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Descrizione e forma del cappello da cowboy

7 minuti
aggiornato il
Descrizione e significato delle diverse parti del cappello da cowboy

Semplice illustrazione delle parti di un cappello da cowboy

Semplice illustrazione della forma e descrizione delle parti del cappello da cowboy.
Se hai passione per i cappelli, specialmente per quelli da cowboy, questa semplice illustrazione può chiarirti alcune cose sulla terminologia delle varie parti del cappello.

Significato delle definizioni e descrizione della forma del cappello da cowboy

Come puoi notare nell'immagine sopra, presente sul sito South Texas Tack, queste sono le definizioni in inglese delle diverse parti del cappello western, o il cappello da cowboy, una sorta di “anatomia del cappello.”

Cominciamo subito a descrivere la forma delle varie parti del cappello da cowboy:

1) CrownCorona, ovvero la parte del cappello che viene indossata, quella che copre la testa e la avvolge.
La parte interna può essere anche ricoperta di stoffa, come raso ad esempio, oppure essere identica alla parte esterna, come feltro (felt, fur felt), paglia (straw), foglia di palma (palm leaf).

2) CreasePiega, che è una sorta di solco centrale e longitudinale alla corona, un classico dei cappelli da cowboy.

3) Dent o PinchIncavo, ammaccatura, che rende bene l'idea in quanto sono 2 ulteriori parti concave presenti lateralmente per tutta la lunghezza della corona.
Quando un cappello è privo di crease e dent viene definito open crown, dove solitamente è possibile modificare, piegare, schiacciare, personalizzare la corona a proprio piacimento.

4) BrimTesa, falda, ovvero le falde, o tese del cappello, che si estendono sulla circonferenza della corona.

5) Roll – Quando le tese ai lati sono più o meno chiuse verso la corona, arrotolate, in quanto per modificare la tesa, per piegarla, è necessario un movimento che inizia proprio una sorta di rollatura.

6) Front Dip – Definizione che viene data quando la tesa è stata modellata nella parte frontale modificando lo stile del bordo, piatto nella parte prettamente anteriore, sopra il viso, e leggermente curvo dove iniziano le tese ai lati.
Se il bordo invece è completamente contiguo al disegno della tesa, l'inclinazione, la front-dip viene a mancare completamente.
Guarda questi esempi: con front dip e senza.

7) Hatband – Ovvero la fascia che avvolge la corona, una cintura anche se piccola, o cinturino se preferisci.
Può essere anche particolarmente pregiata.

8) Buckle set – La fibbia della cintura; è presente quando la hatband ha una certa qualità, e la fibbia in una cintura ne esalta ulteriormente lo stile.

9) Sweatband – Importantissima: la fascia interna alla corona, quella che ti circonda la testa quando hai indossato il cappello.
Può essere in pelle, stoffa, ma è sempre una parte del cappello che richiede particolare attenzione nella realizzazione di un cappello di qualità, in quanto è la parte che maggiormente è a contatto con pelle e capelli, quindi deve tassativamente essere confortevole senza compromessi.

Questo è un esempio di cappello da cowboy front dip:

La front dip del cappello da cowboy indica la tesa piatta sopra il viso ed inizia ad arrotolarsi nelle tese laterali

Esempio di cappello da cowboy con front-dip

Questo invece è un esempio di cappello western senza front dip, dove la tesa anteriore segue le curve delle falde laterali:

Cappello western senza front dip, dove la tesa anteriore segue i bordi delle falde laterali

Cappello western senza front dip

Come scegliere la taglia corretta del cappello da cowboy

Scegliere la misura corretta del cappello western, o qualunque sia, è molto importante in modo che sia così comodo da poterlo indossare tranquillamente anche per molte ore senza che te ne accorgi.

1) Un cappello troppo stretto non sarà mai comodo.

Semplice spessori di sughero di 1-2mm circa, o feltro, possono essere inseriti sotto la sweatband nel caso il cappello fosse appena largo.

2) Il cappello non deve nemmeno appoggiare sulle orecchie.

3) E comunque deve rimanere in testa ben fermo anche quando c'è vento, senza che voli via. E allora come si misura la taglia corretta del cappello?

Prendi un semplice metro da sarta, e ti misuri la circonferenza della testa, tenendo il metro 1cm circa sopra le sopracciglia, e 10-12 mm sopra le orecchie, mantieni queste distanze e non ti preoccupare della precisione millimetrica.

Facendo questo già riesci a capire quanto sia la tua taglia in cm.
Ora, prendi una clip di metallo di quelle per tenere insieme i fogli, e la fissi sulla circonferenza del metro, esempio a 57 cm (che è considerata la taglia M, media).

Ora, calzi il metro chiuso con la clip, e vedi dove arriva, se ti casca sulle orecchie, se è troppo stretto, o se va bene.
Con questo sistema puoi capire bene quale sia la taglia giusta per te; se la misura risulta sui mezzi centimetri, ad esempio 56,5 scegli la taglia 57, etc.
Arrotonda i cm alla taglia più grande, non più piccola.

4) Se hai i capelli lunghi, o se comunque hanno un certo spessore e sono piuttosto voluminosi, ne devi tenere conto; può bastare anche un taglio di capelli piuttosto corposo per cambiare la misura del cappello che fino a poco prima ti andava bene.

5) Non tutte le marche di cappelli hanno misure identiche, ma grosso modo, ci siamo.
Ricorda ancora che sei nel dubbio, è meglio 1 cm in più (non 2) che 1 in meno.
È sufficiente prendere bene la misura la prima volta, poi ti sai regolare da te, io ho fatto così, ho sempre comprato cappelli on line e mi sono sempre andati bene, a parte in un'occasione in cui avrei scelto una taglia in più.

Questo è accaduto con un cappello da cowboy in paglia, che è molto più rigido del feltro, come la foglia di palma del resto, così negli acquisti successivi, per il cappello di paglia (straw hat) ho scelto una taglia di 1 cm in più e per quello in foglia di palma (palm leaf) ho provato a prenderlo di 2 cm in più della mia taglia, e va alla grande, anche perch´ quando fa parecchio caldo sopporti più a fatica un cappello stretto, ancora più che quando fa freddo.

Nel caso del cappello in foglia di palma, questo ha una forma particolarmente ovale, quindi è anche per questo che ho scelto la taglia di 2 cm in più rispetto ad un cappello di feltro.

Dove comprare cappelli da cowboy originali

Cappelli da cowboy in feltro su eBay.com

Cappelli da cowboy in paglia su eBay.com

Cappelli da cowboy Australian style su eBay.com.au

On line esistono ottime opportunità, soprattutto per comprare cappelli da cowboy originali come ad esempio con il Global Shipping Program di eBay, adottato su eBay.com da diversi venditori, la cosa più interessante è che al momento dell'acquisto è possibile pagare subito le spese di importazione, di modo che poi quando ricevi la merce non devi pagare il corriere.

Non dimenticare che anche diversi negozi italiani, anche tra quelli online, dispongono di diversi tipi di cappelli da cowboy; certo la scelta è tutto sommato limitata rispetto al Texas, per esempio.
Se ti appassionano questi cappelli, così come piacciono a me, e desideri uno specifico cappello, può essere piuttosto difficile trovarlo in Italia, dove la scelta è piuttosto limitata, del resto non c'è da sorprendersi.

Quindi, molto probabilmente, se desideri una specifica tipologia di cappello da cowboy, lo dovrai acquistare dagli U.S.A. oppure dall'Australia, dove un marchio come Akubra è un po' come lo Stetson negli Stati Uniti D'America, non dimenticando nemmeno marchi come Atwood, Resistol, Rodeo King.

Anche Akubra realizza cappelli da cowboy davvero belli, ovviamente aussie style, ovvero Australian style, particolarmente robusti, belli esteticamente, molto durevoli proprio come i loro cugini degli U.S.A.

Se ti piacciono questi cappelli, come a me, vuoi che durino nel tempo; per questo i cappelli da cowboy economici, costano sì poco, ma spesso valgono meno e si trovano praticamente ovunque, e la qualità, nonché l'estetica, lasciano molto a desiderare, talvolta sembrano quelli per il carnevale, per non parlare delle finiture, e di tutte quelle piccole cose che insieme, fanno grande un cappello.
Il cappello.

A presto.
E tanto di cappello.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
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