Blue jeans: storia di un prodotto originale

Ragazza in blue jeans in tessuto Denim elasticizzato
(photo by Tamara Bellis on Unsplash)

Blue jeans: il Denim è il tessuto utilizzato per il jeans, il pantalone senza ombra di dubbio più famoso al mondo.


Toile de Nîmes

Denim, o toile de Nimes (tela di Nimes), per ricordare la città francese da cui il tessuto prende il nome (nimes․fr).
Un tessuto molto robusto, nato per il lavoro e per i lavoratori, e sebbene con fonti discordanti tra loro, la città di Genova è tra quelle che vanta di annoverare per prima la produzione di questo tessuto.

Cenni storici del tessuto

Nella città di Chieri, in provincia di Torino, nel XV secolo si produceva un fustagno (tessuto particolarmente resistente un tempo prodotto con lino e cotone, oggi solo cotone o lana) di colore blu, che veniva usato tanto per la produzione di sacche che contenevano le vele delle navi, quanto per coprire le merci sulle banchine dei porti.

Blue de Genes

Sembra essere l'etimologia del termine blue jeans, i commercianti della città di Nîmes, decisero che le merci per il Nord America dovevano partire dal porto di Genova.

Levi Strauss

Fu Levi Strauss a produrre il primo pantalone con questo tessuto nel 1847, un capo di abbigliamento espressamente prodotto per gli operai che svolgevano anche i lavori più duri (minatori, carpentieri, stallieri, etc.), un prodotto espressamente destinato ad avere lunga e robusta vita: un capo di abbigliamento economico, resistente, facilmente lavabile.

Il Denim è il tessuto nato per il proletariato
(Photo by Ryan Moreno on Unsplash)

Un prodotto pensato per il proletariato

Un capo di abbigliamento espressamente prodotto per il proletariato, e Levi Strauss, bavarese nato in Germania e poi naturalizzato statunitense, partì avvantaggiato dal fatto che i suoi due fratelli, proprio negli Stati Uniti, avevano dato vita ad un'industria di abbigliamento.

Un prodotto destinato solo al lavoro

Fino agli anni della seconda guerra mondiale, i capi di abbigliamento realizzati con questo tessuto, rimasere destinati, sebbene con enorme successo, a soli indumenti di lavoro.

Utilizzato anche dei soldati statunitensi durante il conflitto bellico, sebbene sia logico e naturale pensare che le classi sociali meno abbienti, abbiano già dalla sua nascita lo abbiano impiegato come capo di abbigliamento quotidiano, specialmente in tempi di difficoltà economiche notevoli, il proletariato non poteva certo permettersi abiti da lavoro, abiti da sera, abiti da festa, e via discorrendo.

Per il proletariato un abbigliamento quotidiano

È logico pensare che è stato, sin dalla sua nascita, un capo di abbigliamento, un pantalone, che ha accompagnato le classi sociali economicamente più deboli, che vedevano in questo un prodotto economico destinato a durare nel tempo, facilmente lavabile, quindi adatto alle loro tasche anche per quanto riguarda il mantenimento.

Nel dopoguerra in Europa

Fu proprio nel dopoguerra che anche in Europa, portato dagli americani, questo tipo di pantalone trovò larga richiesta, trascinato anche dal cinema è diventato uno dei capi di abbigliamento sicuramente più utilizzati più conosciuti al mondo, tanto che negli anni a venire è diventato oggetto di rivisitazione per la moda, e simbolo giovanile per eccellenza.

Com'era ovvio prevedere, e come sempre accade, quando il ricco mondo della moda decide di investire denaro per promuovere un prodotto già esistente, molto sovente questo non fa che aumentare ulteriormente l popolarità, al punto che è possibile trovare pantaloni in jeans firmati che, costano una cifra, sebbene il tessuto non sia per nulla migliore di quello di un prodotto più economico.

Griffato

Negli anni 70, noti marchi s'impadronirono del tessuto, dando vita al pantalone griffato che, ha snaturalizzato non poco, il simbolo, l'icona che il blue jeans ha sempre rappresentato da quando è nato, e nel corso della sua storia.

Reso ulteriormente celebre da James Dean, Elvis Presley, Marlon Brando, Paul Newman, per citare solo alcuni tra gli artisti più famosi che hanno contribuito a rendere ancora più conosciuto questo prodotto.

È stato anche capace di diventare oggetto sexy, quando indossato da donne che rappresentano le icone della seduzione, e ogni epoca ha le sue.

Anche senza scomodare le persone famose, nel quotidiano è possibile vedere graziose fanciulle che indossano questo pantalone, in modo impeccabile, e molto accattivante.

Caratteristiche del jeans

Le robuste caratteristiche sono quelle degli inizi, del 1847, forti cuciture, tasche resistenti, rivetti e bottoni metallici.

Tasche adatte a contenere anche strumenti di lavoro, non dimentichiamo mai infatti il motivo principale per cui sono stati pensati, creati e distribuiti.

Le contraffazioni

Sebbene nel corso degli anni le palesi imitazioni, nonché le contraffazioni, si siano seguite nel tempo, ancora oggi è comunque possibile comprare blue-jeans originali (non necessariamente “griffati”), belli, robusti, e durevoli.

Un prodotto fatto per durare

Il prezzo è sufficientemente economico (per le classi sociali meno abbienti in perenne difficoltà), anche per i prodotti originali ma viene comunque ammortizzato nel tempo, in quanto questo tessuto è davvero destinato a durare a lungo, e avere lunga vita.

Le tasche

Quattro tasche, due anteriori e due posteriori, oltre quella piccola nella tasca destra anteriore, e magari anche altre estremamente personalizzate in ogni modello di pantalone.

Bottoni metallici (con il logo del marchio) per allacciare i blue jeans nella sua parte anteriore, oppure le cerniere, zip, robusti passanti della cintura (immancabile con i pantaloni in Denim), robuste cuciture (color oro, nere, bianche, blu), e una serie di particolari interessanti che meritano tutta l'attenzione di chi è appassionato di questo tessuto.

Tasca destra posteriore
(Foto di Julia Kuzenkov da Pexels)

Il marchio nella parte destra anteriore

Ad esempio nella parte destra posteriore, in alto sopra la tasca troviamo il robusto marchio, una volta in cuoio, oggi in robusto materiale cartaceo, pressato, che riporta l'autenticità del marchio stesso dell'azienda.

Impossibile “non ricordare” la salopette, pantaloni che hanno un prolungamento sul busto fino a formare una pettorina seguita da due bretelle, che poi si incrociano sulla schiena: indumento da lavoro per eccellenza.

La colorazione del tessuto

È proprio la colorazione del tessuto, la caratteristica tipica del tessuto Denim, che insieme al colore, ottenuto con pigmenti sintetici, dà vita alla particolare colorazione, e poi è stata proposta dal mercato nelle più disparate tipologie: stinto, slavato, scuro, chiaro, lucido, opaco, etc.

Una cosa è certa: la colorazione è parte fondamentale della robustezza di questo tipico capo di abbigliamento. Tessuto e colore insieme infatti, hanno dato vita all'indiscussa originalità dei blue jeans.

L'impatto ambientale nella produzione

Per combattere l'impatto ambientale dovuto all'impiego di elementi sintetici, un'equipe di medici californiani specializzati in genetica sembra avere sviluppato una tintura eco-compatibile modificando geneticamente un batterio (Escherichia Coli), e questa tintura dovrebbe incidere in maniera positiva a vantaggio del rispetto dell'ambiente e della salute: smithsonianmag․com

Escherichia coli

Cosa ci azzecca questo batterio con i blue jeans?

Medici californiani di Palo Alto, hanno modificato geneticamente questo batterio per riuscire a produrre elementi ecocompatibili per la colorazione del Denim, del tessuto; questo dovrebbe migliorare la qualità del prodotto.

I pigmenti sintetici infatti, possono arrecare danno alla salute quando entrano in contatto con la pelle, ogni qualvolta viene indossato un capo d'abbigliamento, nella fattispecie in tessuto Denim, e l'impiego di questo batterio geneticamente modificato dovrebbe diminuire l'impatto ambientale dovuto all'uso di coloranti e risultare idoneo alla salute.

Blue jeans originali

Nel corso della loro storia sono stati, e lo sono ancora, oggetto di contraffazione; oltre il fatto che è illegale produrre e vendere materiale contraffatto violando il marchio di origine, non dimentichiamo che se la produzione del pantalone non è eseguita a regola d'arte, l'impiego di sostanze non ammesse come coloranti pericolosi, può essere parecchio nocivo per la salute.

Come distinguere il prodotto originale

Nel corso degli anni dunque, le aziende hanno messo a punto sistemi per rendere difficile la contraffazione, o almeno per distinguere jeans originali, da quelli contraffatti.

Alcuni aspetti

• Le particolari cuciture: come quelle doppie a forma di arco, arcuate e proprio per questo denominate “arcuates”;

• il minuscolo marchio applicato su di un piccolo lembo di cotone rosso (red tab) sulla tasca posteriore destra, ad un limite ben preciso di millimetri dall'altezza della tasca stessa;

• le particolari rivettature in cui i piccoli bottoncini metallici (rivetti), sono marchiati con il logo dell'azienda, oltre ad una serie di piccoli particolari che contraddistinguono lo specifico capo di abbigliamento.

I rivetti in rame furono introdotti proprio da Levi's.

Tra i marchi storici non possiamo non ricordare Levi Strauss & CO. (Levi's), Lee, Wrangler, e gli italianissimi Roy Rogers, che anch'essi meriterebbero un articolo a loro dedicato: dai un'occhiata su iconmagazine․it

Un blue jeans è per sempre…

Nato per il proletariato, per i minatori: chi non ha visto almeno una volta nella vita la salopette in Denim?

Un prodotto nato per il proletariato adottato anche dai ricchi.

Questo tessuto, è entrato nella storia, la sua particolare colorazione, la sua robustezza, i bottoni metallici ed i rivetti in rame, la sua connotazione temporale, oggetto di culto, da sempre punto di riferimento dell'abbigliamento giovanile.

Un blue-jeans è per sempre.