La storia della camicia e le tipologie

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(photo by “I dunno” on Morguefile)

Camicia: capo di abbigliamento tra i conosciuti e indossati, tenuto in molta considerazione anche dalla moda femminile e ben indossato dalle donne.


Storia della camicia

Risulta essere un capo di abbigliamento molto antico, sebbene fosse impiegata non come indumento di spicco come oggi, ma piuttosto come una sorta di capo intimo indossato sotto la tunica, oltretutto la camisas piuttosto lunga, risultava sprovvista di apertura con bottoni, ed era più comoda e ampia in prossimità del collo, proprio per essere indossata agevolmente calzata dalla testa.

Era dunque un indumento intimo sia maschile che femminile, anche se molto distante dal capo di abbigliamento che oggi rappresenta davvero qualcosa di importante, e particolarmente apprezzato a 360 gradi, quanto da chi compra che da stilisti, artisti, amanti del buon vestire.

Tunica interior, realizzata in lino o cotone, molto semplice comprendere quanto fosse esplicito l'impiego come indumento intimo nell'Antica Roma, destinato a rimanere indumento da indossare sotto i vestiti fino all'anno 1000 circa; tuttavia, reperti di simile indumento intimo sono stati trovati risalenti a tempi anche più remoti.

Camis

Venne conosciuto, e importato dai Crociati, dalla Persia, e ha ispirato quella che poi è diventata la struttura vera e propria della camicia, con le maniche tagliate una per una, e poi cucite al corpo dell'indumento.

Quella in uso in precedenza, era invece un pezzo unico di stoffa, usato sia per le maniche, lunghe fino all'avambraccio, che per il corpo.

Nel(la) camis, l'apertura sul petto risultava arrotondata e parecchio aperta.

L'Italia ha avuto un ruolo molto importante nell'evoluzione di questo indumento, nel XIV secolo le famiglie più benestanti, avevano sarte(i) che realizzavano in casa capi in pregiato tessuto di lino, impiegando gli ambiti pannilini, tele molto sottili, quasi trasparenti.

Iniziarono i ricami sulle stoffe con altrettanto preziosi tessuti, la camicia così ricca, restava visibile solo in alcuni punti del vestito femminile.

Non dimentichiamo che l'abbigliamento era ancora molto coperto, per le donne.

Le donne

Questo aspetto, fa comprendere comunque quanto anche per le donne risultasse già un capo di abbigliamento importante e apprezzato, al di là di quelli che sono stati poi i difetti storici dettati dal maschilismo che prevedevano che le donne non potessero e dovessero utilizzare lo stesso abbigliamento maschile, anche se ovviamente adattato al gusto e esigenza femminile.

In pieno Rinascimento, venne data importanza al colletto, ancor oggi punto focale come i polsini, le asole per gli appassionati, molto evidente, ostentato, con arricciature, pizzi, noti come golilla, che in Spagna si intende come colletto indossato dai clerici nel XVII secolo.

Successivamente, in Italia comparve la gorgiera, dove la lavorazione era ancor più sofisticata, un girocollo davvero opulento, ostentato, con tanto di inamidatura, che in Europa trovò ampia diffusione.

Golilla e gorgiera

Da notare che golilla, e gorgiera, significassero gola nell'antico idioma rispettivamente di Spagna, e Italia.

Portando un colletto di questo tipo, imponeva alla persona che indossava queste camicie una postura e un portamento piuttosto obbligati, rigidi, anche per ostentare ulteriormente il ruolo sociale cui si apparteneva.

Anche perché queste stoffe finemente lavorate, non se le potevano certo permettere la classi sociali più povere, i cui uomini portavano sì camicie, ma che molto ricordavano quelle realizzate con un solo pezzo di stoffa, sia per il busto che per le maniche, come in tempi ben più antichi.

Fu nei primi decenni del XVII secolo, che questo tipo di collo così ricco e ostentato, iniziò a lasciare spazio a modelli meno vistosi, meno gonfi ma comunque ampi fino ad arrivare ad avere colletti che si distendevano sulle spalle, lasciando più libertà al collo della persona, che mostrava nel complesso minore rigidità nella postura della figura.

Ancora una volta, ecco come un capo di abbigliamento sia capace di cambiare l'atteggiamento chi lo indossa.

Durante la Rivoluzione Francese

Nel periodo della Rivoluzione francese, le Piazze iniziarono a spostare l'attenzione dei più, signori inclusi, verso problemi molto più concreti di quello che poteva essere l'abbigliamento più o meno elegante.

Sotto la giacca, indossavano camicie grezze, sia per il cotone utilizzato, che per le linee sartoriali, con ampia apertura sul petto, e sul collo una sorta di listello, una fettuccia liscia che componeva il girocollo.

Nel XVIII e XIX secolo, la camicia continuò a essere un importante capo di abbigliamento femminile, e nell'800 è possibile parlare di un'ulteriore rivoluzione nell'abbigliamento maschile, che iniziò a portare capi destinati a entrare definitivamente nella storia: pantaloni, camicie, gilet e giacche.

L'evoluzione delle camicie

Le tendenze della moda di ciascun periodo storico, l'evoluzione delle linee sartoriali, hanno iniziato a sbizzarrirsi nel realizzare camicie che, pur mantenendo quella linea ancora oggi in uso, hanno creato molte sfumature e differenze per le linee, il taglio, i colletti, i polsini, l'abbottonatura e la ricerca dei bottoni, per arrivare al tessuto colorato, dal momento che erano sempre state bianche.

Così come nella giacca, l'abbottonatura femminile della camicia è sulla sinistra, a destra per quella maschile.

Ancora una volta, il cambiamento sociale è legato all'abbigliamento: quando la donna ha iniziato a entrare in modo maggiore nel mondo del lavoro ed abbattere, almeno in parte un mattone in più di quel muro di discriminazione dei diritti, anche i capi di abbigliamento prettamente maschili fino a un determinato momento storico, hanno iniziato a essere rivisti, e proposti anche nell'abbigliamento femminile.

Le influenze sullo stile

Nel corso della storia, specie degli ultimi secoli, le camicie ha incontrato cultori dello stile, che hanno chiaramente influenzato e ispirato la moda, non solo contemporanea, per quanto li riguardava, ma anche quelle a venire.

I modelli, tanti, di camicie creati nel corso della storia recente, sono davvero tantissimi, anche sovente parecchio diversi tra loro, ma aventi come denominatore comune l'ormai classico stile inconfondibile dell'indumento in oggetto.

Camicie da lavoro, pensiamo a quella in blue jeans, in flanella a quadri, indossata dai contadini o dai boscaioli in qualche film americano, quella elegante da indossare alle cerimonie: la camicia è un capo di abbigliamento destinato a rimanere nel costume sociale.

I tessuti

Ogni specifica lavorazione, anche del medesimo tessuto, va a conferire un aspetto e una portabilità diversi, anche perché ogni tessuto va a dare una linea ben precisa all'indumento; un discorso è la flanella, un altro e completamente diverso è la seta, ad esempio.

Il cotone è il tessuto maggiormente utilizzato nella realizzazione delle camicie, talvolta mescolato con tecnofibra, una volta denominate fibre sintetiche,, le diverse lavorazioni assumono nomi diversi, ma il tessuto è sovente cotone, che in base al tipo di tessitura, può aumentare la qualità del tessuto stesso, quindi del prezzo del prodotto, e della sua qualità.

Batista

Tessuto particolarmente leggero, l'armatura risulta molto fitta impiegando cotone di buona qualità, oppure in lino.

Fil à Fil

È una variante del Popeline, tessuto leggero che si adatta a ogni stagione, presenta una trama tipica dell'intreccio dei fili di cotone di colore diverso, bianco e colorato, dove i colori risultano piuttosto lucidi.

Flanella

Tessuto morbido, caldo, di spessore, cotone e lana sovente usati insieme per la sua realizzazione, l'effetto lana, è proprio della flanella.

Giro inglese

La caratteristica di questo tessuto, è data da un ordito diritto, e uno che si sposta da destra a sinistra, creando un effetto a nido d'ape. Prodotto di pregio, gradevole da indossare, e robusto.

Lino

Anche questo è un tessuto particolarmente pregiato, fresco, indicato per le calde stagioni per la sua capacità di disperdere il calore.

Oxford

Qui è il chiaro il nome della città inglese che dà origine a questo tessuto, che risulta intrecciato con fili bianchi, e altri colorati, abbastanza grezzo, comunque sufficientemente morbido, molto resistente.

Royal Oxford

Oxford rasato, è più morbido del precedente, con fili più sottili, più morbido del "normale".

Panama

Più leggero dell'Oxford, è realizzato raddoppiando i fili, sia nell'ordito che nella trama, prende il nome dall'omonimo Stato in America Centrale.

Sostituisce, per così dire, nelle stagioni più calde l'Oxford, più adatto quando più freddo.

Pin Point

Punta di spillo, questa la traduzione letterale; più pregiato dell'Oxford, ma inferiore al Royal Oxford, che rimane il più prezioso per quanto riguarda il tessuto della celebre città inglese.

Morbido, bell'effetto visivo, grazie alla caratteristica trama.

Piqué

La lavorazione di questo tessuto, si contraddistingue per avere due orditi e due trame, creando un rilievo oltre il fondo. Una trama particolare, e una struttura caratteristica.

Popeline

Questo è un tessuto di cotone leggero, morbido, resistente, dove l'ordito è più fitto della trama, in quanto ha fili più sottili.

Questa caratteristica, contraddistingue il Popeline con una rigatura. Molto indicato per camicie sportive. Sul vocabolario Treccani, il nome Popeline viene attribuito all'origine del luogo, Poperinge, una città fiamminga nelle Fiandre Occidentali, molto conosciuta nel Medioevo per la qualità delle stoffe.

Sea Island

È uno dei tessuti di maggiore qualità, quindi anche più costoso, la maggiore qualità è dovuta al maggior numero di fili utilizzati nella trama, e il colore risulta particolarmente intenso, lucido, dall'aspetto serico (setoso).

Seta

Tessuto molto costoso, leggero, pregiato, ma non ha mezze misure: o piace oppure no. Indubbiamente elegante, raffinato.

Twill

Nel twill, il reticolo di nervature parallele diagonali nella trama lo caratterizza, conferendone un riflesso opalescente, cangiante, e risulta particolarmente indicato nel colore tinta unita.

Voile

Leggero, molto leggero. Un velo. Può utilizzare cotone, seta, lino, risulta indicato per camicie davvero leggere, semitrasparenti, sicuramente indicato per l'abbigliamento femminile.

Tipi di camicie

Esistono tantissimi modelli, pur avendo in comune di essere il medesimo indumento, che tuttavia può presentare una miriade di differenze, ma questo vale un po' per tutti i prodotti, non solo per i capi di abbigliamento.

Così come il diverso tessuto, o la diversa lavorazione dello stesso, presentano già prima di realizzare la camicia, caratteristiche ben precise che già indirizzano in parte quella che sarà la tipologia del capo, il taglio delle linee dettato dal sarto che intende creare uno specifico modello, magari anche nuovo e innovativo, possono dar vita ad una serie davvero ricca di capi.

Esempio: la seta è destinata a un abbigliamento più sofisticato, la flanella può tranquillamente puntare allo sportivo.

Come non ricordare lo stile Guayabera, caratterizzata da uno stile sobrio e informale, invece che l'Hawaiana dai classici colori sgargianti.

Anche nel capo confezionato, è possibile trovare un prodotto di tutto rispetto; la camicia fatta su misura, è un vero e proprio piacere da indossare, anche perché si ha la possibilità di far realizzare modelli magari non unici, ma certo rari; per disegno della linea, abbottonatura, e relativa ricerca dei bottoni specifici, colletto e polsini che più si preferiscono.

Colletto e polsini

Parti importanti che ne possono caratterizzare lo stile.

Elegante, non significa necessariamente che costa un sacco di denaro, o indossare qualcosa che necessariamente gli altri non hanno, bensì: saper scegliere.

Sia colletto che polsini, dovrebbero essere quasi aderenti, ma non stretti, comodi ma giusti in termini di larghezza.

Il colletto dovrebbe essere di poco più abbondante del girocollo, quando abbottonato ci dovrebbe entrare appena il dito indice; chi sostiene il mignolo, ma personalmente lo trovo un pò obbligato.

I polsini dovrebbero essere altrettanto aderenti, andando, in lunghezza, a coprire completamente il polso, e se si indossa la giacca, dovrebbe fuoriuscire di pochi millimetri.

Anche il colletto dovrebbe sporgere di pochi mm da quello della giacca.

Ma quale tipo di colletto? Apriti cielo!

Personalmente, ho poche camicie, una realizzata su misura, piuttosto elegante e con il colletto che si chiude sovrapposto, espressamente richiesto per non dover indossare la cravatta.

Il colletto tradizionale di una camicia, elegante prevede, necessariamente, di indossare la cravatta.

Qui ovviamente entrano in gioco le esigenze, nonché il gusto soggettivi, e la portabilità la si deve sentire; se per quanto riguarda il modello più classico ed elegante, le misure sono importanti, lo si può affermare anche per modelli di camicie che necessariamente risultano più informali, come lo può essere una camicia sportiva, che non significa affatto meno bella o meno elegante; almeno per me.

Interessante il colletto con i bottoni (button down), che ben si presta anche a essere portato aperto, oppure i polsini con il taglio diagonale, in prossimità delle asole.

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho conosciuto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.
Invecchiando, ho scoperto che mi piace portare il cappello.