar nel 1957 grazie alla sua interpretazione nel film, tratto da un racconto di Tenessee Williams.

Da allora in poi, i migliori sarti hanno dato sfogo alla loro creatività, nel disegnare sempre nuovi e particolari modelli di questo capo intimo, capace di particolare bellezza ed eleganza seduttiva, raffinata e lolitesca.

Un capo di intimo che necessariamente deve essere prodotto con materiali leggerissimi, e ovviamente di buona qualità.

Doll, termine inglese che significa bambola, è sempre stato associato alla definizione di lolita, donna in fiore per eccellenza, che scopre la carica seduttiva del proprio fascino.

Viene spesso proposto in materiale molto fine e trasparente, o semi-trasparente, seta, lino, o fibre sintetiche.
Il baby doll, può essere lavorato con pizzi, piccoli lacci colorati, che rendono l'ornamento molto elaborato.

Calze e collant

Risulta curioso, come la parola calze sia associata all'indumento femminile, le calze da donna in parole povere.

Anzi, proprio qui il punto, quando dici calze, è sottinteso siano da donna, mentre anticamente erano intesi anche quelli che comunemente chiamiamo calzini, per uomo, che sovente sono comunque indossati anche dalle donne, essendo un accessorio unisex, pratico e comodo.

Il reggicalze e le giarrettiere, sono accessori prettamente pensati per sostenere le calze, che altrimenti potrebbero scivolare se non sostenute adeguatamente, sebbene ormai anche le autoreggenti siano consolidate.

Sebbene in larga parte siano stati sostituiti dalle calze elastiche, quando ancora le calze non lo erano si rendeva necessario sostenerle con reggicalze e giarrettiere, che comunque non sono mai passati di moda, in quanto rimangono accessori importanti dell'intimo femminile.

Prima degli anni 50 e 60, erano accessori indispensabili per portare le calze, prima dell'inizio della produzione non più solo in nylon, bensì con additivi elasticizzanti, grazie ai quali sono stati creati i collant.

Grazie all'impiego del nylon per la produzione, la scelta si rivelò subito azzeccata, sin dagli anni 30, per la robustezza e versatilità dimostrata dal materiale, dall'estrema leggerezza e consistenza.

Vestiti di prima necessità

Essendo un tempo considerato accessorio più di bellezza che di prima necessità, fu solo nel dopoguerra che iniziò la sua commercializzazione su larga scala; come per gran parte, non solo dell'abbigliamento intimo, ma di tutti quei prodotti che non rientravano nella categoria dei beni necessari.

Solo quando le nazioni occidentali iniziarono a riprendersi anche dal punto di vista economico dopo la seconda guerra mondiale, le calze entrarono a pieno titolo, e su larga scala, come facenti parte dell'abbigliamento intimo femminile.

Nylon ed Elastam

Sono i materiali più impiegato nella produzione di calze e collant.

Derivato dal petrolio, viene ricavato come filato dopo una serie di processi di lavorazione, per essere trasformato in polimero prima, e in filato poi.

Quando viene aggiunto elastam (fibra sintetica poliuretanica capace di grande elasticità) al nylon, contribuisce in maniera determinante a dare alla calza maggior resistenza, trasparenza, elasticità.

Il collant è un tipo di calza che copre in maniera totale la gamba arrivando fino alla vita.

Carica seduttiva certamente maggiore nelle calze, che arrivano fino alla coscia e terminano solitamente con una banda elastica rinforzata, che può fungere quasi da reggicalza.

Altri tipi di calze e collant

Le calze autoreggenti, trovano certamente in questa banda posta sulla coscia il loro punto di forza, grazie alla presenza di silicone nella fascia rinforzata all'altezza della coscia, sono in grado di non far scivolare l'indumento; per questo, definito autoreggente.

I gambaletti, arrivano solo fin sotto il ginocchio, prettamente pensati per essere pratici.

Ci sono calze che alcune donne indossano solo per essere usate esclusivamente con il reggicalze, che cinge la vita e diventa un altro accessorio intimo seduttivo, e sono disegnate e pensate appositamente per essere utilizzate con un quest'altro strumento della seduzione femminile per eccellenza.

Dalle calze con la riga nera posteriore, tanto in voga negli anni 40 e 50, a quelle a rete, le calze hanno accompagnato, e accompagnano ancora, il mondo dell'intimo femminile.

Essendo un indumento molto richiesto dal mercato, i migliori produttori di lingerie non possono certo esimersi dall'offrire un prodotto qualitativamente apprezzabile.

Il reggicalze

È un altro di quegli indumenti intimi femminili molto seduttivi, viene indossato come una cintura intorno alla vita, molto vicino alla parte bassa dei fianchi, e grazie a nastri elastici fissati sulla cintura, si aggancia alle calze con delle piccole mollette.

Da quasi due secoli, il reggicalze ha fatto il suo ingresso nella storia dell'abbigliamento intimo femminile, anche se in un primo momento faceva parte del corsetto.

Solo nei primi anni del 900, fu creato il modello com'è conosciuto oggi, ovvero con la cintura da cui risultano pendenti i nastri elastici.

Certamente diede inizio a un abbigliamento intimo femminile, meno ingombrante.

Marlene Dietrich

È presente ancora oggi nella memoria collettiva, oltre che per essere stata una straordinaria attrice e donna di talento, anche per la sua immagine in cui indossava un reggicalze nella locandina del film L'angelo azzurro del 1930 (mymovies․it).

Con l'avvento della seconda guerra mondiale, e conseguente povertà dovuta alle imprese belliche, il reggicalze entrò a far parte di quei prodotti non necessari al sostentamento, e venne quindi dimenticato fino al 1970 circa, quando fu tentato, con successo, di introdurre nuovamente nel mercato dell'abbigliamento intimo femminile, un capo tanto apprezzato come questo.

Da quel momento in avanti, è stato proposto, riproposto, con calze dai colori e dai disegni più diversi, abbinato anche a particolari tipi di calzature.

Continua a essere, in tutta la sua prepotente carica seduttiva, un capo di intimo femminile tra i più apprezzati.

Perizoma

È quell'indumento caratterizzato da un'esigua e sottile striscia di tessuto, che si va ad inserire tra le natiche, lasciandole totalmente scoperte, al contrario della parte anteriore che risulta più o meno coperta, secondo la quantità di stoffa usata.

Il perizoma, ha trovato la sua origine moderna sulle spiagge, dove era, ed è ancora, il pezzo inferiore, o unico, del costume da bagno femminile, visto il suo successo è stato inserito, a ragione, nei capi di intimo per donna.

In tempi ben più remoti, il suo utilizzo è stato riscontrato ad esempio nell'Antica Grecia, dove veniva utilizzato da atleti, oppure come costume nei bagni alle terme.

Numerosi sono anche i riscontri avuti da questo particolare indumento, usato da comunità primitive.

Scoperto in Sud America prima, negli States poi, anche in Europa è diventato molto popolare.

Si presenta molto sgambato nella parte anteriore, per terminare con una sottile striscia di tessuto nella parte posteriore.

Anche se la quantità di stoffa è davvero esigua, la qualità dei materiali impiegati nella produzione, dev'essere ottima.

Il perizoma, risulta un eccellente complemento dell'abbigliamento intimo femminile, presentando diversi vantaggi:

• quando vengono indossati i pantaloni particolarmente attillati, non viene evidenziato il segno degli slip, andando a dare maggior risalto alla forma delle natiche, e con un abito trasparente si presenta elegante.

• Si differenzia dal tanga, che invece nella sua parte posteriore lascia piuttosto coperte le natiche, pur essendo sgambato sui fianchi.