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Calzature da donna, storia e tipologie

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Le scarpe da donna sono un'ulteriore estensione della personalità femminile

Scarpe da donna

Le scarpe sono un'ulteriore estensione della personalità femminile, rappresentano molto più che un accessorio, e come l'abbigliamento intimo hanno accompagnato nella storia l'evoluzione della donna.
Oltre che essere una necessità per proteggere i piedi, le scarpe da donna sono legate a precise connotazioni sociali e storiche.

Storia delle calzature da donna

Nell'antica Grecia i cinturini sulle scarpe femminili stavano ad indicare la donna quale oggetto del desiderio, e addirittura sandali con le suole marchiate che lasciavano inequivocabili impronte sul terreno per invitare i clienti alla più antica professione al mondo.

Nella Cina imperiale i piccoli passi ondeggianti, dettati dai piedi fasciati delle donne, rappresentavano un atteggiamento seduttivo nella cultura dell'epoca, anche questo lascia capire quanto le donne fossero obbligate ad accettare costumi dettati dalla società, loro malgrado.

Nel medioevo zoccoli di altezze vertiginose lasciavano praticamente quasi ferme le donne che li indossavano (tanto era problematico camminare), praticamente solo per essere ammirate.
Nel corso degli anni vennero anche vietate determinate calzature femminili con tacchi alti, nel normale utilizzo, in quanto secondo il divieto avrebbero potuto creare problemi notevoli alle donne in caso di cadute.

Luigi XIV impose che solo i nobili potessero portare i tacchi di colore rosso, successivamente alla sua caduta, Napoleone bandì i tacchi alti nel tentativo di "riportare uguaglianza sociale".

Il tacco venne quindi notevolmente abbassato nelle calzature, spesso ridotte a scarpe quasi piatte con un supporto sotto il tallone a fare da tacco, legate con nastri come si usava nei sandali nell'antica Roma.
La tendenza delle scarpe femminili porta verso le ballerine, dette anche paperine, piccole e minute calzature scollate e rasoterra.

Più tardi il tacco tornò nuovamente di moda in Europa,
mettendo in evidenza la curvatura del collo del piede femminile.

A partire dai primi anni del XX secolo il tacco delle scarpe femminili ha tornato ad essere largamente utilizzato, e nel corso degli anni oggetto anche di discussione, bandito da alcune comunità religiose, in alcune località vietarono negli edifici pubblici i tacchi a stiletto perché rovinavano le pavimentazioni.

Tacco a stiletto che vide la sua comparsa in Italia nel XVIII secolo, e fu probabilmente allora che, da parte delle donne divenne volontaria la scelta di indossare scarpe con tacchi anche particolarmente alti, non più come dettato da costumi sociali, bensì maggiormente come scelta consapevole.

Le scarpe con la zeppa denominate Chopine e realizzate in pelle o tessuto, mentre la suola in sughero o legno veniva rivestita da velluto ricamato e ornato.

Con le calzature in legno, piuttosto ingombranti, era molto difficile camminare e reggersi in equilibrio, e vennero perfezionate e rese più comode col passare del tempo.
Le chopine erano molto popolari a Venezia, che incantavano i visitatori stranieri con calzature tanto bizzarre, in grado talvolta di far assumere notevoli altezze alle donne che le indossavano.

Nel periodo vittoriano, presero invece il sopravvento sulle zeppe scarpe più piccole, prettamente più eleganti e femminili, e per un lungo periodo storico le chopine scomparvero dai piedi femminili per tornare di moda molti anni dopo, negli anni '40, e '70 a continuare.

Iniziò una certa produzione di calzature molto prestigiosa, in quanto i nobili erano ottimi clienti, di conseguenza maestri calzolai iniziarono a produrre scarpe realizzate con fini lavorazioni, spaziando dal pellame più ricercato al tessuto più fine.

Per un lungo periodo storico le scarpe sono state a solo uso degli aristocratici, in quanto la povera gente si vedeva costretta a servirsi di zoccoli, o addirittura pezze sagomate ai piedi.

L'impiego delle pelli e delle stoffe continuò a prosperare nella produzione delle calzature, anche in quelle femminili caratterizzate da fini decorazioni e sofisticati risultati estetici.

Anche le stringature particolari realizzate con pelle, tessuto, dai vari colori, andavano ad impreziosire ed evidenziare ulteriormente determinati ricami sulla calzatura.
Comparvero poi anche gli stivali, in origine calzature solo maschili, e catturarono ben presto le attenzioni del pubblico femminile.
Nei primi modelli non salivano oltre il polpaccio, con il tacco più o meno alto, lacci per chiudere lo stivale e la punta piuttosto arrotondata.

Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale le zeppe fecero nuovamente la loro comparsa, molto più semplici delle loro antenate, erano apprezzate soprattutto perché comode e pratiche.

La parte anteriore delle nuove zeppe era più bassa rispetto ai modelli di un tempo, sviluppandosi bene però in altezza in particolar modo nella parte posteriore, dove un tacco sempre in legno, o sughero (quest'ultimo facilmente lavorabile), rialzava parecchio da terra la calzatura.

Da notare come nel 1950 circa, calzature simili apparvero ai piedi delle donne giapponesi.
Si trattava di zeppe dall'altezza uniforme, come tutta la suola, spiovente però nelle parte anteriore dove risultata mancante.
Queste particolari calzature venivano ricoperte di stoffe e velluto, dai ricami molto ricchi, arrivando ad altezze di 10 cm ed oltre ed ottenendo interessanti risultati estetici, erano portati al piede con due strisce di stoffa, infradito.

Sempre nel secondo dopoguerra, iniziarono a fare la loro comparsa scarpe da donna con la punta bassa e con il tacco vertiginosamente alto.
Già di design stilistico molto ricercato e particolarmente seduttive, queste calzature non vennero più dimenticate, per arrivare negli anni 60 e 70 dove si ripresentarono zeppe dalle altezze particolarmente elevate, specialmente per il tacco posteriore capace di arrivare a vette particolarmente alte.

Gli stivali negli anni 60 diventano altro importante accessorio dell'abbigliamento femminile, con tacco anche alto e lo stivale capace di arrivare alto fino alla coscia, utilizzati insieme alla minigonna.

Memorabile l'immagine di Jane Fonda nel film del 1968 Barbarella che indossava stivali bianchi in pelle alti fino alle cosce.
Gli zoccoli, un tempo unico tipo di calzature possibile per la povera gente, tornarono prepotentemente di moda negli anni 70, robusti, di lunga durata, utilizzati storicamente in molti paesi anche come calzatura da lavoro.
Il tacco a spillo non ha più abbandonato le calzature femminili proponendosi sempre in ogni modello di scarpa.

Caratteristiche delle calzature da donna

Modelli considerati unisex, come le scarpe da ginnastica, gli anfibi, etc. non rientrano prettamente nella calzatura femminile per eccellenza, come le scarpe con il tacco, o altre tipologie di scarpe da donna, questo non impedisce comunque alle donne di manifestare una spiccata femminilità e d indossare bene anche calzature di questo tipo.

Tra le scarpe da donna più eleganti sono da annoverare senza dubbio quelle con il tacco, se non a spillo, molto affusolato e con la punta chiusa.

La calzatura décolleté è una scarpa col tacco sicuramente interessante, da cui si sviluppano e prendono vita altri modelli caratterizzati da forma slanciata, particolarmente sinuosa per il collo del piede quando il tacco è piuttosto alto.

Questa calzatura avvolge il piede femminile lasciandone scoperto solo il dorso.
Il décolleté può presentarsi più o meno aperto, secondo le tipologie e il disegno della scarpa, anche con stringa e laccio, sia con punta aperta che chiusa.

Una scarpa molto bella e sempre décolleté risulta essere il modello D'Orsay, in cui il fianco del piede è particolarmente scoperto, oltre al dorso.

Altro modello di décolleté è Chanel, sempre con punta chiusa ma nella parte posteriore ha un cinturino che passa proprio sopra il tallone.

I cinturini lanciati a suo tempo da Coco Chanel sono stati implementati, è possibile infatti trovare modelli di scarpa décolleté con cinturini che si intrecciano sulla caviglia ed anche oltre, calzature che in alcuni casi lasciano totalmente scoperto il fianco del piede.

Tutti i diversi modelli di décolleté sfoggiano il meglio della loro eleganza con un tacco piuttosto affusolato e anche alto, con una base di appoggio davvero esigua.
Tacco che si va a sottilizzare parecchio a scendere, e sulla base è spesso inserito un inserto (gomma o metallo) per aumentarne la resistenza della pressione che risulta tutta concentrata in poco spazio.

Altri tipi di tacco (sempre piuttosto affusolato) più bassi e spioventi, caratteristica questa improponibile nel tacco a spillo che potrebbe rompersi, e renderebbe la camminata molto complicata.

Le ballerine sono caratterizzate da una linea semplice, molto sottili, rasoterra, non rientrano nell'ambito prettamente seduttivo, puntano sicuramente alla comodità, realizzate anche in questo caso nei materiali e nei colori più diversi, pellami, stoffe, dai disegni anche originali.

Tipologie di calzature femminili

Sia nella scarpa che nello stivale femminile, il tacco, quando presente, svolge un ruolo primario, e contraddistingue in modo inequivocabile un oggetto prettamente legato alla femminilità.
Tacchi particolarmente alti potrebbero avere ripercussioni sulla schiena ed affaticamento delle gambe.

Le calzature eleganti sovente hanno punto stretta e tacco di media altezza sufficientemente affusolato.

Risulta importante puntare sempre sulla massima qualità di produzione.

I sandali lasciano ampia libertà al piede, molto più indossati naturalmente nelle stagioni calde, hanno dato vita ad una infinita serie di tipologie di calzature davvero diverse, e tantissime.

Le scarpe realizzate a mano risultano sempre molto comode per chiunque, certo più costose di modelli realizzati su scala industriale.

Le calzature con il tacco, sono una ulteriore espressione della sensualità ai piedi femminili.
L'acquisto di un particolare modello si rende possibile presso rivenditori specializzati, bensì anche in piccoli negozi molto selettivi.

In questo caso le botteghe artigiane sono davvero in grado di fare la differenza, e negozi specializzati nella sola vendita di calzature possono offrire quanto di meglio gli artigiani siano in grado di realizzare.

Per quanto riguarda le scarpe con il tacco:

kitten heels, kitten stiletto, quindi precisa tipologia di tacco in versione più piccola;

stiletto;

pumps, scarpe décolleté piuttosto consistente, con tacco particolarmente alto;

pumps plateau, con una sorta di zeppa nella parte anteriore;

zeppe, tutta la suola rialzata;

ankle boots, stivaletti fino alla caviglia, con punta o senza, anche con apertura laterale sulle caviglie;

cut out, calzature scoperte sul tallone;

corset heels, con l'allacciatura particolarmente alta parecchio sopra la caviglia;

tacco a tronchetto e tacco a cono.

Nella calzature femminili, sia scarpe che stivali, i tacchi sono presenti in ogni tipologia di scarpa; coperta, scoperta, nei sandali, con cinturino alla caviglia, anche nelle scarpe più robuste come quelle grunge, pur mantenendo una spiccata connotazione femminile proprio per via del tipo di tacco.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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