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Uno che scrive

Blue jeans: storia di un prodotto originale

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Ragazza in blue jeans in tessuto Denim elasticizzato

Ragazza in blue jeans

È il Denim il tessuto utilizzato per produrre blue-jeans, il pantalone senza ombra di dubbio più famoso al mondo; Denim o toile de Nimes (tela di Nimes) per ricordare la città francese da cui il tessuto prende il nome.
Un tessuto molto robusto, nato per il lavoro e per i lavoratori, e sebbene con fonti discordanti tra loro, la città di Genova è tra quelle che vanta di annoverare per prima la produzione del tessuto.

Cenni storici dei blue jeans

Del resto nella città di Chieri in provincia di Torino nel XV secolo si produceva un fustagno (tessuto particolarmente resistente un tempo prodotto con lino e cotone oggi solo cotone o lana) di colore blu che veniva usato tanto per la produzione di sacche che contenevano le vele delle navi, quanto per coprire le merci sulle banchine dei porti.

Blue de Genes sembra essere l'etimologia del termine blue jeans, i commercianti della città di Nimes decisero che le merci per il Nord America dovevano partire dal porto di Genova, e fu Levi Strauss a produrre il primo pantalone blue-jeans nel 1847, un capo di abbigliamento espressamente prodotto per gli operai che svolgevano anche i lavori più duri (minatori, carpentieri, stallieri, etc.), un prodotto espressamente destinato ad avere lunga e robusta vita: un capo di abbigliamento economico, resistente, facilmente lavabile.

Un capo di abbigliamento espressamente prodotto per il proletariato, e Levi Strauss, bavarese nato in Germania e poi naturalizzato statunitense partì avvantaggiato dal fatto che i suoi due fratelli, proprio negli Stati Uniti, avevano dato vita ad un'industria di abbigliamento.

Fino agli anni della seconda guerra mondiale il blue-jeans rimase destinato, sebbene con enorme successo, a solo indumento di lavoro, utilizzato anche dei soldati statunitensi nella seconda guerra mondiale, sebbene sia logico e naturale pensare che le classi sociali meno abbienti abbiano già dalla sua nascita impiegato il blue-jeans come capo di abbigliamento quotidiano, specialmente in tempi di difficoltà economiche notevoli il proletariato non poteva certo permettersi abiti da lavoro, abiti da sera, abiti da festa, e via discorrendo.

Per questo è logico pensare che il blue-jeans è stato sin dalla sua nascita un capo di abbigliamento, un pantalone, che ha accompagnato le classi sociali economicamente più deboli, che vedevano in questo capo di abbigliamento un prodotto economico destinato a durare nel tempo e facilmente lavabile, quindi adatto alle loro tasche anche per quanto riguarda il mantenimento.

Fu proprio nel dopoguerra che anche in Europa, portato dagli americani, questo tipo di pantalone trovò larga richiesta, trascinato anche dal cinema è diventato uno dei capi di abbigliamento sicuramente più utilizzati più conosciuti al mondo, tanto che negli anni a venire è diventato oggetto di rivisitazione per gli stilisti e simbolo giovanile per eccellenza.

Com'era ovvio prevedere, e come sempre accade, quando il ricco mondo della moda decide di investire denaro per promuovere un prodotto già esistente, molto sovente questo non fa che aumentare ulteriormente la propria popolarità, al punto che è possibile trovare pantaloni in jeans firmati da stilisti che, possiamo proprio dirlo, costano un occhio della testa.

Negli anni 70 noti marchi s'impadronirono del blue-jeans, dando vita al pantalone griffato che, ha snaturalizzato non poco il simbolo che il blue jeans ha sempre rappresentato da quando è nato e nel corso della sua storia.

Reso ulteriormente celebre da James Dean, Elvis Presley, Marlon Brando (tanto per citare solo alcuni tra gli artisti più famosi che hanno contribuito a rendere ancora più conosciuto questo prodotto), il blue-jeans è stato anche capace di diventare oggetto sexy quando indossato da donne che rappresentano le icone della seduzione, e ogni epoca ha le sue.

Caratteristiche dei blue jeans

Le robuste caratteristiche del blue-jeans sono quelle degli inizi, del 1847, robuste cuciture, robuste tasche, rivetti e bottoni metallici.

Tasche adatte a contenere anche strumenti di lavoro, non dimentichiamo mai infatti il motivo principale per cui il blue-jeans sono stati pensati, creati e distribuiti.

Sebbene nel corso degli anni le palesi imitazioni, nonché le contraffazioni, si siano seguite nel tempo, ancora oggi è comunque possibile acquistare blue-jeans originali (non necessariamente “griffati” …) belli robusti e durevoli; il prezzo non certo così economico (per le classi sociali meno abbienti in perenne difficoltà …) viene comunque ammortizzato nel tempo, in quanto il blue-jeans è davvero destinato a durare ed avere lunga vita.

Quattro tasche, due anteriori e due posteriori, oltre quella piccola nella tasca destra anteriore, e magari anche altre estremamente personalizzate in ogni modello di pantalone, bottoni metallici (con il logo del marchio) per allacciare il blue-jeans nella sua parte anteriore, robusti passanti della cintura (immancabile con i pantaloni in jeans …), robuste cuciture (color oro, nere, bianche, blu), e una serie di particolari interessanti che meritano tutta l'attenzione di chi è appassionato di questo tessuto.

Ad esempio nella parte destra posteriore, in alto sopra la tasca troviamo il robusto marchio, spesso in cuoio, che riporta l'autenticità del marchio stesso dell'azienda.

Impossibile “come non ricordare” la salopette, pantaloni che hanno un prolungamento sul busto fino a formare una pettorina seguita da due bretelle che poi si incrociano sulla schiena: indumento da lavoro per eccellenza.

È proprio la colorazione la caratteristica tipica del blue-jeans, il tessuto Denim che insieme al colore (ottenuto da pigmenti sintetici) dà vita alla particolare colorazione e poi stata proposta dal mercato delle più disparate tipologie: il blue-jeans stinto, slavato, scuro, chiaro, lucido, opaco …

Una cosa è certa: la colorazione è parte fondamentale della robustezza di questo tipico capo di abbigliamento. Tessuto e colore insieme infatti hanno dato vita all'indiscussa originalità dei blue jeans.

Per combattere l'impatto ambientale dovuto all'impiego di elementi sintetici, un'equipe di medici californiani specializzati in genetica sembra avere sviluppato una tintura eco-compatibile modificando geneticamente un batterio (Escherichia Coli), e questa tintura dovrebbe incidere in maniera positiva a vantaggio del rispetto dell'ambiente e della salute.

Blue jeans originali

I blue-jeans sono stati nel corso della loro storia, e lo sono ancora, oggetto di contraffazione; oltre il fatto che è illegale produrre e vendere materiale contraffatto violando il marchio di origine, non dimentichiamo che se la produzione del pantalone non è eseguita a regola d'arte, l'impiego di sostanze non ammesse come coloranti pericolosi può essere parecchio nocivo per la salute.

Nel corso degli anni dunque le aziende hanno messo a punto sistemi per rendere difficile la contraffazione: le particolari cuciture (come quelle doppie a forma di arco, arcuate e proprio per questo denominate “arcuates”), il minuscolo marchio applicato su di un piccolo lembo di cotone rosso (red tab) sulla tasca posteriore destra ad un limite ben preciso di millimetri dall'altezza della tasca stessa, le particolari rivettature in cui i piccoli bottoncini metallici (rivetti) sono marchiati con il logo dell'azienda, oltre ad una serie di piccoli particolari che contraddistinguono lo specifico capo di abbigliamento.

I rivetti in rame furono introdotti proprio da Levi's.

Tra i marchi storici non possiamo non ricordare Levi Strauss & CO. (Levi's), Lee, Wrangler, e gli italianissimi Roy Rogers, che anch'essi meriterebbero un articolo a loro dedicato.

Un blue jeans è per sempre …

Nato per il proletariato, per i minatori: chi non ha visto almeno una volta nella vita la salopette di blue-jeans ?!!!

Risulta essere la colorazione, una delle caratteristiche che rendono unico questo capo di abbigliamento, una miscela di pigmenti sintetici impiegata per colorare questo robusto, quasi indistruttibile, tessuto: il Denim.

Tela di Nimes (toile de Nimes) dall'omonima città francese in cui ha trovato i natali questo tessuto, oggi conosciuto in tutto il mondo.

Sebbene nati per le classi sociali meno abbienti, oggi un paio di blue jeans originali non si può certo affermare che abbia un prezzo economico, visto anche il particolare e difficile momento di crisi diffusa a livello planetario.

Tuttavia è un prezzo che, per un prodotto robusto e durevole nel tempo, rappresenta una spesa che può essere ammortizzata nel tempo: difficilmente un paio di blue jeans dura meno di 5, 6 anni, è sufficiente quindi dividere per 5 il prezzo di acquisto e sicuramente la spesa annua che ne deriva è sostenibile per un prodotto di qualità.

Un prodotto nato per il proletariato adottato anche dai ricchi …

I blue-jeans sono stati, e sono ancora (tra le altre cose …), oggetto di culto anche da parte della moda che ha investito ingenti somme di denaro per griffare i propri capi di abbigliamento; ingenti somme di denaro investite che hanno quasi sempre avuto un ritorno, questo non solo dimostra una grande disponibilità di investimento finanziario da parte del mondo della moda, bensì anche una buona intuizione per capire quelle che saranno, e che sono, le tendenze e le scelte dei capi di abbigliamento da parte dei consumatori.

Il tessuto del blue-jeans, usato nel XV secolo per produrre sacche destinate a contenere le vele delle navi, per quanto riguarda l'abbigliamento è stato impiegato per produrre pantaloni, gonne, salopette, sacche, borse … e non solo.

Ed ogni volta che la moda ha deciso di produrre un capo di abbigliamento con questo tessuto è sempre stato un successo, un prodotto destinato a diventare e rimanere oggetto di culto, nel caso del blue-jeans ancor prima della moda e dello stile.

Basti pensare al successo che da subito ha avuto questo tessuto impiegato nella produzione di pantaloni e salopette, capi di abbigliamento nati per il lavoro destinati alle comunità minerarie del Nord America, quindi minatori, carpentieri che necessitava di capi di abbigliamento economici e robusti.

Escherichia coli: cosa ci azzecca questo batterio con i blue-jeans ?!!!

A quanto pare medici californiani di Palo Alto hanno modificato geneticamente questo batterio per riuscire a produrre elementi ecocompatibili per la colorazione del blue-jeans, del tessuto; questo dovrebbe migliorare la qualità del prodotto, i pigmenti sintetici infatti possono arrecare danno alla salute quando entrano in contatto con la pelle, ogni qualvolta viene indossato un capo d'abbigliamento, nella fattispecie blue-jeans, e l'impiego di questo batterio geneticamente modificato dovrebbe diminuire l'impatto ambientale dovuto all'uso di coloranti e risultare idoneo alla salute.

Il blue-jeans è entrato nella storia, la sua particolare colorazione, la sua robustezza, i bottoni metallici ed i rivetti in rame, la sua connotazione temporale, oggetto di culto, da sempre punto di riferimento dell'abbigliamento giovanile.
Un blue-jeans è (quasi) per sempre

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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