Il piacere di portare il cappello

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Ronald Reagan in una foto d'annata che indossa un cappello da cowboy particolarmente caratteristico, che dimostra quanto il cappello possa essere l'estensione della personalità di chi lo indossa
Ronald Reagan in una foto d'annata

Il piacere di portare il cappello: non è un accessorio ma un piacere da portare che ti fa sempre sentire a tuo agio ovunque tu sia.

 

Non è un accessorio ma l'estensione della tua personalità

Siamo oltre il semplice concetto di copricapo, sebbene svolga in modo eccellente la funzione per cui è stato creato, ed un cappello di buona qualità è destinato a durare nel tempo ed accompagnarti ovunque.

1) Il cappello è un piacere da portare, lo deve essere, altrimenti perché portarlo?

Non deve avere mezze misure, o ti piace tanto, incondizionatamente, oppure nulla, perché se ti piace meno non basta, per essere un'estensione della tua personalità;

2) non è, e non deve essere un semplice accessorio.

È, e dovrebbe essere qualcosa come un tatuaggio, parte di te, qualcosa di speciale che serve a te, che ti faccia sentire meglio ed a proprio agio ovunque tu sia, proprio perché sai che c'è;

3) è qualcosa che non deve mai aspettare il giudizio altrui: deve piacere esclusivamente a te. Punto.

Non solo copricapo: ma il tuo modo di essere

Come ho già avuto modo di scrivere in altri articoli sul sito, negli ultimi anni della mia vita ho dovuto fare di necessità virtù nel fare mia la filosofia “meglio tardi che mai”, e per fortuna che è possibile metterla in pratica, e funziona, al di là di tutto.

Tra le cose, diverse e tante, che mi riempiono la vita con soddisfazioni che apprezzo ogni giorno, ebbene sì, ho scoperto che portare il cappello mi piace proprio.

A parte il fatto che ho sempre mal sopportato il freddo al capo in generale, fronte e orecchie soprattutto, e nelle stagioni fredde ho quasi sempre portato un copricapo.

Una semplice cuffia di lana, o pile, qualcosa sì di estremamente pratico ed efficace, tuttavia esteticamente nulla di che, quando punti al sodo così è.

Uscendo spesso con il cane a fare lunghe passeggiate, mi sono reso conto di quanto anche una visiera potesse tornarmi molto utile.

Per ripararmi dal sole, o talvolta dal chiaro anche quando il sole si nasconde dietro le nuvole, o finge di farlo, oppure quando piove, o nevica.

A parte un semplice ed efficace abbigliamento impermeabile, mi serve anche un copricapo con visiera, meglio ancora con tesa anche perché ripara molto di più.

Così ho pensato di unire l'utile al dilettevole, di non limitarmi solo alla visiera, ma visto che c'ero di scegliere un cappello che mi desse anche buonumore, perché questo accade quando mi appassiono a qualcosa.

Ho scelto il cappello western

Quindi ho optato per un cappello stile western, cowboy, mandriano, carpentiere, appunto: stile west.

Dato che ero al mio primo acquisto di un vero cappello in vita mia, non volevo spendere eccessivamente per non trovarmi pentito nel caso poi non mi fossi trovato a mio agio; ma non potevo nemmeno spendere quasi nulla per portarmi a casa qualcosa che comunque non mi rendesse bene l'idea.

E così ho deciso di spendere 30 € circa per un prodotto mediocre, un cappello in stile australiano di quelli che ricordano inevitabilmente lo stile western aussie style.

Completo di bozze, ovvero quelle fossette sulla parte anteriore della corona che permettono facilmente di prendere il cappello tra le mani per indossarlo, toglierlo, e sistemarlo.

E poi …

Il cappello è un piacere da portare con te

…e poi ho scoperto che mi è subito piaciuto tantissimo, e che difficilmente avrei potuto farne a meno; mi piace, mi torna utile, e mi fa sentire a mio agio a tal punto che spesso lo indosso anche quando sono in casa.

Il primo era in pelle, piuttosto sottile visto il prezzo, tuttavia non solo mi è servito a capire quanto mi piacesse portarlo, quanto mi faccia sentire a mio agio, ma mi ha fatto venire voglia immediatamente di acquistare uno Stetson.

Di quelli veri, una leggenda dei cappelli made in U.S.A., e di sentir parlare degli Stetson fu per me tanti anni, fa nei romanzi di Jim Thompson, e da allora il fascino di questi cappelli, di questo marchio, non mi ha più abbandonato.

Non c'è nulla da fare, quando mi appassiono a qualcosa poi finisce sempre che in qualche modo, e in qualche misura, devo realizzare quello che è il mio desiderio.

E non ho aspettato più di qualche giorno, prima di acquistare lo Stetson Hackberry, il cui marchio appartiene al mito dei cappelli negli U.S.A.

E non solo, tanto che in tutto l'Occidente il nome del fondatore del noto marchio, John B. Stetson, risultò sinonimo di cappello per eccellenza dal 1865 in poi.

Pratico, comodo, bello: come fosse realizzato su misura

Il cappello deve calzare necessariamente bene, come fosse fatto su misura per la tua testa, deve risultare estremamente comodo e pratico.

Per quanto mi riguarda, non può essere messo in discussione, ed ovviamente, dato che lo compri, è perché ti piace.

Quando ho deciso di acquistare un cappello con una tesa decente (ovvero la falda del cappello), che andasse ben oltre il concetto di visiera, anche per riparare dall'acqua in modo consistente, concreto, ho avuto subito l'idea di un cappello stile western.

Un cappello da mandriano in parole povere, adatto e pensato per chi lavora all'aperto ed esposto anche alle intemperie, diventato complemento irrinunciabile ed immancabile, per molte persone di cultura diversa.

Trovo poi che la fascia sul cappello, quando non particolarmente eccessiva, sia particolarmente accattivante; nel caso dello Stetson Hackberry con pezzi di metallo goffrato (un'impronta, guarda) che circondano la corona sopra un cinturino in morbidissima pelle.

Trovo sia quel tocco di stile, per nulla invadente, che ben ci sta.

Il fatto che sia in feltro di lana, lo rende un cappello invernale, da portare praticamente da ottobre fino a marzo.

Oh yeah, keep your hat, enjoy your life&stay in touch.

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

af1.it è mantenuto dalla mia passione.